DIZIONARIO VIATORIO: TRIESTE - 1a parte SIMILITUDINI e CONTRARI

U=UNDERSTATEMENT 
atteggiamento di chi rifiuta di palesare il proprio status sociale attraverso oggetti costosi o appariscenti, tendendo a nascondere in maniera sobria e discreta la propria ricchezza.


C’è qualcosa di understatement nell’atmosfera di Trieste, forse perché angolo d’Italia che con una certa dolorosa e rassegnata ammissione fa dire agli stessi abitanti: “Tanto qui, siamo tagliati fuori dal mondo”.
 
Eppure, come canta Ivano Fossati 
in questi posti davanti al mare
con questi cieli sopra il mare
dietro una curva improvvisamente
il mare
appare giungendo col treno.
Lì sta il suo incanto e al tempo stesso un po' la malinconia. Quella che per i triestini è il pensar con tristeza a qualcossa de bel che podessi esser ma no xe o no xe più
Non sappiamo se esiste nel loro dialetto una parola simile a saudade, ma la viaggiatrice ammalata di lusitanitudine qui ha sentito forte certi parallelismi con Lisbona.
(Source:Wiki)







P=PIAZZA
Con 10.368 m² di superficie, la Piazza Unità d'Italia è la più grande d'Europa affacciata sul mare. Per il suo sbocco sull’acqua, ne richiama alla mente un'altra, anch'essa molto grande (36 000 m²), affacciata su un fiume: la Praça do Comérço della capitale portoghese, sul Tejo (foto sotto in B/N)

e tuttavia qui è anche la differenza.
(Source: Wiki)

La lisboeta è ariosa, sul fiume che si tende al mare e la triestina, malgrado l’architettura liberty richiami il dominio asburgico, rivendica nel nome l’appartenenza all’Italia riunita ma, soprattutto, sgomenta. 
Nella prima si avverte nell’aria lo sbocco al mare, nella seconda, la viaggiatrice vi ha sentito invece la fine. 
Nel golfo di Trieste l’Adriatico giunge al suo termine. 
Fine di un mare che, proprio davanti alla piazza, mare non sembra. 
Eppure si potrebbe dire che qui inizia, ribaltandone la prospettiva, per cogliere sensazioni positive volgendo le spalle ad una piazza così bella.

S=STATUE
Anche se la pavimentazione non è quell'insieme artistico in bianco nero come a Lisbona, 
(Source: Nela San)
le tante zone pedonali dalla struttura a cardo romano prospiciente alla Piazza nella zona di Via S. Nicolò
(Source: Nela San)
richiamano la Baixa portoghese. Ma di nuovo un'altra differenza balza all'occhio.
(Source: Nela San)
Non abbiamo nessuna statua di poeta seduta, come il Pessoa nel Chiado. Forse perché, qui, la bora non lo permetterebbe. Eppure ci sono. Sì. I letterati di casa nella città sono raffigurati in atto motorio, quasi a voler rientrare più o meno in fretta per evitare le raffiche del vento.
(James Joyce Source: Wikipedia)
Così Joyce, dal Canale Ponte Rosso, sembra rincasare in una delle dimore segnalate negli itinerari a suo nome della città mentre 


(Source: Nela San)
Svevo sembra preferire la Biblioteca Civica di Piazza Hortis.


Meno timorose del vento triestino, le statue femminili: 




come quella che simboleggia le ragazze di Trieste, sedute davanti a Piazza Unità, in cui il movimento è raffigurato nei capelli al vento.


Ma c'è una statua che, più di ogni altra, ha affascinato la viaggiatrice.








Oggi i ga posizionà la statua che doveria rappresentar la bellezza triestina, la xe ancora incartata, la doveva esser messa a Miramar ma poi i ga deciso de meterla alla fine dela pineta dove i noleggia i mosconi. La go vista tempo fa "senza veli" e non la xe malvagia, la posizion non me convinzi ma vederemo l'effetto al tramonto, poderà venir bele foto.  


Così scriveva un blogger il 2 giugno del 2005. Non era convinto dell'effetto al tramonto. Per il momento mostro solo l'effetto-che-non-convinceva. Fino alla prossima puntata, in cui vi svelerò di più.




PS: E non ditemi per favore che la Sirenetta di Copenhagen è meglio! Ah, questi triestini e il loro understatement!

8 geo-commenti:

  1. Ma che la sirenetta vada a nascondersi.
    Niente vale l'atmosfera di Trieste .Understatement?
    Forse.Ma io direi anche riserbo, pudore, merce rara e preziosa di questi tempi.
    Aspetto con ansia ( contenuta) la prossima puntata per saperne di più sulla bellezza triestina.Tu sì che sai come si tiene sulla corda il tuo pubblico!
    Buona serata
    g

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  2. Magistrale post, da manuale ( forse non c'è, ma me lo invento io ). Mi ha emozionato soprattutto quanto ai detto a proposito del mare e delle due piazze. Bacione.

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  3. @Grazia e Giacynta Con tutti questi complimenti, adesso mi fate commuovere, ciò! (dove "ciò" non è pronome dimostrativo, ma quell'intercalare tipico di noi romagnoli che nemmeno Ivano Marescotti riesce a spiegare ai suoi amici romani...) Bye&besos

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  4. Oddio, ho scritto ai senza h. Torno per riportarla dove serve e, visto che ci sono, mi riguardo il tuo magnifico post. :-))))

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  5. sono passata una volta sola per Trieste, secoli fa, e mi era rimasta dentro una gran voglia di conoscerla meglio. ora con il tuo post mi accorgo che non è il caso di aspettare ancora

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  6. A Trieste sono stata una volta sola, in novembre e trovai una bora pazzesca. Nonostante un malditesta feroce, mi godetti quei 3 giorni. In testa certi brani del mio sempre amatissimo Magris, che sperai di incontrare per la strada (incontrai il figlio, amico di un mio amico, con cui finii per andare a cena, morendo dalla voglia di tempestarlo di domande sul padre e capendo benissimo però che non era cosa, ché il fanciullo era fin troppo impegnato a combattere una sua personale guerra, evidente, con la figura di un padre-gigante che finiva per offuscarlo qualunque cosa facesse o dicesse). E comunque hai ragione, io ricordo grande bellezza e grande malinconia, una cioccolata calda meravigliosa al caffè frequentato da Magris e un piccolo parco con un busto di Svevo di fronte al quale rimasi per qualche istante in tenera contemplazione.
    Saluti!
    (che toppa che ho preso con Roma! Meglio così!)

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  7. Che bel post, Nela!
    Adorei! Adoro Trieste onde fui muitas vezes! E de que tenho tantas saudades. Ed amo gli scrittori triestini: Svevo, Saba, Fausta Cialente, e Claudio Magris, l'ultimo rimasto!
    Baci
    Che nostalgia mi è venuta!Trieste in my mind...

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  8. @Dede Lasciami riprendere un attimo dallo shock di aver perso il mio vecchio schermo di blog e vedrò allora di postare la prox puntata di dizionario viatorio su TS!
    @Duck Conosco i malditesta e ti capisco pienamente quando dici che sono feroci. Approvo in pieno la tua sensibilità di non aver parlato del padre al figlio. Spesso questi padri "totemici" sono figure pesanti soprattutto per figli che ne intraprendano la stessa attività. Ecco, non ho avuto il tempo per la cioccolata calda, ma sarà un altro motivo per ritornarci.
    @MJ Sì, cara, sono d'accordo con te, anche se non è Portogallo, Trieste dà "saudade".
    Bye&besos a tutte

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