COME PIANTE TRA I SASSI - COME I SASSI TRA DUE COASTS



La Procura della Repubblica di Matera il sabato mattina assumeva un aspetto sinistro. Senza il solito viavai di belle signore togate, di uscieri, di gente venuta a sbrigare pratiche, di avvocati in abito blu riuniti in un circolo come pinguini sulla banchisa, di imputati , testimoni, parenti, carabinieri e poliziotti, saltavano all'occhio tutte le magagne.
I muri sbrecciati e stinti. Lo scotch che imperversava. Marroncino, da pacchi, a sigillare porte, oppure a fissare grossi fogli di carta per oscurare qualche vetrata. (Pg 6)



Questo non è esattamente l'incipit di 
Come piante tra i sassi, (2009, Einaudi), della scrittrice Mariolina Venezia,  nata a Matera nel 1961 e già vincitrice del Premio Campiello nel 2007 con Mille anni che sto qui.  



Tuttavia, il passaggio mi ha ricordato quei reportages di denuncia su luoghi o edifici per cui i finanziamenti non sono mai arrivati, perché fermatisi prima o finiti chissà dove. 
Senza voler tirare in ballo il romanzo di Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, mi limiterò a citare quello che Rocco Papaleo canta all'inizio del suo film, Basilicata coast to coast.



Dunque, Rocco Papaleo dice:  "la Basilicata esiste. ...Una regione che sotto l'aspetto della depressione e disoccupazione giovanile non ha niente da invidiare a Puglia, Sicilia, Campania e Calabria, è solo che non c'è la mafia".


Ed anche se leggendo il romanzo si scoprirà che non si tratta di mafia, ma comunque di un'organizzazione che delinque su fatti di estrema attualità, preferisco soffermarmi sul personaggio principale del romanzo,  Imma Tataranni.


Sostituto procuratore di Matera, quarantatreenne multi-tasking (come oggi sono definite molte di noi, perennemente in corsa), Imma è un'acrobata nell'incastrare impegni di famiglia, indagini e letture di faldoni, suoceri, badanti della madre, cambio degli armadi, cene di classe, pedinamenti di sottoposti lavativi ed altro ancora.   
Una donna non avvenente e di statura bassa (troppo per lei anche il metro e cinquantacinque), che tenta di compensare con imprevedibili tacchi, imprescindibili anche per sopralluoghi in piena campagna. I suoi capelli tinti e gli abbigliamenti discutibili farebbero la gioia delle recensioni di Giusi Ferré nella rubrica Buccia di banana, nel settimanale Iodonna del Corsera. 
Infine, con un'irriducibile avversione per gli occhiali da vista, su cui MV descrive la scoperta dell'incipiente presbiopia, contro cui lotta fino a negarne l'esistenza, in questo modo: 


Aveva iniziato da poco quando si accorse che ormai non ci vedeva più bene da vicino. Le lettere si dilatavano, fino a confondersi una con l'altra. In realtà era già parecchio che succedeva, ma lei si era ostinata a far finta di niente. Quando andava al supermercato e non riusciva a leggere le indicazioni sulle scatole, le posava dicendosi che erano troppo care. Le istruzioni degli elettrodomestici, che non si capiva niente. I libri di sua figlia che non aveva tempo. Allontanò le carte. Si sentiva come una macchina che inizia a perdere i pezzi. (Pg 85)


Pagina di vero realismo ottico!


Lavora in coppia con un giovane e avvenente appuntato Calogiuri, ma da qui a fare il gioco dei "sinonimi e contrari" rispetto alla sua collega spagnola Petra Delicado, siamo lontani e immersi in un ambiente completamente diverso, lontano dalle luci roboanti della pluriconosciuta Barcellona
La Basilicata, dove è ambientato il giallo, è meno conosciuta e, soprattutto, meno roboante.




Dicono che i lucani siano di poche parole, ma forse tutte le parole che non dicono le conservano per certe occasioni speciali tipo i comizi, le conferenze, quando uno chiede indicazioni per strada e  persino gli interrogatori. Allora non riesci più a farli star zitti. Forse perché la Basilicata è il paese del silenzio. (Pg 84,85)
Lago del Pertusillo
Parco del Pollino e Pino loricato
... il silenzio è proprio ciò di cui sono fatti i calanchi di Craco, le colline che costeggiano il Bradano e il Basento, il tufo dei Sassi di Matera, le rocce delle Dolomiti lucane. 

Craco particolare

Basilicata coast to coast, scena dal film

Quando MV, come Rocco Papaleo, fa trasparire l'isolamento della sua terra, ne parla prendendo spunto da fatti realmente accaduti, come la scomparsa di Elisa Claps, e lo fa sottolineandolo con una sottile e amara ironia. Sentire parlare della Basilicata in Tv era una conquista, ed anche se avveniva per una sparatoria, era sempre meglio che continuare a essere nominati solo per quel libro a dir poco sorpassato, Cristo si è fermato a Eboli. (pg 135)  


Ironia amara anche sui Sassi, patrimonio dell'Unesco, di cui non risparmia di parlare della loro rinascita, non sempre positiva.
Verso la fine degli anni Ottanta in poco tempo i Sassi avevano smesso di essere un'ignominia per diventare un vanto, e qualcuno si era adoperato per farli riconoscere Patrimonio dell'umanità. Fu in quel periodo che lanciarono un concorso al quale parteciparono architetti provenienti da tutto il modo.
Si erano sbizzarriti.

E non le si può dare torto, visto che ad esempio l'Albergo diffuso che ne è stato ricavato, il Sextantio Grotte della Civita, inserito dal Times nei "12 Hottest Hotels for 2009", è stato pensato proprio al loro interno, ricavandone 18 suites scavate nella pietra, con arredo in legno e ferro da recupero, e (cito da una recensione) riassemblato in geometrie pulite, nel segno di un minimalismo ruvido che sposa senza concessioni il genius loci. (?!) 
Non vi faranno molte concessioni nemmeno sul prezzo, visto che una doppia con prima colazione viene offerta a partire da 300 Euro...

Per tornare al romanzo: mi è sufficientemente piaciuto. Non nutro ancora quella simpatia a pelle come per Petra Delicado, ma aspetto, se mai arriverà, un sequel. Tuttavia, una piccola tirata d'orecchie verrebbe da dare per il finale, che ricorda un po' troppo da vicino quello di un romanzo di Camilleri con Montalbano. Ma non dico quale, altrimenti guasterei la lettura di questo.

Se poi partite per un Basilicata coast to coast, qualche suggerimento, oltre ai luoghi delle foto sopra, sono alcuni piccoli borghi.

ACERENZA definita come un nido d'aquila in  pietra arenaria che veglia le campagne di un sud lontano





Su una rupe di tufo a oltre 800 metri slm, racchiusa tra il fiume Bradano, che qui disegna un’ampia vallata, e il torrente Fiumarella, è davvero il caelsae nidum Acherontiae, il “nido d’aquila dell’alta Acerenza” descritto dal poeta latino Orazio e definita la città cattedrale




 GUARDIA PERTICARA “il paese dalle case in pietra”.
Scelto dal regista Franco Rosi per girare alcune sequenze di “Cristo si è fermato ad Eboli”, il regista Francesco Rosi abbia trovato quell’atmosfera di paese altrove dispersa. 
La pietra dei portali, gradinate, archi, ballatoi è quella di Gorgoglione e si sposa coi balconi in ferro battuto. 
Le ristrutturazioni, la nuova illuminazione con i corpi in ghisa, il ripristino dei vecchi toponimi delle strade e la cartellonistica rispettano l'antica identità del borgo. Le scalette  s’inerpicano fino al castello, da dove si domina l’intera valle del Sauro (700 m slm), percorrendo stradine deliziose come via Marconi o via Diaz, dove le case in pietra a faccia vista hanno ancora gli antichi coppi, i riquadri alle finestre e i dettagli architettonici di una sapienza costruttiva secolare. 


PIETRA PERTOSA La grande massa rocciosa che si trova all’ingresso del paese, sfondata da parte a parte, ha dato al luogo il nome di Pietra perciata (poi divenuto pertosa), ossia pietra forata.

Alla fine di ripidi tornanti, con un paesaggio dolomitico di guglie frastagliate e aguzze, rocce inclinate, massi posti di sghimbescio, creste inchiodate al cielo, si trova questo borgo, all’interno del Parco di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane, caratterizzato dalle fantastiche forme delle rocce arenarie. 
Alla sua entrata, la forca caudina di un masso da attraversare per entrare nell’abitato, che si presenta a forma di anfiteatro protetto da rocce, contro le quali si infrangono i venti del nord. Pur senza edifici civili di particolare pregio, grandi dimore feudali o rinascimentali, è interessante per le vecchie case signorili dagli splendidi portali a casette a uno o due piani, fin che si giunge al suo cuore segreto, il quartiere arabo. L’Arabata da lontano sembra una colata lavica di casette tra pareti rocciose, una piccola casbah accudita in un grembo di arenaria. Gli arabi si annidarono qui portati dal principe Bomar, vivendo a diretto contatto con la rupe, in abitazioni di pietra e coperte di lastre di pietra, collegate da stradine ripide e tortuose. Non se ne conservano più esempi, a parte qualche rudere, ma – nonostante i fiori alle finestre – l’Arabata non ha perso l’atmosfera severa del tempo in cui c’era l’asino ad arrampicarsi su per i vicoli.


Qui c'è un albergo diffuso su 13 case sparse per il paese, per un soggiorno non come ospiti ma come cittadini a contatto con la popolazione. 

Se però, al contatto con la gente, preferite il ruvido contatto minimalista con la pietra, allora dirigetevi a Matera.

3 geo-commenti:

  1. Conheci a Calábria. Terra de força impressionante. Até chegámos a Eboli. E parámos...como o Cristo!
    Terra dura. Gostei da música. Vou divulgar...
    Em troca deixo-te uma memória de Proust, visto por mim, hahaha!
    http://falcaodejade.blogspot.com/2010/11/quem-e-marcel-proust-resposta-uma-amiga.html

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  2. Che dirti? Da lucana dovrei stare zitta...Si, è davvero la terra del silenzio...ma come tacere sulla piacevolezza dei tuoi post?
    Di Mariolina ho letto sia il romanzo a cui fai riferimento, che i racconti e "Mille anni che sto qui". Mi piace molto ciò che scrive. La parte iniziale del romanzo con cui ha vinto il Campiello è strepitosa. Forse delude un pò, anche in questo caso, il finale. Il fatto è che è sempre difficile chiudere qualcosa, lasciarlo andare...Forse è questo il problema.

    P.S:
    A proposito di Pietrapertosa, hai sentito parlare del volo dell'angelo? Ti lascio il link.
    http://www.fulltravel.it/Proposte-di-Viaggio/Il-volo-dellangelo-sulle-Dolomiti-lucane/78/6-1377-1.html

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  3. @MJ Obrigada pra divulgaçao e a memo de Proust no teu post com td os quadros impresionistas foi melhor leitura...que daquila de Proust mesmo.

    @Giacynta da pseudo-detective avevo capito che qualcosa ti legava alla Basilicata ;-) Sì, avevo letto qcosa del volo dell'angelo, ma ora mmi hai incuriosito ed andrò a vedere anche questo link.

    RispondiElimina

 

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