MEMO: Aniversário - FERNANDO PESSOA

anniversario [an-ni-ver-sà-rio] s.m. (pl. -ri)
  • • Ricorrenza annuale di un avvenimento degno di memoria






      • Fernando Antonio Nogueria Pessoa
        (Lisbona, 13-06-1888
        Lisbona, 30-11-1935)

        Abituati come siamo a vedere la sua statua più famosa, seduta al tavolino fuori dal caffè A Brasileira, nel Chiado di Lisbona, in quel colore scuro tipico delle opere in bronzo, susciterà di sicuro sorpresa ritrovarselo immortalato eretto e, soprattutto, in questa veste bianca.

        Scrivere della sua biografia sarebbe superfluo.
        Vogliamo usare le sue stesse parole? Ebbene, lui disse :
        Se dopo la mia morte, volete scrivere la mia biografia, non c'è niente di più semplice. Ci sono solo due date - quella della mia nascita e quella della mia morte. Tutti i giorni, fra l'una e l'altra, sono miei.






        Forse però pochi sanno della sua passione per i gialli, passione che gli venne, probabilmente, anche per la sua attività di traduttore dall'inglese di opere fra cui "Il Corvo" di E.A. Poe. Lui stesso nel 1935 scriveva così della sua professione: "La designazione più corretta sarebbe "traduttore", la più esatta "corrispondente straniero in imprese commerciali". Essere poeta e scrittore non costituisce professione, ma vocazione."

        La passione per questo genere lo porta a creare un investigatore dal metodo deduttivo, il Dottor Abilio Quaresma, di cui sono stati pubblicati in Italia la serie di racconti nel 2008. 
        Addirittura, in una lettera all'amico Adolfo C. Monteiro, lo scrittore confessa nel 1934 voler pubblicare polizieschi prima di un libro di poesie.











          • Altro giallo pubblicato in Italia è frutto del lavoro paziente di ricostruzione di Simone Celani, dell'Università la Sapienza di Roma, che ha curato e pubblicato l'inedito e postumo (2008) Il Caso Vargas, ricostruzione integrale da un manoscritto dello scrittore, dove il dottore è chiamato a scoprire cosa si cela dietro la morte di Carlos Vargas, inscenata come fosse un suicidio.
            Ma torniamo alla statua in apertura. Si trova nel Parque dos Poetas a Oeiras, località portoghese a circa 20 km a Ovest della capitale.







                • Da lontano quasi assomiglia a un fantasma, per quel suo "bianco-che-più-bianco-non-si-può" (slogan di un detersivo di Carosell-iana memoria), mentre da vicino, (non ce ne voglia la sua anima), si rimane perplessi per quel suo baffo nero un po' posticcio che, più del cappello, ci fa rammenta un omino dei Lego.
        Così, mentre ancora nutriamo perplessità per questa versione, preferiamo onorarlo con altre, create da vari artisti, così come era nel suo stile crearsi gli eteronomi.
        A fianco, dipinto di Folon.




















6 geo-commenti:

  1. è vero la statua tutta bianca con baffo nero fa un po'omino della Bialetti.Ma chissà se a lui sarebbe piaciuta: in qualche modo eteronimo a se stesso.
    Quanto mi piacciono i tuoi post, Nela- San! Gettano uno sguardo diverso sulle mie giornate. I personaggi che tu festeggi o che tu ricordi mi fanno compagnia ed è sempre una buona occasione per cercare o ritirar fuori libri e rileggere.

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  2. Omino Bialetti è azzeccatissimo! A quanto ho potuto leggere e dalla sua stessa definizione di come scrivere la sua biografia doveva essere uno di quei geni che oggigiorno definiremmo...un po' dark ( o più semplicemente "orsi"). Naaaa, secondo me, lui così fresco di candeggio non si vede volentieri. Unico vantaggio è che qui, nel Parco, siccome è assieme ad altre statue e non ci sono tutti i turisti che sono al Chiado, secondo me è più tranquillo. Vuoi mettere con lo sguardo torvo che ha in quella a Lisbona?Cmq ci starà bevendo su una bica de café, rigorosamente a A Brasileira.

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  3. Un incrocio tra l'Omino Bialetti e quei mimi tutti ricoperti di gesso che vedo spesso in piazza della Signoria qui a Firenze. Bella e vera la frase sulla biografia e dei giorni tra la nascita e la morte, che sono solo di chi li vive. Mi ha ricordato quella famosa affermazione di Calvino - anche lui piuttosto restio a parlare della propria vita - che disse a una giornalista qualcosa del genere: "Mi chieda pure qualunque cosa sulla mia biografia; sappia che le dirò sempre e comunque un sacco di bugie".
    Saluti esultanti!

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  4. @Duck Certo che anche Calvino non scherzava, ma proprio qui sta la linea che distingue il bravo giornalista da un semplice intervistatore. Il primo "SA" quando è lecito fermarsi o meno a far domande all'autore sul suo privato, anche se quanto scrive trae ampi spunti della vita del medesimo; l'intervistatore invece cavalca l'onda delle domande banali del momento. Al riguardo non ricordo quale scrittore affermasse che la domanda più stupida che gli venne posta fu: "a quando il prossimo libro?" e lo stavano intervistando sulla sua ultima pubblicazione fresca di stampa.

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  5. Accenti metafisici che ( non ti scandalizzare! ) non mi disturbano, dato l'elemento ( un divino elemento, ovvio! )...
    Bellissima la rappresentazione di Folon. La vedrai tra qualche giorno, se non ti spiace, sulla colonna destra del mio blog ( adoro avere santini preziosi a protezione della creatura )
    Bacione.

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  6. @Giacynta E ci mancherebbe che non do' il permesso per il ...santino. In primis perché sei la gemellina e alla gemellino non si rifiuta niente, poi non ho arbitrio su un'opera che non è mia. A proposito di colonna destra del tuo blog, in camera caritatis mi spiegherai il perché della foto B/N della ragazza vestita anni '30 o '40. Non so perché oggi infarcisco così tutto col latino... Bye&besos

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