Francisco José Viegas ovvero the Ghost (of the) Writer, in attesa del eWriter

Ghostwriter letteralmente scrittore fantasma, in italiano, è un autore professionista, pagato per scrivere libri, articoli, storie, pubblicazioni scientifiche o, in campo musicale, composizioni, che sono ufficialmente attribuiti ad un'altra persona. (Source: Wikipedia.it)

Venerdì 22 Ottobre la viaggiatrice parte per il Pisa Book Festival, dove il paese ospite è il Portogallo e l'Editore laNuovafrontiera ha invitato Francisco José  Viegas per due conferenza: "Il Portogallo oggi" e le mille voci del Portogallo a confronto,  "Daquèm e dalèm mar". Oltre a ciò, ci sarà  il lancio de "Il mare di Casablanca",  l'ultimo romanzo della serie dell'ispettore Ramos, nelle librerie italiane dal 20 ottobre.

Per  la viaggiatrice è un incontro incountournable: lei ha tutti i libri della serie Ramos in portoghese, li ha amati tutti (o quasi), non sa nemmeno quale portare con sé per farsi fare la dedica. Opta per l'ultimo "O mar em Casablanca", (post del 12-06-2010) convintissima che acquisterà anche la versione italiana.

Troppo azzeccata la copertina,  migliore addirittura di quella del romanzo originale.
Quella italiana è l'incipit del romanzo stesso, di quel desassosego (inquietudine) che appare nelle prime righe. Non un cadavere, dunque, ma una scena che prende.
   
Anche l'autore, nel suo blog, l'ha giudicata positivamente.

Gosto bastante, gosto – mesmo – muito. Obrigado, Lorenzo; obrigado, Giorgio; obrigado Serena; obrigado Paola.
(E obrigado a Mirella Appiotti, que no La Stampa me chamou «il Montalban portoghese» – acho um elogio tremendo.)

Si è addirittura lusingato per essere stato battezzato il Montalban portoghese dalla giornalista Mirella Appiotti su La Stampa.

Tutte buone premesse dunque. 
Ma come i migliori gialli o policiais (per dirla alla portoghese) mancava il colpo di scena finale.
Immaginate la viaggiatrice che si reca allo stand de laNuovafrontiera per chiedere in che sala ci sarà la conferenza e si sente rispondere che Viegas non è venuto, che sono rimasti sorpresi anche loro, che era già stato tutto preparato nell'ultimo incontro con l'autore al Salone di Francoforte e si era concordato di fare il lancio del libro a Pisa, con tutto già pagato etc etc. 

Viegas non c'era. 
Dell'autore portoghese nemmeno l'ombra. 
Inutile dire del disappointment della viaggiatrice. 
Doppiamente beffata oltretutto,  visto che dopo aver ricevuto la notizia, nella zona degli stand arrivava l'annuncio dell'inizio della conferenza e ancora veniva dato partecipante Viegas. Così lei si è addirittura sincerata di persona che quanto le stava accadendo non fosse il frutto di un misunderstanding e che magari il suo beniamino era già in sala fra i relatori. Ma non era così.

Ora, le ragioni che non hanno portato lo scrittore a Pisa potrebbero risiedere altrove. E' risaputo, che, come lui stesso ha dichiarato, ultimamente ha qualche problema di salute. Poi, si sa che a volte gli scrittori sono bizzosi (Paolo Coelho per partecipare al Salone del Libro di Torino pretese auto con autista disponibile 24 ore su 24), oppure è sufficiente perdere aerei o accavallare impegni.
Tuttavia bastava poco per giustificare la sua assenza. Si poteva comunicare in anticipo per newsletter (così come,  allo stesso modo, ne era stata comunicata la partecipazione).
La viaggiatrice si sarebbe addirittura accontentata di leggere: "non parteciperà per legittimo impedimento". Ormai in Italia siamo abituati a questa frase, lui non sarebbe stato né il primo né l'ultimo e lei non avrebbe fatto tutti quei chilometri...


Francisco José Viegas per Pisa non è stato un Ghostwriter (ho spiegato sopra l'esatto significato). 

Siccome, dopo l'eBook,  ancora non hanno inventato l'eWriter, (sarebbe utilissimo in queste evenienze), la presenza dello scrittore per la viaggiatrice si è limitata al Ghost of the writer, un po' come la piccolissima figura umana della copertina, ritratta sul ponte, in mezzo alla nieblina.

La viaggiatrice si è consolata comprando un libro, non Il mare di Casablanca, bensì un giallo di uno scrittore africano, è andata a vedere la mostra su Joan Mirò e si è mangiata uno strepitoso panino con la finocchiona, 

seduta al sole in un tavolino della Panineria il Crudo nella Piazzetta della Berlina (da non perdere se passate per questa città), gustandosi per finire un buon caffè.

Buon week-end da acid Nela. 


3 geo-commenti:

  1. Mi dispiace per te... Sai com'è. Io trovo orrenda questa mancanza di rispetto! L'educazione à sempre la benvenuta. Chi se credono???
    Bacioni, cara amica, e non ci pensare più perchè non vale la pena.
    Io credo sempre (come Proust nello "Contre Sainte-Beuve"...): gli scrittori stano nei libri! Solo quello mi interessa!
    Leggi il giallo dell'africano e ti sentirai bene!

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  2. Capisco la tua delusione! Se mai leggerò qualcosa di questo autore, lo farò imbronciata come Lucy di Linus!
    Un abbraccio!

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  3. @MJ Carissima, non fai altro che riconfermare quanto mi era stato confidato un po' di tempo fa anche dal mio amico Massimo Padua (giovane scrittore di talento), ovvero che incontrare e conoscere gli scrittori talvolta è una delusione...Anche non incontrarli, appunto! En tudo caso, appena finisco il giallo che sto leggendo, passo all'Africa.

    @Giacynta Grazie per la solidarietà, in effetti ho scoperto che i personaggi dei fumetti sottolineano egregiamente l'idea dell'umore del momento, molto meglio degli sterili emoticons. Così ne ho già scelti alcuni da utilizzare, in caso di bisogno, nei prossimi post.

    Bye&besos a tutte, ragazze, e ancora grazie per la solidarietà e comunque, Pisa merita di essere vista.

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