MEMO: COMPLEANNO - CARLO FRUTTERO




anniversario [an-ni-ver-sà-rio] s.m. (pl. -ri)

    • • Ricorrenza annuale di un avvenimento degno di memoria







      Carlo Fruttero
      Torino, 19-09-1926
      Il nome di Carlo Fruttero è stato per molto tempo legato a quello di Franco Lucentini, (Roma 24-12-1920).
      Imprescindibile per il fortunato sodalizio che ne è nato con lo scrittore romano, con cui ha scritto romanzi a quattro mani, soprattutto di genere poliziesco, fra cui:
      La donna della domenica (1972)
      La cosa in sé (1982)
      Il palio delle contrade morte (1983)
      A che punto è la notte (1985)
      La verità sul caso D. (1989)
      L'amante senza fissa dimora (1990), ambientato a Venezia
      Enigma in luogo di mare (1991)
      In seguito al suicidio del collega, (Torino, 5 agosto 2002), scriverà:
      Donne informate sui fatti (2006)
      Ti trovo un po' pallida (2007)

      Nel giorno del suo compleanno, che oggi cade di domenica, come non
      parlare de La donna della domenica, romanzo velocemente liquidato con toni snob dalla critica nei primi anni Settanta, ma col quale, in realtà, come dichiarato da Andrea Pinketts: “Fruttero e Lucentini hanno segnato il passaggio del giallo italiano dal ghetto della sottocultura ai piani alti della letteratura”.

      Oltre alla valida trama gialla, il testo evidenzia la bravura della interrelazione dei "linguaggi" (quello dell'alta borghesia, della Torino popolare, della città degli immigrati meridionali), e la stessa soluzione dell'intreccio giallo che si cela dietro l'errata interpretazione di un antico proverbio piemontese. A questa varietà corrisponde quella di personaggi abilmente descritti nel romanzo, tanto da venir considerato un classico del suo genere, ancor oggi nella lista dei "long sellers" dell'editoria italiana.

       La stessa Torino ha ruolo di primo piano: ambigua ed elegantemente aristocratica, classista nel fondo, misteriosamente chiusa e al tempo stesso metropolitana, lontana da tutto e cosmopolita. Su questo strano palcoscenico si muovono in una sorta di balletto dalle mossa perfettamente congegnate i personaggi del romanzo, quelli annoiati, contraddittori e sfuggenti della Torino bene. (Luci d'artista 2009 - Cosmometrie di Mario Airò, P.za Palazzo)
       La città protagonista di una descrizione di tutto rispetto, nel capitolo sul suo mercato delle pulci, quella sorta di Portobello londinese chiamato Balôn, dal nome dell'omonima zona alle spalle di Porta Palazzo. Luogo famoso fin dalla metà dell'Ottocento, quand'era frequentato dai rigattieri e oggi luogo delle botteghe. Qui ogni seconda domenica del mese si tiene il Gran Balôn, mercatino d'antiquariato e oggetti per collezionisti.

      C'è chi ha detto che la città deve molto al romanzo, tanto che fu organizzato un tour storico nelle strade della zona con una recitazione di parte del romanzo ambientato qui e visita ai luoghi della sua trasposizione cinematografica.
      Trasposizione fedele, fatta dal film diretto da Luigi Comencini nel 1975, con uno splendido Marcello Mastroianni nei panni del commissario Santamaria indaga sulla morte dell'architetto Garrone.
      La Torino, città di cinema e sede dell'omonimo Museo, all'interno della Mole Antonelliana, nonché sede del TFF, Torino Film Festival, ha tributato la sua gratitudine a La donna della domenica con il restauro della pellicola ad opera del Museo Nazionale del Cinema di Torino, presentato il 16 dicembre del 2000 a St. Vincent.

      A chi volesse saperne di più su Carlo Fruttero, e sono certa che una persona di sicuro sarà contenta di queste righe, suggerisco il meraviglioso articolo apparso questa settimana sul quotidiano la Stampa di Torino, intitolato: "Meno male che Carlo c'è", clikkando qui per il link.


















    4 geo-commenti:

    1. Ti ho già scritto un comment! ma è sparito...non sò se arriverà. Volevo dirti quanto mi è piaciuto la tua avocazino, così tenera, sui due grandi!
      sai che mi piacevano (ho già preso nota del link della Stampa!) quei due!
      Mi riccordo che c'era un programa (rai tre?) di letteratura condotto da loro. Ti riccordi? Tu eri giovanissima!
      Era così intelligente, pieno di umore,colto! Un giorno Lucentini (?) ha raccontato che in genere quando i romanzi erano tropo lunghi -e pesavano troppo!- , lui gli tagliava in 2/ 3 pezzi e portava nel autobus quel pezzo che li serviva... Così ha letto Guerra e Pace...
      Bacioni e complimenti!
      Grazie

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    2. Ciao MJ,
      sapevo che ti avrebbe fatto piacere ricevere la segnalazione dell'articolo sulla Stampa!
      Io l'ho apprezzato soprattutto perché il giornalista ha avuto l'elegante buon gusto di scrivere di Carlo Fruttero prima del giorno del compleanno.
      I compleanni, di solito, passano inosservati e spesso un articolo come questo si legge nei giornali più di frequente per commemorare, quando ormai è troppo tardi, qualcuno che non c'è più.
      Ma, per fortuna, in questo caso, non è stato così e mai titolo fu più appropriato: Meno male che Carlo c'è, appunto.

      Grazie per i complimenti, comunque devo dire che anche tu sei molto ben informata e molti, come te, rimpiangono il loro programma alla radio.

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    3. Hai ragione! grazie dell'articolo, veramente interessante e come dici tu "bravo" il giornalista e generoso! Ti ho fatto un pò di publiccità giustissima.
      Bacione

      http://falcaodejade.blogspot.com/2010/09/lembrando-fruttero-lucentini-dupla-de.html

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    4. Obrigada, obrigada, obrigadissima!!

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