MEMO: COMPLEANN - ROSA MOGLIASSO Sottotitolo: Habemus Rosam!

anniversario [an-ni-ver-sà-rio] s.m. (pl. -ri)
  • • Ricorrenza annuale di un avvenimento degno di memoria

    ROSA MOGLIASSO
    Susa, 04-07-1960




    Habemus Rosam!
    Così avrebbe dovuto iniziare questo post, scritto già da tempo.
    Ovvero: finalmente non dovremo più attendere che
    Alicia Giménez-Bartlett ci delizi di un nuovo poliziesco di Petra Delicado, perché ora abbiamo anche in Italia il nostro commissario di tutto rispetto. Barbara Luisa Gillo, definita dalla Litizzetto, brava e bella come una Grace Kelly di paese, una che ha scelto la polizia per lasciare il borgo natio e “tagliare i ponti con il fritto misto” della trattoria di famiglia.
    Con L'assassino qualcosa lascia, 






suo romanzo d'esordio, (Salani editore – 2009 – Pag 281), RM ha vinto il Premio Selezione Bancarella 2010, mentre ha convinto la sottoscritta (e molti altri) di essere una valida giallista.






    









Laureata in Storia e critica del cinema, si dedica al Teatro d'ombra e alla scrittura traendo ispirazione dalla città in cui risiede, affermando: "vivo tra Torino e Torino, anzi, per essere più precisa, tra il Bar Elena di Piazza Vittorio e il Circolo Amantes di via Principe Amedeo".

    Mario Baudino, nella sua recensione su La Stampa, definendo il libro esordio in chiave noir, non ha potuto fare a meno di sottolinearne il fattore F&L, ravvisando in una delle protagoniste, la sciura Peressi, una delle otto Donne informate sui fatti dell'omonimo romanzo di Carlo Fruttero.
    Incipit
    Quando la signora Peressi fu prelevata dal suo appartamento per essere accompagnata in Questura, Torino era stata spazzata da un vento freddo e teso che aveva lasciato il cielo azzurrissimo e qualche nuvola sfilacciata.
    "Proprio come nell'olio del Bellotto", osservò tra sé.
    Alma Peressi, il lavoro del Bellotto, lo conosceva bene. Aveva, infatti, promosso, per il suo circolo Lyons, una giornata di studi sulle vedute del Canaletto.

    Concordiamo con Baudino. D'altronde non potrebbe essere il contrario, visto che lei stessa afferma riconoscersi in Fruttero e Lucentini, i più grandi, due geni assoluti ai quali, dice: "io posso solo lècher les escarpins“. Non possiamo che essere d'accordo con Baudino anche quando sostiene che più dello sviluppo della trama, a volte, prende il sopravvento la lettura divertita di certe situazioni e la curiosità di seguire le mosse dei personaggi.

    E' innegabile esser partecipi di certa ironia prettamente femminile quando, della Gillo, scrive:
    "lei era salita in auto, aveva ingranato la prima e si era allontanata riflettendo su come il suo destino fosse sempre stato un po' quello di guardare l'amore allontanarsi dallo specchietto retrovisore,..." (Pg 87)
    così come è interessante il suo ribaltamento del classico canone di prospettiva dei polizieschi, descrivendo l'interrogatorio dalla parte dell'indagato (Cap 31 - Era uno studente in bolletta, lui).

    Non sappiamo cosa pensi il suo illustre concittadino del fatto di essere così spesso citato in questa sorta di parallelismo letterario.
    Da parte nostra ci sentiamo di consigliare questo giallo a chi, come noi:
    a) è stanco di leggere nei quotidiani di tutti i crimini irrisolti,
    b)si indigna nel constatare come, pur in casi di comprovata colpevolezza, sia sufficiente scappare all'estero per farla franca,
    c)è disgustato nel leggere nei giornali, al mattino, di plastici e ricostruzioni di omicidi fatti la sera prima nella trasmissione di Vespa,
    d)è convinto che non sempre CSI possa corrispondere alla realtà,
    e)si diverte leggendo
    visto che, considerato tutto quanto sopra esposto, almeno in questa fiction, la giustizia trionfa.

    Se poi proprio si vuol trovare qualcosa di negativo, eccovi accontentati: la copertina. Non si copia così (male) anche Sellerio!

    Infine, per quanto concerne come avrebbe dovuto essere la reale apertura del post, qualche indizio
    a) l'autrice è nata a Susa
    b) nel secondo romanzo un crimine avviene accanto a un presidio NO TAV

    non vado oltre. Direi che, viste le cronache recenti, è sufficiente così.




4 geo-commenti:

  1. Bello questo post, notevole questa scrittrice. Mi dichiaro colpevole di non averla ancora letta, finora.
    Provvedo subito e di corsa.
    Ah! prima di dimenticarmi, grazie, naturalmente.

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  2. nemmeno io la conoscevo. Rimedierò

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  3. Sai che per colpa tua ho ricominciato a leggere gialli? Ed ora come la mettiamo se, anziché dormire, resto fino a tardi al calduccio a leggere ancora una pagina? Non ti senti un po’ in colpa?
    Questo giallo mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmato tanto quanto “Delitto imperfetto”. Però un’altra chance alla Mogliasso sono disposta a dargliela. Tra le critiche alla casa editrice, mi sento di aggiungere che una migliore correzione di bozze avrebbe tolto qualche refuso in più. Ma alla fine anche gli editori sono sempre in bolletta e allora pazienza!
    Un bacio grande

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  4. Ciao carissima, non posso che essere d'accordo con te anche se devo dire di non aver ancora "approcciato" il secondo della scrittrice torinese. Ora, complice il supplemento de LaStampa di sabato scorso sono più curiosa di leggere un giallo di un altro piemontese, questa volta nato a Bra (a proposito: come si chiamano gli abitanti di questo posto? Braiesi, Braioti?! Oddio che brutto in tutti i casi! Il giallo invece...se non compro troppi gialli a Madrid. A proposito un suggerimento tutto per te (non ancora recensito) leggiti La dama del Kashmir di Gonzalez Ledesma, barcellonese meno famoso di Montalban, ma che ha mio parere è il maestro del neo-realismo giallistico di Barcellona. Bye&besos (è tradotto in italiano)

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