FRED VARGAS - Così è, se vi pare, su La Repubblica e La Stampa

Non nego che la pubblicazione (in Francia o in Italia) di un nuovo romanzo di Fred Vargas, con protagonista Jean-Baptiste Adamsberg, per me è sempre fonte di trepidante attesa.


Ho già parlato dell'autrice francese in diversi post, l'ultimo in occasione del suo compleanno, che cade nello stesso giorno di un altro scrittore, il Nobel Pamuk.


Forse per questa coabitazione nel medesimo post, forse perché non è mia abitudine toccare elementi polemici extra-letterari, mi sono allora deliberatamente astenuta dal commentare la strenua difesa che la scrittrice ha sostenuto, anche finanziariamente, su Cesare Battisti, dando adito a feroci polemiche con suoi colleghi, non ultimo, Antonio Tabucchi.


Così oggi avrei desiderato postare solo la copertina italiana dell'ultimo romanzo, se non fosse per quanto apparso sul quotidiano La Stampa di oggi, dal significativo titolo: "Fred Vargas non fa più la pasionaria".



L'articolo di Cesare Martinetti parte commentandone un altro, apparso ieri sul quotidiano concorrente: un'intervista data in esclusiva a La Repubblica, dove FV parla del nuovo libro e il giornalista Fabio Gambaro, per inciso, rivela che la scrittrice "ultimamente ha deciso di non rilasciare più dichiarazioni sul caso Battisti".


Strategia di vendita commerciale applicata al lancio in Italia?
Dubbio lecito.
Per onore di obiettività, diamo i link di entrambi gli articoli:
quello su La Repubblica di giovedì 7 luglio

e quello su La Stampa di venerdì 8 luglio 
dove Martinetti chiude con la considerazione che Fred Vargas fa l'en plein chiedendo al giornale cui concede l'intervista di non parlare del caso Battisti.


Curioso che La Repubblica sottostia a questo pseudo-bavaglio dell'autrice francese ma, il giorno dopo, ci offra invece un'altra intervista esclusiva, questa volta con il nostro Premier, che si è sempre dimostrato "nemico" di questo quotidiano.

Parigi val bene una messa?
In questo gioco delle parti, raffrontando gli intervistati e gli intervistatori, verrebbe da chiedersi in quale dei due articoli chi ha più potere di imbavagliare chi.
Mentre ci rifletto sopra, mi permetto di riprendere le frase di chiusura di Martinetti sulla scrittrice francese che, secondo lui, ha fatto l'en plein.
Secondo me, invece, con questa operazione Vargas (passatemi il termine) l'ha fatta fuori dal vaso, mentre Gambaro fa buon viso a cattivo gioco.

Ognuno fa qualcosa, dunque, ed anch'io sarei tentata di non esser da meno. 
Di non comprare il libro o di non leggere Repubblica.




6 geo-commenti:

  1. Credo che i libri vadano giudicati,indipentendemente da quello che fa o non fa chi li scrive( si sia o no d'accordo con le prese di posizioni e il comportamento extra scrittura ).Non concordo con le posizioni della Vargas ,ma questo non importa.Non compro più i suoi libri perchè li trovo, ormai, ripetitivi , sempre più supponenti e anche un po' noiosi e questo per me è quello che conta.

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  2. Esta Fred persegue-me! vi na Repbubblica(seria?), hoje aqui. Vale mesmo a pena lê-la? Pelos vistos, sim...baci

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  3. @Grazia Concordo sui libri da giudicarsi a prescindere delle idee dell'autore. Infatti ho sempre letto FV pur sapendo di questa sua presa di posizione. Infatti non è tanto questo che mi ha lasciato perplessa, quanto proprio il suo smettere di parlarne ora, all'uscita del libro in Italia. Non credo che una come lei dopo tutti i pamphlet in difesa di... dovesse ancora aver bisogno di pararsi sotto questo "divieto-di-parlare-di...". In ogni caso: scelta sua o del suo editore italiano, questo è stato il risultato. Comunque concordo con te, già il suo Un luogo incerto non mi aveva convinto, come postai al riguardo. Per me l'ultimo degno di lettura è stato Sotto i venti di Nettuno. Poi è divenuta ripetitiva.
    @MJ Como ja postei, pra mim os dos dignos da leitura sao "Parti in fretta e non tornare" e "Sotto i venti di Nettuno", os que sao antes ou depois podes nos os ler mesmo.
    Bye&besos e buona continuazione di domenica

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  4. Passamos para deixar um bjs.ou melhor - 5.

    Cozinha dos Vurdóns

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  5. Ok! O que é engraçado é que há anos tive esse livro da Vargas em casa e chamava-se "Vai e não voltes tão depressa" - que achei delicioso.
    Vou procurar...
    baci

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  6. @Cozinheiras: Olà, muito obrigada e pra vocé tbm
    @MJ Antes de ler isso, acho melhor o livro que em It chama-se "Sotto i venti di Nettuno" depois de "Un lugar incerto" acho que foram menos interessantes.
    Bye&besos

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