MEMO: BIRTHDAY - BRUCE CHATWIN

anniversario [an-ni-ver-sà-rio] s.m. (pl. -ri) 

  • • Ricorrenza annuale di un avvenimento degno di memoria







    • BRUCE CHARLES CHATWIN
      (Sheffield,  13-05-1940
      Nizza, 18-01-1989)

      Chatwin è stato scrittore, ma, soprattutto, una persona che aveva la giusta dimensione del viaggiare, quella che ritroviamo in alcuni suoi romanzi, come 
      • In Patagonia (1977) o Le Vie dei Canti (1987).


      La sua biografia è naturalmente nota a chi lo conosce come uno dei più famosi scrittori di viaggi. 

      Qui si vuole



      solo sottolineare come questo talento narrativo, probabilmente corollario della sua sensibilità artistica, sia stato il frutto dei molti reportage ed interviste commissionategli dalla rivista "The Sunday Times Magazine" in cui fu assunto nel 1973. Fu proprio durante una di queste, quella al









          • l'architetto novantatreenne Eileen Gray, che Chatwin, colpito da  una mappa della Patagonia da lei dipinta, ebbe l'ispirazione del viaggio in Argentina, da cui, solo dopo esservi giunto, informò il giornale della sua partenza includendo le proprie dimissioni. 

















              • Questo era Chatwin: "una bussola senza ago" come lo descriveva un amico.










        • Lui stesso si chiedeva: "Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto, e insopportabile dopo due?"















              • E qui sta certo, in nuce, l'essenza di un'altra sua opera, Anatomia dell'irrequietezza, pubblicato postumo nel 1997.














              • Persona bersagliata da molte critiche, spesso palesi in biografie più o meno ufficiali, che hanno suscitato polemiche e fatto discutere sui lati positivi e negativi della sua personalità.









              • Noi vogliamo qui ricordarlo attraverso le righe di chiusura di un articolo pubblicato nel New York Times, a firma dello scrittore Thomas Mallon.









              • Ciò che Chatwin ha fatto in letteratura è stato trasformare il racconto dell'esotico in un cammino da solista. Per tutta quella sua preoccupazione per quei grandi temi, il suo esercizio dello scrivere sulla pagina era mirato a frammentare in schegge brillanti il grande quadro, e di vedere la storia attraverso le reliquie della vita umana, persone che sembravano attenderlo con racconti e ninnoli e sedimenti di un passato improbabile. 
          In effetti, a guardarlo, persino ora, fare trekking in Patagonia o attraverso il deserto australiano, significa rendersi conto di quanti altri scrittori di viaggi non usciranno mai dal limbo della lista d'attesa. 

5 geo-commenti:

  1. Quello con Chatwin è stato per me un appuntamento rimandato. Anni fa ho cominciato a leggere qualcosa di lui, a spizzichi e bocconi, ma senza trovare la via d'ingresso, per così dire. Ricordo certe riflessioni fulminanti, e non solo sul viaggio e il nomadismo e la diversità, ma anche su altro. Verrà anche il suo momento. Per ora mi sono goduta il tuo affettuoso ricordo di lui.
    Dimenticavo! La traduttrice-rompiballe-pignola-pedante che è in me non ha potuto fare a meno di notare che hai tradotto l'inglese compass con "compasso"; in realtà compass è un false friend, non è il compasso ma la bussola: immagine quanto mai appropriata per Chatwin, non ti pare?
    Saluti affettuosi

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  2. Ho una gratitudine particolare per Chatwin che mi ha aperto il mondo dei viaggi. È seguendo le Vie dei canti che sono andata nel deserto australiano e ho conosciuto mio marito. E quest'anno andiamo in Patagonia per festeggiare il ventennale di matrimonio.Per me Bruce è come uno di famiglia.
    Da leggere, sempre.

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  3. caro vecchio Chatwin, mai abbastanza rimpianto

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  4. @Duck: bella la definizione del "senza trovare la via d'ingresso" per definire un libro abbandonato o non sentito fino in fondo. Dev'essere quello che è capitato a me con Giochi Sacri di Chandra. Ringrazio per aver segnalato l'errore grossolano fra compasso e bussola, che ho provveduto a correggere. La mia pignoleria ieri sera si era andata a fare un giro, ma, per fortuna, la tua mi è venuta in soccorso (nel senso buono del termine, intendo)
    @Grazia Wow, conoscere il marito nel deserto australiano è molto affascinante e festeggiarlo in Patagonia ancora di più. Visto che ormai il mio ventennale di matrimonio è trascorso da un po', vedrò di proporre la Patagonia per il trentennale sempre che i due vecchietti (io e mio marito) possano essere ancora in grado di affrontare un viaggio così lungo.
    @Dede Già, che dici? Cerchiamo di sostituirlo con Magris o con Fosco Maraini?
    Bye&besos e buon fine settimana a tutte.

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  5. Leggendo i suoi libri una cosa mi è subito stata chiara, quella che anche tu hai sottolineato attraverso l'ultima citazione che hai riportato: "Ciò che Chatwin ha fatto in letteratura è stato trasformare il racconto dell'esotico in un cammino da solista".
    Buona domenica!

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