MEMO: Cumpleaños - Alicia Giménez-Bartlett

anniversario [an-ni-ver-sà-rio] s.m. (pl. -ri)
  • • Ricorrenza annuale di un avvenimento degno di memoria



    • Alicia Giménez-Bartlett
      Almansa, 10-06-1951



      Ero una prof di letteratura molto atipica. Per cominciare  non lo ero di letteratura spagnola, ma di inglese
      Le lezioni di letteratura furono del tutto un caso e insegnare Lope de Vega o Quevedo a ragazzi di 17 anni non era facile. A volte non capivano il vocabolario.
      Gli raccontavo che S. Teresa era una  “un po' fuori di testa”, citavo aneddoti e tentavo di prender da loro il succo di quello che insegnavo al tempo stesso.
      Loro lo interpretavano a modo loro e negli scritti leggevo cose del tipo “Il Rinascimento era un’epoca in cui si faceva una gran baldoria”.
      In tutta quella specie di interscambio impazzito, molti si rimettevano a leggere, perché non lo trovavano poi così noioso.
      Questi autori del programma di studio dovrebbero essere letti in periodo successivo.
      Nei miei libri tento fare qualcosa di simile: un momento di flash forte e, acto seguido, una riflessione.

      Questa, nel 2005 l'introduzione-presentazione che la scrittrice fece di se stessa al

       Primer Encuentro Europeo de Novela Negra,  dal titolo Homenaje a Manuel Vazquez Montalban. Giornate che, successivamente, diventeranno la BC Negra, Festival di Letteratura Gialla che si tiene annualmente a Gennaio a Barcellona.

      Nel 2005  aveva già pubblicato molti dei suoi gialli della serie con l'ispettrice Petra Delicado e il suo vice Fermin Garzon. Una coppia di successo, tanto da essere protagonista di una serie televisiva in 13 episodi nel 1999 alla Telecinco digitale, in Spagna; la protagonista impersonata da Ana Belen, il vice da Santiago Segura. Quest'ultimo non proprio azzeccato a parere personale che lo avrebbe visto meglio rappresentato da un altro personaggio che proprio attore non è, ma su cui molti, dopo aver letto il libro mi hanno dato ragione.

      Sempre in quell'occasione, l'autrice descriveva così la sua protagonista.

      Petra e Fermin sono una coppia di contrasti.
      Quarantenne, passato femminista, vive nel barrio di Poblenou, Petra “comanda” molto, sa ben comandare, sebbene abbia anche lei i suoi dubbi e si trovi immersa in un mondo maschile dal quale si difende come può.
      Quando decisi di creare un personaggio femminile poliziotto la conclusione a cui arrivai era che doveva avere una base un po’ hijoputesca, doveva essere un po’ borderline.
      Si dice che se il mondo fosse in mano alle donne sarebbe meraviglioso, senza guerre e con i bambini felici. Ho i miei dubbi su questo punto soprattutto vedendo il modo di agire di certe donne come la Tatcher e Condoleeza Rice, che hanno poco di materno e affascinante.
      Io volevo che la mia protagonista assumesse questi rischi morali, di essere cioè anche lei un po’ cattiva e calata in un mondo che non ha niente di incantatore.
      Io sono del tutto femminista, ma credo che sia una battaglia che si debba sostenere con intelligenza e non come ideologia “avant lettre”. Il caso di Petra e Fermin è determinante perché fra loro sussistono molte differenze, ma prevale l’amicizia.

      La serie:
      1996 Ritos de muerte - Riti di morte 
      1997 Dia de perros - Giorno da cani 
      1999 Mensajeros de la oscuridad - Messaggeri dell'oscurità 
      2000 Muertos de papel - Morti di carta 
      2002 Serpiente en el paraiso - Serpenti in paradiso 
      2004 Un barco cargado de arroz - Un bastimento carico di riso 
      2007 Nido vacio - Nido vuoto
      2009 El silencio de los claustros - Il silenzio dei chiostri

      C'è da dire che, inizialmente l'editore italiano, Sellerio, non pubblicò nell'esatta sequenza tutti i romanzi. Gap temporale che fu tuttavia prontamente risolto. Addirittura, il penultimo, Nido vuoto, uscì con qualche mese di anticipo prima in Italia che in Spagna.

      Quale occasione più ghiotta per andare alla presentazione? Ed ecco che arrivo a spiegare le domande del post precedente.
      La prima era se avete un amico del cuore. La sottoscritta fortunatamente ce l'ha: è  la sua amica C. che anche quella volta, andò alla presentazione al posto suo.
      Al termine dell'incontro, al fatidico rito della copia autografata, C spiegò a Alicia di aver scoperto i suoi libri grazie alla sottoscritta.
      Così, la copia di Nido vuoto che C. mi consegnò aveva questa dedica:
      Por Nela San, tengo una deuda! Grazie.
      Ed ecco spiegato il debito di cui parlavo nella seconda domanda.

      Ora che vi ho svelato il mistero, permettetemi di ringraziare ancora di cuore C per aver parlato con Alicia. (C. non parla spagnolo, ma quando vuole farsi capire ci riesce benissimo) e voglio dedicarle questo post, perché oggi, anche C. compie gli anni.

      Espero que todos tus deseos se hagan realidad. ¡Feliz cumpleaños!



4 geo-commenti:

  1. Inevitabile ritrovarmi in ciò che racconta Alicia a proposito della difficoltà di "decodificare", ad uso e consumo dei diciassettenni, autori lontani nel tempo. Ma niente è impossibile. A volte basta lasciare a briglia sciolta la fantasia e l'amore per la letteratura.
    Come gemellina del tuo blog, mi sento "autorizzata" a fare a C. i miei auguri affettuosi di buon compleanno. :-))

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  2. Proprio un circolo virtuoso, mi pare.
    Alla Gimenéz-Bartlett sono affezionata perché l'unico suo libro che ho letto (Una stanza tutta per gli altri) me l'ha regalato anni e anni fa la mia cara amica Claudia, che conosce bene la mia fissazione per Virginia Woolf.
    Evviva gli amici!
    Saluti affettuosi

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  3. @Giacynta Ringrazio, a nome di C., per gli auguri. Quello che scrivi non fa altro che confermarmi ancora di più che è difficile avvicinare autori di altre epoche ai giovani. D'altra parte anch'io, dopo 3 mesi passati al Liceo sul Leopardi, avevo, come dire?, un'approccio negativo. Poi, figurati, che pure ci portarono per ben due volte in gita a Recanati!
    @Duck Io oltre ai suoi gialli lessi anche "Vita sentimentale di un camionista", sempre su consiglio di C., un romanzo che non avrebbe sfigurato come sceneggiatura per un film di Almodovar. Concordo: evviva gli amici e ricambio con bye&besos afectuosos.

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  4. Arrivo al tuo post dopo aver letto “Vita sentimentale di un camionista”. Romanzo piacevole, molto cinematografico, hai ragione. Certe scene le vedi più che leggerle. Venerdì scorso, poi, in libreria, mi sono ritrovata a sfogliare “Una stanza tutta per gli altri” che ha un incipit accattivante. E… me lo sento: mi toccherà scoprire anche la signora Petra Delicado.
    Ti auguro la più gialla delle domeniche!

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