L'AGATA CHRISTIE ISRAELIANA E LA CASA DEI BAMBINI

 Batya Gur,(Tel Aviv, 20 gennaio 1947- Gerusalemme 19 maggio 2005).
Laureata in Letterature comparate all’Università di Gerusalemme, ha poi insegnato Letteratura per quasi vent’anni ed ha scritto numerosi articoli di critica letteraria, cultura e arte per il quoditiano Ha'aretz.
I romanzi pubblicati con protagonista il detective Michael Ohayon, sono stati tradotti in dodici lingue e hanno avuto numerosi riconoscimenti, anche se in Italia, ne sono stati pubblicati solo tre dei sei originali.
La serie dell'ispettore Michael Ohayon:
- The Saturday Morning Murder: A Psychoanalytic Case (1988)

   Delitto in una mattina di sabato (1993)
   Traduzione G.Malaguzzi Editore: Rizzoli Pg 294
   Titolo originale:Retsah be-Shabat ba-boker 

   (Deutscher Krimi Preis,1993)
- A Literary Murder: A Critical Case (1989)
  Un delitto letterario (2007)
  Traduzione E. Carandina Editore:Nottetempo Pg 462
  Titolo originale: Mawet ba-hûg le-sifrût
  (Premio Nacional a la mejor Labor Editorial Cultural 2003)
- Murder On A kibbutz: A Communal Case (1991)
  Omicidio nel kibbutz (2000)
  Traduzione M. Pesciallo Rapin Editore: Piemme Pg 415
  Titolo originale:Linah meshutefet: retsah ba-òkibuts
  (Premio Wizo 1996 Francia)
- Murder Duet: A Musical Case (1996) 
  Titolo originale:Meròhaòk ha-nakhon
- Bethlehem Road Murder: A Neighbourhood Case (2001)

  Titolo originale: Retsah be-Derekh Bet Leòhem
- Shooting A Murder(2004)
  Titolo originale:Retsach, metsalmim

IL PERSONAGGIO

Nella storia politica di Israele, si è spesso scritto dell'atteggiamento del suo popolo nei confrontidella questione palestinese diviso fra falchi e colombe.


L'ispettore protagonista dei romanzi di BG, Michael Ohayon, si può senza dubbio annoverare fra le file delle colombe.
E' un ebreo sefardita originario del Marocco, che lascia per trasferirsi in Israele, dove, una volta arrivato, si rende presto conto di essere considerato straniero, tanto che suo padre stesso dirà: “Gli ebrei non dovrebbero trattare così gli ebrei”.
Alla base di questa frase c'è la differenza molto marcata fra i due gruppi da cui discendono gli israeliani. Gli ebrei orientali o Askenaziti del Nord Est Europa, per lo più sopravvissuti all’Olocausto (presenti in Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi, Europa Orientale e Russia) e i Sefarditi, discendenti dei residenti nella penisola iberica fino al 1492 e successivamente migrati in Italia, nei Balcani, in Marocco e in tutto il bacino del Mediterraneo, dopo l'espulsione da quei paesi per opera dei re cattolici.
Diversità che Joseph Roth stesso, per spiegarla, asserisce che se anche può esser capitato che un sefardita abbia sposato un askenazita, non si vedrà mai un sefardita a fianco di un ebreo dell'Europa orientale.
Eppure questo è ciò che accade a Michael Ohayon.
Si sposa ancora studente universitario con un'askenazita alto borghese di Gerusalemme, Nira, figlia di un commerciante di diamanti sopravvissuto dell’Olocausto ma già durante la cerimonia del matrimonio riparatore all'Hilton di Tel Aviv, (Nira aspetta un figlio) si rende conto di non approvare quel tipo di ambiente. Il suo è un matrimonio lampo, per quasi solo il periodo di gravidanza della moglie con cui non ha buoni rapporti, al contrario di quelli che nutre per il figlio, Juval.
Non ci troviamo di fronte ad un ispettore machista, al contrario.Michael è un intellettuale, con laurea in letteratura e storia medioevale – che ha dovuto interrompere per entrare al servizio della polizia, amante di Brahms, lettore di Flaubert, Balzac, Faulkner e Le Carrè. Un umano con le sue paure e le sue angosce, la cui forza sta proprio in questa sua vulnerabilità e in quella pietà che sente spesso anche nei confronti di chi sbaglia.
Descritto come un malinconico dai tristi occhi scuri che affascina molte donne, spesso a sua insaputa, viene considerato da quelli che non lo conoscono bene un grande e raffinato dongiovanni, mentre per molte delle sue donne è una persona poco spontanea e che mantiene un atteggiamento di distacco forzato.
Gli interrogatori descritti nei romanzi ci mostrano la tenacia e la calma dei modi della “colomba” MO. Un uomo a mante della giustizia e dell'integrità che mal digerisce le opinioni e i comportamenti razzisti del collega, il “falco”, Balilty, rozzo, poco comprensivo, e nemico dichiarato degli arabi che ritiene tutti dei potenziali terroristi e che spesso arresta senza motivo

Omicidio nel kibbutz (2000)
  Traduzione M. Pesciallo Rapin 
Editore: Piemme 
Pg 415

TRAMA In un letto dell'infermeria del kibbutz di cui era segretaria viene trovata morta Osnat Harel, affascinante quarantenne dalle idee progressiste in contrasto con i tradizionali principi di gestione della comunità.
L'indagine è affidata a Michael Ohayon che scava a fondo nella vita della comunità e ne fa emergere dissapori, rancori, segreti e lo scontro fra le vecchie e nuove generazioni.

Chi nel thriller non apprezza narrazioni lente e pochi colpi di scena non sarà attratto dal romanzo.
D'altra parte alla scrittrice non interessa una trama scandita da numerosi colpi di scena, i suoi romanzi, ambientati sempre in luoghi frequentati da comunità circoscritte, prediligono invece un'indagine fatta di paziente ricostruzione dei fatti, interrogatori da cui emergono caratteri e aspetti psicologici dei soggetti, come Gutta o Fania, sopravvissute della Shoah, o Dvorka, l'intransigente insegnante e accanita sostenitrice dello spirito originario dei fondatori del kibbutz.

"Non riesco ad adattarmi a questa usanza di isolarsi per mangiare. Mangiare tutti insieme è uno dei valori del kibbutz!".
Spirito collettivistico che riecheggia spesso nelle sue parole, delineando un mondo matriarcale, dal concetto di famiglia quasi inesistente, in cui non solo si mangiava nel refettorio, ma la vita e l'educazione stessa dei bambini era avulsa dell'ambito famigliare.

"Sì, siamo l'ultimo kibbutz in cui i piccoli dormono ancora nella casa dei bambini."
I bambini stavano coi genitori solo qualche ora, per il resto del tempo dormivano in un edificio separato dove vivevano sotto la responsabilità di un tutor.

Da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo le sue necessità.
Precetto base del socialismo reale, coniato non da Marx, ma dal sionista militante e suo mentore Moses Hess.

Dunque un libro per chi vuole "giallo-e-geografia", per conoscere una realtà ormai scomparsa e la vita dei pionieri, fondatori dello Stato di Israele.

Se poi, come me, inizierete ad avere un debole per il protagonista, proseguirete nella lettura degli altri romanzi.
Per inciso: anche il Blomkvist di Larsson si chiama Mikael, anche se putroppo in entrami i casi i loro alter ego nel grandee e piccolo schermo hanno deluso le aspettative (le mie).



 .


3 geo-commenti:

  1. Nela San! Sei l'unica personna che io conosca...che conosce Batya Gur!E il suo dettetive e tutta quella gente´...
    Bello e completo il tuo post! Complimenti.
    Ho vissuto 5 anni a Tel Aviv ed è logico: ho letto i suoi libri! Ho scritto su di lei poco tempo fà, quando ho scoperto per caso che era morta...
    Bacioni!

    RispondiElimina
  2. Grazie MJ! Quando in Italia si è iniziato a parlare di "giallo Mediterraneo", io non mi sono fermata a leggere gli scrittori del lato europeo, ma anche quelli dell'altro lato. Credo sempre che il giallo possa aiutare a capire il paese in cui si svolge la narrazione. Così è stato, per andare in Israele (per lavoro) e più tardi per l'India. Andrò a leggere cosa hai scritto su Batya Gur. Ho molto amato il suo ispettore e peccato che, come al solito, in Italia i suoi libri non siano stati tutti pubblicati, così ne ho letti in Francese, Spagnolo, Portoghese...

    RispondiElimina
  3. Hai fatto benissimo!
    Ma neanche qui li trovo... Li ho comprato (e mia figlia anche, prima di me...) a Telaviv, in inglese. Ne ho 4 o 5. "Saturday morning murder" é un capolavoro...
    bacioni cara colega!

    RispondiElimina

 

Geo-lettori im-pazienti

Geografando in fb

Geo-MEMO

I testi pubblicati in questo sito sono di proprietà esclusiva del mio blog" gialli-e-geografie " e tutelati dalla legge sul diritto d'autore n.633/41 e successive modifiche.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità, Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge nr. 62 del 7/03/2001. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti inseriti nei post, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Le immagini ed i video presenti nel blog provengono dal web e quindi valutate di dominio pubblico.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione o per qualsiasi violazione di copyright, non avranno che da segnalarlo e l'autore provvederà alla rimozione immediata.