DIZIONARIO VIATORIO: CINA - 2a PARTE


Kafei wa cha
 

è il titolo di un film girato a Hong Kong (2008) ma poteva benissimo riassumere l'amletico dilemma: 

caffè o tè? 

Così la viaggiatrice caffeinomane si chiedeva: 

"Se sia più nobile adeguarsi al rito del tè o andare alla ricerca di un espresso" 

siccome la seconda opzione avrebbe significato abbassarsi a un (per lei) ripugnante fast-take-away bicchiere di carta, negli ancor più aberranti (sempre secondo lei) dominii coloniali di Starbucks, decise di preferire la conversione al tè.


Le venne proposto il Kung fu cha. 
Per sua fortuna, aveva appena terminato il primo libro di Qiu Xiaolong, così da non pensare che, accettando, sarebbe incappata in uno scontro d'arti marziali con un novello Bruce Lee. 
L'opera dello scrittore di Shanghai, dal titolo La misteriosa morte della compagna Guan, e le successive, si rivelarono più efficaci di un Baedeker. 

Una volta tornato in ufficio, Chen tentò di farsi una tazza di tè Gongfu, un'altra pratica da gourmet che aveva imparato...(La misteriosa morte della compagna Guan, Pg 47)


K=Kung fu cha (o Gong fu cha)  cerimonia tradizionale di preparazione del tè, originaria delle province del Fujian e Guangdong, oggi diffusa in tutta la Cina.
Traduzione orientativa: tè (=cha) preparato con cura ed attenzione.  Kung fu,  fra i numerosi significati sta per: duro lavoro, conseguimento di un risultato, attenzione. In questo caso traduce l'impegno e la concentrazione alla base nel preparare questo tè, così come anche nella preparazione alle arti marziali.


...Peiqin servì del tè in una teiera di terracotta porpora su di un vassoio laccato di nero. Le tazze erano delicate come il litchi. Era proprio il servizio di tazze adatto a un tè speciale come il  Wulong. (La misteriosa morte della compagna Guan, Pg 255)


O=Oolong (Wulong) varietà di tè semi-ossidato da piante coltivate principalmente nella zona sud dello Zhejiang e a Taiwan.

T=Tazze e teiera tradizionale set, con teiera (0,25 litri) e 4 tazze (0,10 litri), solitamente originario di  Yixing, località di produzione delle ceramiche, famose per la porosità tale da assorbire gli aromi del tè che vi vengono infusi;
P= Pinze per manipolare le tazzine bollenti;
V=Vassoio nero  dal doppio fondo cavo per raccolta dell'acqua in eccedenza durante la preparazione;
B=Bollitore l'acqua del bollitore (6-7 volte capacità della teiera) deve raggiungere i 100°, temperatura che si determina anche dalla dimensione e forma delle bolle di vapore sul suo bordo.
La prima acqua si versa prima nella teiera fino a riempirla e da qui nelle tazzine che saranno svuotate usando le pinze. Operazione per sciacquarle e riscaldarle.
Le foglie del tè, prima mostrate agli ospiti, vengono messe nella teiera,  ricoperte con l'acqua del bollitore per circa 10 secondi, durante i quali col coperchio della teiera si compiono rotazioni lungo il bordo interno della stessa, mai premendo centralmente sulle foglie, diversamente si spezzerebbero, falsando il sapore dell'infuso.
Lo stesso coperchio serve per ostruirne il passaggio, quando si versa il tè. La prima infusione versata nelle tazze viene buttata nel vassoio (chiamata sciacquatura dei piedi, quest'acqua era utilizzata per pediluvi) Fatta per sciacquare le foglie dalla polvere.
Con le medesime foglie in infusione si può ripetere l'operazione di mescita massimo 6-7 volte,


M=Maneggiare con cura ovviamente non avendo le tazze ne' manico ne' piattino, vanno tenute per il bordo dell'orlo superiore con pollice e indice, diversamente più che un Kung Fu Cha, sarebbe un Jump Cha, per il salto da acrobata (ustionato) che rischiereste di fare.

T=Tea House quella documentata di seguito nei brani del libro esiste realmente: è quella della foto, alle spalle della donna, con affisso lo stendardo giallo, la Tea House nel Bund, Shanghai.


Cosa ne dice di venire alla Casa da Tè Al Lago, lei la conosce, dietro il tempio. Le offrirò una tazza di autentico tè verde Longjing, rinfrancherà il suo stomaco. (La misteriosa morte della compagna Guan, Pg 372)
C'era un ponte di pietra a nove curve con una rampa di scale che conduceva alla casa da tè. Attraversò il ponte, che era pieno di turisti a ogni ansa: ....gente in posa per foto con lo sfondo della casa da tè. (La misteriosa morte della compagna Guan, Pg 374)


L'ispettore capo Chen sedeva dall'altra parte della scrivania di mogano, e soffiava in una tazza di tè Longjing dell'ultimo raccolto, un trattamento speciale riservato a pochi nell'ufficio del potente segretario di Partito. (Visto per Shanghai, Pg 20)
Anche la viaggiatrice ebbe un trattamento speciale.

Nella BEIJING WUYUTAI TEA House degustò tipi diversi di Green Tea per scegliere quello da acquistare e 


ricevette in dono il Longjing dell'ultimo raccolto, per essere più precisi,  quello raccolto prima del 5 Aprile, Festa del Memory Day (valore: 560 Euro per 500 gr).

 (BEIJING WUYUTAI TEA House and Shop - 186 Wangfujing Street) 
Dopo la sorpresa iniziale del dono, la ex-caffeinomane si guardò attorno, pensando di essere nell'ufficio del potente segretario di Partito (magari con l'ispettore capo Chen). 

La sua parte ying fece però notare a quella yang che era a Beijing, mentre Chen, di solito, operava a Shanghai.

La viaggiatrice allora ringraziò dell'omaggio, finì il suo tè, dopodiché, uscendo, verificò nella sua Moleskine quando partiva il suo volo per Shanghai. 



Tutte le foto del post sono di Nela San


6 geo-commenti:

  1. Va a finire che riuscirai a convertire al tè una caffeionomane come me.Anch'io avevo letto "La misteriosa morte della compagna Guan",ma mi rendo di come leggerlo in Cina, sorseggiando un adeguato ( e costosissimo) Longjing,sia decisamente un'altra cosa.
    Che mi debba affrettare anch'io a chiede un visto per Shangai?Intanto aspetto (e già pregusto)la terza puntata.

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  2. I riti e il cerimoniale che circondano un gesto apparentemente tanto semplice come quello di preparare e sorbire una tazza di tè mi affascinano molto.
    Mi ha molto rallegrato pensarti nella sala da tè descritta nel libro che avevi letto: deve essere stata un'emozione trovarti lì, in quel luogo della fantasia fattosi realtà.
    Saluti!

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  3. Strepitoso! L’amica della viaggiatrice è una caffeinomane che non disdegna il sacro rito del tè, anzi, a volte eccede (e chissà perché, in certe nottate, si domanda ancora la causa della sua insonnia. Mah!...). Va da sé che un paradiso così ben descritto non può che iniziare ad attrarla… Pericolosamente.
    Ben tornata!

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  4. nela san , molto affascinante il rito del te, ma spero che tu rimanga una caffeinomane come me. scrivi sempre in modo ironico e affascinante. besos la tua coffefriend

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  5. partirei di corsa, ma davvero davvero!

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  6. @Grazia Visto per Shanghai?! Assolutamente sì! E già che ci sei anche Pechino. Anch'io come scritto sono caffè dipendente ma credo che l'equazione sia più a meno così: il tè sta alla Cina, come l'espresso all'Italia, la birra a Monaco oooops forse con te è meglio dire come la birra sta a Leuven?!
    @Duck emozionata nella sala da tè? Sì! O per confidarti il tutto: a livello manuale preoccupata di non ustionarmi le mani, a quello mentale stavo invece pensando di trasferirmi e aprire un'agenzia turistica per tour nei luoghi del commissario Chen. Se lo fanno per Wallander, Larsson e Montalbano, perché non per Chen?!
    @Cara Barbara che ne dici di mettere su un CBC? (=Coffee-Book-Club) Mi sa che saremmo in tante!
    @iznop1 Non ti preoccupare rimango caffeinomane. Anche se poi ti ho regalato del tè ;-)
    @Dede in quanto a archi strutture avresti "pane-per-i-tuoi denti". Ricordi il tuo post "un filino esagerato"? Quando ho visitato il quartiere olimpico, lo stadio mi ricordava qualcosa. E poi scopro andandoti a rileggere che l'architetto in questione si è sbizzarrito con i suoi "filini" pure là!
    Bye&besos a tutte!

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