DESPERATELY SEEKING PAUL MANN- PAUL DOVE SEI???

A volte, sono colta da un inconscio senso di diffidenza verso chi scrive gialli ambientati in paesi in cui non è nato o risiede. Come se lo scrittore non autoctono potesse darmi un’ottica distorta o un approfondimento non giusto del luogo in cui il libro è ambientato. Tuttavia, la perplessità iniziale, finora, si è quasi sempre rivelata infondata.
A maggior ragione con Paul Mann ed i suoi 3 romanzi ambientati in India che hanno come protagonista il detective anglo-indiano George Sansi.


Di Paul Mann (16 Gennaio 1947, Northumberland – GB) sappiamo che ha iniziato la sua carriera, col suo primo impiego presso the Evening Chronicle a Newcastle-upon-Tyne, divenendo più tardi vice-redattore al London's Evening Standard. In seguito è stato giornalista a New York, Montreal e Sydney, dove ha vissuto dal 1982 per circa 10 anni, diventando cittadino australiano e operando come freelance dal 1983. 
Successivamente ha vissuto in Canada e negli Stati Uniti, dove si è stabilito definitivamente nel 1995 nello Stato del Maine, con le sue tre figlie e la moglie. Altro non sappiamo.











Autore: Paul Mann
Titolo: La stagione dei monsoni, 1996 (ed. or.: Season of the Monsoon, 1992)
Editore: Polillo
Pag: 330
Traduzione: Maria Teresa Marenco
Titolo: Le spiagge di Goa, 1999 (ed. or.: Ganja Coast, 1995)
Editore: Polillo
Pag: 345
Traduzione: Maria Teresa Marenco
Titolo: I fuochi del Gange, 1998 (ed. or.: Burning Ghats, 1996)
Editore: Polillo
Pag: 350
Traduzione: L.Crepax


Nel primo romanzo della serie, siamo catapultati nella Bombay di Film City, splendida Hollywood fortificata che racchiude tutti i vizi privati di produttori e dirigenti, complice la corruzione e l’assenza di controllo di un corpo di polizia il cui capo, Jamal, desideroso di far carriera politica, è ben attento a non farsi nemici.

Il primo personaggio che incontriamo rispecchia in pieno questa moltitudine che gravita in Bombay, oggi Mumbay, e che vive di espedienti o con i lavori più improbabili. Come appunto Mollaji, un kuli (casta dell’India formata da lavoratori emigrati provenienti da villaggi, contadini spostati, in inglese in termine divenne Coolie) che "come molti indiani poveri aveva imparato a nuotare da bambino nei laghi e nei torrenti fangosi del suo villaggio, dove era stato costretto procurarsi serpenti e tartarughe per mangiare" e viene ingaggiato dalla polizia, come già accaduto altre volte, per ripescare un cadavere putrefatto e orribilmente mutilato, nel Lago Vihar, il più grande dei tre laghi che forniscono acqua potabile alla metropoli.

Sarà il primo di una serie di omicidi compiuti da un serial killer che agisce mutilando orrendamente la sue vittime, sullo sfondo di un paese continuamente oscillante fra tradizione e modernità.

L’ispettore protagonista della serie è anch’esso figlio dell’India a cavallo fra l’epoca coloniale e la democrazia, ma è molto diverso dal poliziotto che opera sempre a Bombay, creato dalla penna di H.R.F. Keating, Ganesh Ghote.




"Quest’uomo, invece, aveva delle pupille decisamente azzurre in un classico volto indiano. E non era la sola caratteristica sorprendente. Tutto in lui era diverso: il modo di parlare, pacato e civile; la postura; la sguardo. Per niente da poliziotto. A Mollaji diede l’impressione di essere una brava persona. Aveva un bel volto, capelli ben ravviati e un incarnato piuttosto chiaro per un indiano. Doveva essere un sangue misto o provenire da una casta superiore a quella da cui veniva gran parte dei poliziotti. Una vera stranezza. Una stranezza in una paese delle stranezze."(Pg30)



Il nome di quello creato da PM già ci dà qualche indizio rivelatore: è un nome occidentale, infatti George Sansi è nato dalla relazione fra un ufficiale britannico, mentre si trovava in India, e Pramila, la madre indiana, docente universitaria e figura affascinante per essere una femminista ante litteram.


L’India potrà anche apparire come la catastrofe finale”…omissis…”ma sino a quando esisterà la legge, ci sarà civiltà. A un occidentale come lei questo paese sembrerà una completa anarchia…ma, sotto sotto, c’è un ordine. So che il mio lavoro è importante e cerco di svolgerlo al meglio. E ce ne sono altri come me. Grazie a noi, la città funziona ancora. Talvolt riusciamo anche a contrastare la corruzione e il caos con un po’ di giustizia. Talvolta prendiamo persino un politico corrotto, un giudice a un poliziotto. Quindi ci sono ancora delle regole. E per sopravvivere a Bombay bisogna conoscerle”. (Pg 49).





Se Sansi dunque conosce veramente bene come dribblare la corruzione e scegliere i giusti compromessi per procedere a catturare il colpevole, lo sapremo nelle ultime pagine. Perché questo è il vero enigma: incastrare chi ha commesso i delitti e di un cui già sappiamo l'identità molto prima del finale del libro. Ma questo, comunque, vi terrà attaccati alle pagine.
Quello che poi sorprende in questo giallo, come nei due successivi, è la loro attualità e per tante piccole cose, il suo essere, aldilà di un giallo ben scandito, un Baedeker antesignano di ciò che oggi ancora di più si vede in India. Ne parlo con cognizione di causa, avendo letto il primo dopo esserci stata per la prima volta e aver letteralmente divorato il secondo e il terzo durante i voli intercontinentali che mi hanno portato in quel paese le volte successive.


Ultime note: PM parla del traffico di Bombay e devo onestamente dire che la descrizione è azzeccata in pieno (provare per credere).

 by Nela San





Parla anche di Bollywood (alias la Hollywood indiana con sede a Bombay, da cui il nome Bollywood) quando per noi era ancora una “vaga nebulosa lontana anni luce”.



Forse alcuni di noi già conoscevano il lato “culturalmente impegnato” dell’India, il film neorealista Salaam Bombay! (1988) della regista Mira Nair, maggiormente nota al pubblico per Monsoon Wedding (2001) e Il destino nel nome (The Namesake, 2006), oppure si sono interessati all'India dopo che The Millionaire (Slumdog Millionaire, 2008) ha fatto incetta di Oscar. Ma questi titoli non si possono definire appartenenti al filone classico Bollywoodiano, spesso caratterizzato come nei musical americano da danze che spaziano da quelle più tradizionali ai ritmi tipici dei rappers occidentali.

Eppure, qualcosa più di un fil rouge letterario lega lo scrittore a questo ambiente.
Nel marzo del 2009, Oneindia annunciava che Sanjay Gupta (regista e produttore) in joint con Ekta Kapoor avevano acquistato i diritti per iniziare le riprese del film Ganja Coast, tratto dal secondo romanzo di PM, The Ganja Coast (Le spiagge di Goa).

Chissà che, almeno nella presentazione del film, il nostro misterioso scrittore, di cui non esiste alcuna foto sul web, ne’ un sito internet, ne’ nuovi scritti (gli ultimi risalgono alla sua collaborazione fine anni ’90 con il New York Times) non compaia e ci spieghi perché, malgrado il successo dei suoi tre romanzi, si è limitato ad una trilogia.
Poi si sa, le trilogie, portano sfortuna (vedi Millenium)…

Da qui il titolo del mio post.

4 geo-commenti:

  1. Carissima Nela San,
    Congratulazioni!
    Ho voglia di conoscere questo "sconosciuto" Paul Mann.
    Lo cercherò...
    Baci
    M.J

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  2. Buon giorno MJ e grazie per il tuo commento. Quanto alla tua ricerca, credo che, oltre in italiano, inglese e francese non siano stati tradotti in PT. Planeta li ha pubblicati però in spagnolo (di sicuro i primi due) Visto comunque il tuo ottimo italiano, ti suggerirei di acquistarli in questa lingua. Essendo già pubblicati da un pezzo, li puoi trovare a buon prezzo e alcuni siti non hanno spese postali esorbitanti. Se vuoi ti mando per mail separata indirizzi delle librerie sul web.
    Bye&besos

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  3. Ciao,
    sono capitato sul tuo articolo mentre stavo cercando un eventuale quarto libro che parlasse di George Sansi =)

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    Risposte
    1. Ciao, purtroppo credo non ne abbia scritti altri. L'unica cosa che ho potuto scoprire è qualcosa in più su di lui, scritto nel post segnalato qui sotto
      https://gialli-e-geografie.blogspot.pt/2015/12/di-masterchef-e-di-master-mistery-paul.html
      Grazie della visita al mio blog.

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