DIZIONARIO VIATORIO: TRIESTE - 2a parte STATUAE, MULE, PINOCCHIO eTOPOLINI

 Dunque, dove ci eravamo lasciati?
Nella 1a parte del dizionario viatorio su Trieste la viaggiatrice ha postato la foto di una statua al tramonto.


M= Mula  si trattava de La Mula di Trieste, (foto a sn di Riccardo Sanchini)  opera di Nino Spagnoli (Trieste, 1920-2005),  autore anche

 delle tre statue più famose della città: Saba, originariamente con pipa, Nievo e Joyce 



mula e mulo Dim: muleta, muleto;  accrescitivo (peggiorativo?): mulina, mulon -  parole solitamente usate ad indicare ragazze e ragazzi. "el ga la mula", ha la ragazza 
Diverse le spiegazioni sulle origini. A) inizialmente usata per dare del bastardo ad un ragazzo, in seguito ha perso significato dispregiativo. B) usanza adottata a seguito di un'epidemia in cui morirono moltissimi animali da soma impiegati per caricare le merci sulle navi, sostituiti dai ragazzi.    


Un'altra statua, di fronte al porto di Barcola, è chiamata erroneamente Mula o Sirenetta.  


Mi la ciamassi nuotatrice che no la ga la coda de pesse, e la xe de Ugo Carà.


In effetti si tratta de La nuotatrice opera del 1986 di Ugo Carabaich, (italianizzato nel 1929 Carabei), nome d'arte dello scultore nato a Muggia: Ugo Carà (1908-2005)






P=Pinocchio
La statua qui a fianco invece è veramente quella di Pinocchio nel Parco di Villa Revoltella. Anch'essa opera di Spagnoli, artista che ha dato moltissimo alla sua città natale. Negli ultimi anni, benché ottuagenario, restaurò la Fontana dei Quattro Continenti, in Piazza Unità d'Italia e, sempre a Trieste, il Monumento a Elisabetta d’Austria, oltre a fare un'opera di grande impatto scenografico, ad Azzano Decimo (PN), il Monumento all’emigrante in cui una donna bacia il suo uomo in partenza.


Ma, indubbiamente, la più affascinante rimane la Mula che lo scultore volle collocata a Barcola, mentre si sveste sugli scogli.




Foto a fianco con nello sfondo il Castello di Miramare e sotto il Lato B della medesima.








La Mula di Barcola è in buona compagnia con tutti i...Topolini.






T=TOPOLINI
Mi no go mai capì che gusto sia star distiradi a lato dela strada a cior el sol con le machine che le passa a dò metri. Meterse sul marciapiede e andar al 9° topolin xe una specie de tradizion triestina. Non per altro, ma per i metri cubi de gas de auto che te se respiri, i ga anche piantado i oleandri che un poco sconci ma ga avudo solo l'effetto de ridur el numero dei tamponamenti de quei che guardava la putele far vasche su e zo.


In effetti anche la viaggiatrice no ga capì. 
Abituata a dimensionare le spiagge come il litorale Romagnolo (pur aborrendole e non frequentandole) vedere gente sui propri lettini da spiaggia sulla striscia del Lungomare, dove spiaggia non c'è è abbastanza insolito. 
Ma qui, ci sono appunto i Topolini, stabilimenti balneari più particolari al mondo.
Il primo bagno comunale a Barcola fu aperto nel 1926. Visto il successo, ne seguì la costruzione di altri quattro nel 1934,  piattaforme sotto il livello della strada, la cui parte superiore, a forma di semicerchio, era adibita a terrazza per i bagni di sole.  






«D'estate si va a Topolini: ci sono gli scogli, ci si spoglia sul marciapiede e poi ci si tuffa. Quella da Barcola alle porte della città, è una delle zone più belle, con piattaforme e terrazze semicircolari in cemento che ricordano le orecchie di Mickey Mouse, da cui il nome».


La viaggiatrice li ha guardati nel bel mezzo di un mega acquazzone, sulla via di ritorno dal Castello di Miramare verso il centro città. Ha sospirato e ha fatto le seguenti considerazioni:
1a: se i Topolini fossero già esistiti ai tempi di Carlotta del Belgio e
2a: se fossero stati dati in gestione ad un romagnolo
3a: Carlotta e Massimiliano avrebbero trascorso il tempo in happy hours, lui avrebbe lasciato quell'antipatico di suo fratello a sorbirsi le beghe nel Lombardo Veneto, mentre la coppia sarebbe sbarcata in Messico per pochi giorni, solo come escursione su una Costa Crociere, rimpatriando entrambi sani e salvi.

Purtroppo la storia prese una piega ben diversa... 

6 geo-commenti:

  1. Ciao Nela San, complimenti per il tuo bel blog (me lo ha segnalato Grazia).
    La Mula ha un lato B che neanche Pippa Middleton, caspiterina!
    Ti saluto e continuo a leggerti.

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  2. @Paola Grazie a Grazia per la segnalazione (e scusate il gioco di parole) e a te per seguirmi. Sì, devo ammettere che anch'io segnalando il Lato B di questa statua ho pensato alla signorina Middleton. Insomma, sia la Sirenetta di Copenhagen che la Middleton , a questa Mula... ops, non vado oltre, non voglio andare sullo scurrile. Ma, come detto nel post di 1a parte del viatorio, questa statua non ha veramente nulla da invidiare a quella danese. Bye&besos (come dico sempre alle mie amiche followers)

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  3. Rieccomi a leggere di Trieste, della Mula (caspiterina davvero) e dei Topolini.E' un gran piacere seguirti, Nela.

    C'è un altro personaggio triestino che ti vorrei ricordare, un grande signore, un grande artista.Non so se tu lo conosca. A me riempie ancora il cuore di nostalgia.
    E' Lelio Luttazzi :
    http://www.youtube.com/watch?v=7tIpF_-9V_8

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  4. Ci sono stata a Trieste, ma con te è un'altra cosa...

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  5. A quando foto e racconti sul castello di Miramare?
    Io me lo ricordo come un luogo incantevole.
    Per ora mi sono goduta le tue statue e la tua storia alternativa di Carlotta e Massimiliano.
    Saluti!

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  6. @Grazia Eccome, se mi ricordo Luttazzi, e non solo per la canzone El can de Trieste, ma per i suoi famosi assoli di swing al pianoforte. Splendido conduttore di Studio Uno che ospitava allora contanti veramente di spessore, per non dimenticare poi la Hit Parade che attendevo trepidante ogni settimana. Sembra passato un secolo!
    @Giacynta Grazie, ho ancora un paio di cosette da raccontare...
    @Duck Post su Miramare? Ci arrivo, ci arrivo, al momento il post è arrivato a Barcola ma proseguirà (le fermate dell'autobus che mi ci ha portato erano molte eheheh)
    Bye&besos a tutte e buon 2 giugno

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