BOGOTA' PASSATO E PRESENTE



La Cattedrale
Torre Colpatria
                                         
Nel Post del 24 Febbraio, parlavo di uno scrittore colombiano: Santiago Gamboa, nato a Bogotà nel 1965.


Cosa ci viene in mente quando parliamo di Bogotà e della Colombia?
Sicuramente conflitti armati fra governo, formazioni paramilitari e trafficanti di droga con morti e persone scomparse, così da annoverare il paese fra i più violenti del mondo e uno dei maggiori esportatori di droga.
In tal senso, anziché considerare la Colombia come meta turistica, si associa piuttosto al sequestro di Ingrid Betancourt da parte delle FARC e al narcotraffico del Cartello di Medellín; località che peraltro ha dato i natali al pittore-scultore Fernando Botero, connazionale del Nobel per la letteratura Gabriel García Márquez.

E' proprio dalla cultura invece che passa il rinascimento della capitale colombiana, con un Museo ed un Centro Culturale intitolati rispettivamente a questi due artisti.

Nel 2000 Botero donò alla città 123 opere da lui realizzate ed altre 87 della sua collezione personale (Monet, Corot, Pollock, Manzù e Calder fra gli altri), visibili nelle sale con la stessa disposizione voluta dall'artista (pose la clausola che nessuna opera poteva essere prestata o spostata dal luogo in cui aveva deciso di collocarla). Il Museo a lui intitolato è nel cuore del centro storico-culturale della città, nel vecchio quartiere dall'architettura coloniale de La Candelaria, uno dei meglio preservati dell'America Latina












Nella stessa zona, si trova dal 2009 anche il Centro Culturale Gabriel García Márquez, opera di Rogelio Salmona (Parigi, 1927 - Bogotà, 2007), considerato il miglior architetto colombiano, vincitore, fra l'altro, del prestigioso Premio Alvar Aalto, nel 2003.




Centro Culturale Márquez
Pur non famoso come altre archistar, Salmona è stato allievo di Le Corbusier e, al pari dei suoi due connazionali, è considerato l'artefice del cambiamento della città.
Di lui si è scritto: “come Leonardo da Vinci, sfruttò i tempi bui della capitale orrenda e violenta per dare a Bogotà un nuovo corpo ed anima”.
Il suo stile è caratterizzato dall'utilizzo di materiali locali come il “ladrillo rojo” (mattone rosso), da lui stesso disegnato e fatto fabbricare, oltre che dall'acqua, considerata elemento connettore dei vari spazi del Centro (librerie, galleria per esposizioni, auditorium e auditorium infantile) tramite canali, piscine e stagni.


Particolare curioso: suo anche un progetto di ampliamento per il MAMBO, non quello di Bologna, bensì del Museo de Arte Moderno de Bogotà. Quando si dice l'uso sapiente degli acronimi... 

Abbandonato quindi il passato martoriato da attentati e sparatorie dei trafficanti di droga, Bogotà si è riscattata divenendo città a misura d'uomo e guadagnandosi l'invidiabile appellativo di “Zurigo del Sud America”.

Nel 2006 ha vinto il Leone d'Oro alla Biennale Architettura di Venezia per essere divenuta città modello a livello mondiale, grazie ad una viabilità eco-friendly, che conta una rete di oltre 400 km di ciclabili e cavalcavia esclusivamente pedonali e privilegia il traffico pubblico grazie al Trans-Millenio.

  Questo è il vero orgoglio della capitale: una metropolitana di superficie sviluppata su 84 km, con corsie ad uso esclusivo di autobus snodati BRT (bus rapid transit), stazioni con rampe di accesso come un vero metro ma soprattutto caratterizzata da una realizzazione molto più economica di una sotterranea.
Le doppie corsie nei due sensi di marcia dedicate ai bus rossi espropriate a quelle del traffico privato, che sono quindi diminuite da 4 a 2, hanno creato una maggiore congestione dissuasiva di quest'ultimo e in questa strategia “del bastone e della carota” risiede il successo del Trans-Millenio: 1,3 milioni di persone giornalmente preferiscono gli autobus rossi all'auto propria, tanto che, vittima della sua stessa popolarità, è stato battezzato dai residenti “TransMilleno” (=TransPieno) per essere notoriamente stipato di passeggeri.

I colombiani della costa dicevano che Bogotà è una ghiacciaia fredda e senza allegria. I presupposti letti ultimamente sembrano smentire questa diceria.

Dall'11 al 23 Agosto di quest'anno vi si svolgerà la Feira Internacional del Libro, certo non è così vicina come quella di Torino, ma potrebbe essere una buona occasione per visitare questa città.

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