DiZIONARIO VIATORIO: TRIESTE - 3a parte Es war einmal in Miramare

Questo post potrebbe iniziare così: "C'era una volta un castello bellissimo, dove abitavano Carlotta e Max"...


La reazione a questo incipit potrebbe essere diversa.
Chi crede nelle favole, udendo il famoso "c'era una volta", si metterebbe comodo per ascoltarne il prosieguo.
Quelli che invece seguono programmi tipo Grande Fratello o simili, chiederebbero ansiosi


chi è Max, quando è entrata lei nel Castello e chi è uscita, etc etc (tuttavia credo che chi segue questo tipo di tele, non legga il mio blog). Infine i cultori dell'arte (una, in particolare, so che mi legge) capirebbe al volo di che epoca parlo, guardando questo ovale, ma procediamo con ordine.


Alla viaggiatrice, di solito, non piace visitare castelli ne' simboli di potere. In Francia, ha preferito i luoghi dello sbarco in Normandia ai castelli della Loira e in Gran Bretagna i piccoli borghi del Kent ai manieri della Scozia. Di quelli che suo malgrado ha visto, serba frammenti, come per l'imponente Palatul Parlamentului, ridondante di ex-potere dittatoriale, che grava dalla Collina degli Spiriti  su tutta Bucarest o per i castelli di Ludwig, in Baviera, la cui eccentricità oggi è niente al confronto dei, passatemi il termine, rendering di Lady Gaga.


Di Miramare però la viaggiatrice sa che serberà un tenero ricordo e non solo perché è il castello che vide sua nonna in viaggio di nozze e di cui le raccontava da bambina la candida bellezza.


 Scendendo dall'autobus che da Trieste qui giunge al capolinea (Nr 36) e lasciando le amenità del porticciolo alle spalle, si trova, quasi nascosto dietro al cartellone del menù di un ristorante, un sentiero fatto di ombra e squarci di mare che conduce, all'interno del Parco (22 ha), fino alla prima costruzione. Si tratta del Castelletto, la cui totale discrezione e la mancanza di una guida fisica o cartacea, cela il triste destino a cui quella dimora fu adibita in un certo periodo di tempo.


 Si procede poi in un ampio giardino all'italiana, antistante la Kaffeehaus, la cui desolata incuria si spera solo momentanea, finché un percorso orientaleggiante e ombreggiato si schiude al castello affacciato sul mare.  


Tutto qui, interni ed esterni, riflettono la personalità della coppia che vi abitava: Ferdinando Massimiliano d'Asburgo Lorena (1832-1867) e Marie Charlotte Amélie de Saxe-Coburg-Gotha (1840-1927). La collina, un temo spoglia divenne Parco per volontà di Massimiliano, esperto botanico. La sala delle letture è scandita dai busti dei quattro scrittori considerati più importanti: Omero, Dante, Shakespeare e Goethe. Al primo piano il salottino cinese, con la scacchiera dalle pedine in avorio, si trova nella torre affacciata sul mare, così come, verso il mare guarda la sfinge di età tolemaica in granito rosa, voluta lì dallo stesso Arciduca d'Austria. Quel mare da cui partirà per la sciagurata missione in Messico.



Destino sciagurato come quello di Carlotta, rinchiusa nel Castelletto al suo rientro in Europa, dopo aver vagato fra i detentori di potere temporale e spirituale, perorando la causa del marito rimasto in Messico.
Ci piace pensare che, nella sua divorante pazzia, sia tornata come quando era la bambina,  dallo sguardo curioso dell'ovale (all'inizio del post, opera di Winterhalter) e che almeno le fosse di conforto il fatto che gli scoiattoli della fontana l'ascoltassero parlare dalla sua finestra.



Nello spazio a fianco dello scalone principale, fermatevi a leggere la biografia della coppia, nei computer a disposizione.

Non una favola, ma una storia tragicamente bella, forse perché i due giovani, poco avvezzi a giochi di potere e combine matrimoniali, erano più simili a una coppia alto-borghese di stampo illuminista che a veri sovrani. 
Se il drammaturgo inglese, il cui busto è a guardia dei settecentomila volumi nella biblioteca del piano terra, fosse vissuto dopo di loro, avrebbe trasposto la loro tragedia in opera di stampo realista.

In tutto questo sta il fascino riservato di Trieste, dei suoi luoghi e dei suoi abitanti. Non una sirenetta ma la mula, non Versailles ma Miramare, non Chatwin ma Magris e Rumiz, non Romeo e Giulietta ma Massimiliano e Carlotta. 
Pur tuttavia, per chi ha la fortuna di calarsi in queste atmosfere, quali infinite fascinazioni!       

4 geo-commenti:

  1. Carlotta e Massimiliano:due sprovveduti caduti- forse per ambizione- in un gioco più grande di loro. Amore, morte, complotti politici, scenari esotici e malinconicamente mittel- europei: gli ingredienti per un racconto affascinante ci sono tutti. E poi il castello di Miramare e il riserbo di Trieste: cara mia, è proprio bello viaggiare con te!

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  2. Gemelline nell'animo: pure io evito le regge e , se proprio devo visitare qualcosa che abbia a che vedere con il potere, preferisco le residenze non ufficiali. Ce ne sono di insospettabili, in particolare in Russia... :-))

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  3. Sono andata a Miramare, anni fa, e la cosa che più mi ha colpita è stata la posizione di un ritratto di Carlotta nello studio di Massimiliano: in alto, sulla parete di fronte alla scrivania dove sedeva lui, così che potesse rimirarlo ogni volta che avesse alzato gli occhi da ciò che stava leggendo o scrivendo.
    Mi unisco a Grazia nel dirti quanto sia piacevole, ogni volta, seguirti nelle tue esplorazioni del mondo.
    Saluti affettuosi

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  4. @Grazia Credo che il tuo aggettivo per definire la coppia sia azzeccato in pieno. Sai, spero di tornarci, a Trieste, perché mi restano ancora molte cose che vorrei vedere.
    @Giacynta Aspetto il tuo post sulle residenze insospettabili in Russia.
    @Duck l'idea che prende pian piano piede, addentrandoci in questo castello e proprio quello della dimora di una coppia di innamorati. C'è ancora qualcosa che potrei raccontare su questo castello. Penso farò un altro post.
    @Grazia, Giacynta e Duck: vi ringrazio di cuore per i complimenti, la viaggiatrice spera, un giorno, di potervi incontrare tutte. Bye&besos e buon fine settimana

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