I CANI DI RIGA e i gatti e la neve e i soli

La neve iniziò a cadere poco dopo le dieci del mattino.
L'uomo al timone nella cabina del battello da pesca imprecò ad alta voce. Sapeva dal bollettino meteo di un'ora prima che era prevista neve, ma aveva sperato di avvistare la costa svedese prima che la tempesta avesse inizio. 


Questo l'incipit de I cani di Riga (titolo originale Hundarna i Riga, 1992), secondo giallo dello svedese Henning Mankell, con protagonista Kurt Wallander, l'ispettore di polizia di Ystad.


Distesi sul fondo del canotto c'erano due uomini. Due uomini morti. Erano stesi l'uno vicino all'altro. Come se avessero cercato di proteggersi da qualcosa di terribile.


Un canotto alla deriva con i corpi di due uomini ritrovato sulle coste della Svezia meridionale e il nostro commissario che, indagando, segue una pista che lo porta nella capitale della Lettonia, a Riga, invischiato in un intreccio di avvenimenti con, sullo sfondo, l'instabile scenario politico lettone seguito alla caduta dell'impero sovietico.


Prendendo lo spunto da quel libro, ecco qualcosa su Riga, in stile gialli e geografie.





(Source: Nela San)
Fra le tante tracce del passato sovietico, il monumento di granito rosa de I fucilieri di Lenin, a testimonianza di questi soldati, Lettoni, che si distinsero per essere fedeli servitori di Lenin, anche se, attualmente viene chiamata più genericamente statua dei Fucilieri Lettoni. 


Non sappiamo se Wallander si è imbattuto anche in queste statue poderose e incombenti e ci sarebbe piaciuto sapere se nell'edizione per la televisione sono state inserite come comparse. 
Di certo però sappiamo che, introducendo la versione televisiva, la SVT (Scandinavian Television Screening) parlava del telefilm I Cani di Riga come di "a deadly game of cat and mouse ensues in the shadow of the collapse of the Soviet Union" (un gioco mortale del gatto col topo si sussegue all'ombra del declino dell'Unione Sovietica, Ndr).


Non sappiamo nemmeno se a Riga ci sono topi veri, ma di questa città che, come le sue due consorelle baltiche, ci è stata a lungo propinata come la nuova scoperta turistica nel periodo di prosperità economica a partire dall'anno 2000, sappiamo invece dei gatti.

 (Source: Nela San)
O meglio, della Kaķu nams, o Casa del Gatto, edificio in stile Art Nouveau, situato nel cuore della città e che deve il suo nome ad un piccolo gatto sulla punta del tetto. 
Il committente dell'edificio, un ricco commerciante, visto rifiutatogli il permesso di partecipare alla Camera del Commercio Maggiore (piena di benefici) fece mettere sui pinnacoli della costruzione dei gatti, tutti orientati con la coda alzata verso la sede della Camera, in segno di sfregio.


Al momento di scrivere questo mio post, a Riga la temperatura è -21°C e la Livu Square è piena di neve...
Un po' come deve averla trovata Wallander, che nell'arrivarvi constatò che la sua atmosfera era fredda. In tutti i sensi.


Per riscaldarvi, propongo quindi una visita al Saules Muzejs, al numero 1 di Kungu iela. 


Si tratta dell'unico Museo in Europa dedicato al Sole. 


Chi ha avuto questa geniale idea è una signora di Riga, che dopo averli collezionati per decenni, (300 provenienti da tutte le parti del mondo), non avendo più spazio in casa, ha deciso farne un museo, con annesso laboratorio artigianale, dove si possono anche acquistare soli grezzi in gesso, da colorare a proprio piacimento.
In esso, vi si trova inoltre una parete in cui ogni visitatore è invitato a disegnare il suo, da lasciare a ricordo e come memorabilia.  



(Source: Saulesmuzejs web)
Dunque, per fare il museo ne occorrono 300,
 io, compreso quello comprato a Riga, sono a quota 98 (Source: Nela San)
(Source: Nela San)
quindi per aprire il museo me ne mancano ancora 202.

PS Dedico questo post a Lily 63, lei sa perché...

10 geo-commenti:

  1. Querida Nela!
    Que inveja! Vês coisas tão interessantes por aqui e por ali... E sabes falar delas!
    Tenbho que descobrir o Wallander por cá, fiquei com curiosidade, acho que não li nada do Mankell.
    Abraços!
    Bon Natal!
    Como deve estar bela a Itália! A tua linda cidade também...
    Baci

    RispondiElimina
  2. @ MJ
    Holà, bem pra dizer verdade, eu tbm nao li tudo de Mankell, mas acho hà algums policias dele que sao mt bons.
    Bon Natal!

    RispondiElimina
  3. Bello lo stile "Gialli e geografie"! Grazie!

    P.S.

    L'incipit mi ha fatto venire in mente un romanzo bellissimo, anche se potentemente ansiogeno, letto anni e anni fa. Mi riferiscco a "La nube purpurea di Shiel. Lo conosci?

    RispondiElimina
  4. @giacynta La nube purpurea era un titolo su cui mi soffermai in libreria. Poi lessi la IV di copertina e dalla descrizione un po' apocalittica che ne lessi, decisi che in quel momento non era nelle mie corde.
    Oddio, volendo, avrei sempre potuto leggerlo, pensando che c'era chi era messo peggio, secondo la famosa teoria che il bicchiere si può vedere mezzo vuoto o mezzo pieno...ma, quella volta, lo lasciai lì.

    Sono contenta ti siano piaciute le poche...righe su Riga. Ci sei mai stata?

    RispondiElimina
  5. @giacynta 2 Certo che ne ho messe un bel po' di ripetizioni nella risposta precedente, ma il lunedì è sempre un giorno faticoso. Sorry!

    RispondiElimina
  6. Ciao cara, lascia stare lo stile, te lo invidio. Sei così brava che le ripetizioni neanche si notano! A Riga non sono mai stata, anche per questo ho apprezzato il tuo post!
    La nube purpurea è un romanzo favoloso. Lo ricordo perfettamente a distanza di tempo. Appena ti sentirai in grado di reggerne la tensione, leggilo, merita. Ti abbraccio.

    RispondiElimina
  7. Penso che seguirò il consiglio di giacynta "La nube purpurea" mi ha incuriosita...
    Nela, molto bella la tua Riga. Mi piaccerebbe andarci...ma è troppo fredda e troppo lontana...
    Baci
    Ti lascio un'altro post sui Maniaks. Sono andata a guardare Sydhaven(? sulla net e il tuo post.
    Bacioni

    RispondiElimina
  8. @MJ
    Grazie, vado a vedere il tuo nuovo post sui Maniaks.
    Anche per me Riga è troppo fredda. Tuttavia al momento anche qui non scherziamo, siamo sotto neve e sotto zero.
    Saudade do Portugal do Sul!!!!!!!
    Bye&besos

    RispondiElimina
  9. e come se ce ne fosse bisogno, dopo questo post la mia voglia di tornare è ancora cresciuta, soprattutto, mi piacerebbe moltissimo vederla a - 21°, visto che quando ci sono andata la prima volta le temperature erano assai più mediterranee.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. in effetti con la neve tutte e tre le capitali delle nazioni baltiche devono sembrare paesaggi da favola.

      Elimina

 

Geo-lettori im-pazienti

Geografando in fb

Geo-MEMO

I testi pubblicati in questo sito sono di proprietà esclusiva del mio blog" gialli-e-geografie " e tutelati dalla legge sul diritto d'autore n.633/41 e successive modifiche.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità, Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge nr. 62 del 7/03/2001. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti inseriti nei post, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Le immagini ed i video presenti nel blog provengono dal web e quindi valutate di dominio pubblico.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione o per qualsiasi violazione di copyright, non avranno che da segnalarlo e l'autore provvederà alla rimozione immediata.