DIZIONARIO VIATORIO: ISTANBUL - 2a PARTE

Nota dell'editore.
In questa seconda parte del dizionario i termini non sono più in rigoroso ordine alfabetico. Sono tanti gli appunti che man mano riscopro aver dato nel corso degli anni a chi mi aveva chiesto consigli su questa città.  Riassumere e aggiornare nel post i più interessanti, ha causato la mancanza dell'elencazione in ordine alfabetico da qui in poi. 
Mettiamola così:

anche i dizionari più usati, pur con le migliori attenzioni, possono avere pagine che si staccano e finiscono fuori posto. Ma ciò significa che sono consultati spesso e di conseguenza che sono validi. Come, nel mio piccolo, voglio sperare del mio.
Et, voilà, on y-va!


C= Cafe Di Dolce Piccolo bar-llibreria in Kuruçeşme, gestito da uno dei migliori gestori di catering della Turchia, con meravigliosa vista sul Bosforo, atmosfera accogliente come di un salotto di casa. Usa ingredienti stagionali per i desserts, da gustare il soufflè di cioccolata.






K= Kedi Gatto in lingua turca. 
E qui sono veramente dappertutto. Quelli randagi sono tollerati, per la loro associazione con l'Islam. Un detto popolare dice: "se hai ucciso un gatto, devi costruire una moschea per farti perdonare da Dio".  La tradizione orale islamica parla di un gatto che impedì ad un serpente velenoso di avvicinarsi al Profeta Maometto. In un'altra, il Profeta si accorse che il suo gatto dormiva sul bordo della sua veste, allora ne tagliò un lembo rimasto libero e lo indossò, senza disturbare l'animale.
Gatti diventati tanto più famosi dopo la recente visita di Obama a Istanbul, perché uno di loro si è reso protagonista di questo incontro ravvicinato col Presidente degli Stati Uniti.



Non solo, il gatto BASCAT è stato la mascotte dei Campionati Mondiali di Basket, svoltisi quest'anno. Bascat è il nome di una razza di gatti, la cui particolarità è avere un occhio di colore blu e uno verde,  originaria della città di Van, nella Turchia Orientale.

K= Kaktüs Cafe
In questo bar, nel Cihangir District, i gatti siedono vicino ai clienti o sonnecchiano nelle sedie. Gli stessi animali sono elemento decorativo dei piatti e delle tovaglie. 


M= Moderna Sanat Müzesi 
Nel dicembre 2004, Istanbul ha inaugurato il suo primo museo di arte moderna soprannominato Istanbul Modern, riferito al suo omologo londinese, il Tate Modern. Situato sulle rive del Bosforo, ricavato da un antico magazzino navale del porto di KARAKOY, dispone su 8.000  di una biblioteca, un'area dedicata alle mostre temporanee, una sala per la fotografia ed un'altra per i video. 
Fra le opere d'arte esposte in occasione degli eventi a celebrazione di Istanbul, Capitale Europea della Cultura 2010, una di Wentworth dal titolo "Controsoffitto" con protagonista i libri.  
N= Nar L'opera a fianco, dell'artista turco İsmail Acar (Post 20-05-2010 tag Turchia) ritrae il Nar, il melograno, presente negli stemmi di molte città della TurchiaIl nome deriva dall'arabo rummân, rappresenta fertilità, abbondanza e matrimonio, così è usanza che la sposa lasci cadere a terra un melograno per vedere quanti chicchi usciranno: il numero corrisponderà al numero di figli che potrà avere. Da gustare il suo succo, spremuto fresco.
Source:R. Keating
P=Pinocchiodesign  Atelier collettivo, le opere traggono ispirazione dalla cultura turca e mediterranea. Come l'hamamlamp, ispirato alle cupole degli hamam con i classici fori per filtrare all'interno dei bagni la luce naturale.
R=Radikal e Ramize Erer (1963)  La prima un'importante rivista turca, la seconda una caricaturista, famosa per le sue strisce, pubblicate in questa ed altre (LEMAN), in cui ironizza dei rapporti uomo-donna nel suo paese.
 R=Raki  fortissima acquavite a base di anice, la cui etimologia deriva dall'arabo rak, che indica in generale le bevande alcoliche. 

7 geo-commenti:

  1. Grazie, delizioso post. Cafè, gatti, libri...
    P.S.
    Ho salvato in memoria il "controsoffitto".

    Buon Weekend!
    Giacinta

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  2. In un giorno di grande delusione, (poi lo spiegherò nel post) ho la soddisfazione che questo piccolo blog piace a qualcuno.

    Grazie Giacynta, e grazie ancora per lo spazio che mi hai dedicato nel post del tuo blog su Izzo!
    Buon Weekend anche a te.

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  3. Sono tra quei "qualcuno", perciò lascio traccia oggi (che non si dica mai il contrario)! :)))

    Nel caso specifico ho gustato appieno questo dizionario viatorio perché ancora nell'occhio della nostalgia (sono stata a Istanbul ad agosto ed è difficile levarsela di dosso). Perché – inaspettatamente – né il tè, né i lokum, gli halva e lo zafferano che ho portato con me hanno più lo stesso sapore (ed è un bene che il sapore dell'altrove non ci segua costringendoci – invece – a ripartire).

    Un saluto affettuoso. :)
    Stefania

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  4. @squilibri2 Stefania, grazie per il tuo commento. Non sapevo che gli halva, oltre ad essere famosi in India, fossero anche popolari in Turchia. Se non fosse per il tuo commento, non ne sarei venuta a conoscenza. Come nel tuo blog, ti confermi grande e sensibile scrittrice. La frase "E' un bene che il sapore dell'altrove non ci segua, costringendoci - invece - a ripartire" è piena della fascinazione tipica del viaggiare vero. Posso intitolarci un prossimo post? Ovviamente ne citerò anche la fonte... :-)
    Bye&besos

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  5. E ci mancherebbe. :)
    Le parole che nascono negli scambi come questo sono ben contente d'essere seminate e – magari – attecchire altrove.

    (Quell'altrove fatto di sapori e di odori è responsabile di quasi tutte le nostalgie. Resto in attesa di leggere, insomma...)

    Quanto agli halva: non conosco quelli indiani, ma non ho saputo resistere a quelli assaggiati a Smirne (a base di sesamo e miele, simili ad un torrone ma più morbidi). Ne ho portati con me nella variante al pistacchio e al cacao (i primi sono decisamente i migliori).

    A presto, allora (e grazie) :)

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  6. Obama che carezza il gatto me lo sarei proprio perso, grazie Nela!

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  7. @Dede - già, ma io nemmeno sapevo dei gatti con colori diversi di occhi!

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