STATUAE MANENT - GERALD DURREL

Nel mese considerato per antonomasia vacanziero, in cui si rinnovano gli appelli a non viaggiare nei giorni bollino rosso e a non abbandonare gli animali, vorrei parlare di un viaggiatore un po' particolare.


Gerald Malcom Durrell, nasce in Jamshedpur (India) il 7 gennaio 1925, quarto ed ultimo figlio di una coppia anch'essa nata in India, ma di discendenza anglo-irlandese. 






Etologo, zoologo ed esploratore, fin dall'infanzia il giovane Gerry (com'era chiamato) non abbandonava mai gli animali che aveva e, se altri incrociavano il suo cammino, li faceva entrare nella sua famiglia. 



Fin da piccolo, mentre è in India, nutre interesse per la zoologia, tanto che, sua madre afferma che zoo fu una delle prime parole pronunciate e ogni volta che gli era chiesto dove voleva andare, rispondeva un po' bellicosamente zoo. Se non accontentato, le sue urla strazianti si potevano sentire dalla cima dell'Everest fino al Golfo del Bengala.

 Nella biografia autorizzata si racconta addirittura che una volta, troppo malato per poterci andare, il macellaio di famiglia gli modellò con l'argilla rossa del giardino un intero serraglio di animali.
La passione per l'etologia si radicò negli anni a Corfù, dove la famiglia si trasferì dal 1935 al 1939. Sull'isola, GD inizia a raccogliere fauna locale, grazie all'amicizia con Theodore Stephanides, suo tutore e mentore, nonché dottore, scienziato, poeta e filosofo. Ogni animale che trovava veniva conservato, vivo,  in contenitori di fortuna: dalle provette fino alla vasca da bagno.
Questo periodo è descritto nel suo romanzo più conosciuto, adattato poi in una serie televisiva: La mia famiglia e altri animali.  
Protagonisti animali a cui lo scrittore, allora bambino, dà nomi eccentrici: la tartaruga Achille, il piccione Quasimodo (non sapendo volare, segue camminando i Durrell nelle passeggiate), i cuccioli Pipì e Vomito, la mantide Cerfoglio, il geco Geronimo, la cagnetta Dodo e il grande gabbiano Alecko. Proprio alcuni di loro, ancora in vita al termine del soggiorno corfiota, seguiranno i Durrell al loro rientro in Gran Bretagna. 
Non da meno gli umani, fra cui Spiro, greco abitante dell'isola che, grazie alla sua conoscenza dell'inglese aiuta la famiglia in varie situazioni, come quando si autonomina bodyguard nei confronti della sorella di GD, Margo.
"Sono molto dispiaciuto dover dire questo, signora Durrel, " borbottò "ma penso che lei devi sapere".
Mamma ormai si era abituata all'aria cospirativa di Spiro quando veniva a darle qualche informazione sulla sua figliolanza, e non se ne preoccupava più.
"Che cosa c'è stavolta, Spiro?! domandò.
"E' la signorina Margo" disse Spiro afflitto.
"Che cosa ha fatto?"
Spiro si guardò attorno a disagio.
"Sai che lei incontra un uomo?" domandò in un vibrante sussurro.
"Un uomo? Oh...ehm... sì, lo sapevo" disse mamma mentendo arditamente.
Spiro si tirò i pantaloni sulla pancia e si protese verso di lei.
"Ma lei sapevi che è un turco?" domandò con accento di agghiacciante ferocia.
"Un turco?" disse mamma in tono vago. "No, non sapevo che era un turco. Che c'è di male?"
Spiro prese un'aria scandalizzata.
"Che c'è di male? Ma signora Durrell? E' turco. Io non mi fiderei di un filgiodi puttana turco con nessune ragazze. Le taglia la gola, ecco che fa. Dico davvero, signora Durrell, non è sicuro che la signorina Margo nuota con lui".


ll fratello maggiore Lawrence, brother Larry (a sinistra), supponente e colto (diventerà famoso scrittore), è spesso vittima degli scherzi di Gerald. Diversissimi, ma molto amici per tutta la loro vita, GD ha sempre sostenuto che la sua attività di scrittore non era giustificata dall'amore per lo scrivere, ma perché le royalties aiutavano la causa della gestione dei suoi animali.


The subtle difference between us is that he loves writing and I don't. To me it's simply a way to make money which enables me to do my animal work, nothing more. 
 Nel 1958 GD fonda uno zoo a Trinity, dove inizia ad allevare animali in via di estinzione, allo scopo di reintrodurli successivamente nel loro habitat naturale. Il suo programma di allevamento in cattività, inizialmente condannato dagli animalisti come non necessario, fu in seguito riconosciuto come efficace per salvare le specie in pericolo.


"Era la prima persona a pensare che lo zoo esisteva per gli animali piuttosto che per la gente che li veniva a vedere. Ciò che significava due cose. La prima che gli animali dovevano essere trattati umanamente e con dignità. La seconda che era anche la prima persona a consigliare che l'allevamento in cattività di specie minacciate poteva essere determinante per gli sforzi della loro conservazione". (Dr. Mary Pearl, direttore esecutivo del Wildlife Preservation Trust International, discorso pronunciato nel giorno della scomparsa del suo fondatore, Gerald Durrell).


Da leggere: La terra che sussurra - Ed. Adelphi
Risvolto
La vita di Gerald Durrell, come ben sanno i suoi numerosi e affezionati lettori, è un continuo alternarsi di viaggi alla ricerca di animali da catturare e di soggiorni nell’Isola di Jersey, dove con gli anni è riuscito a creare un celebre parco zoologico. In questo libro, apparso per la prima volta nel 1969 e diventato nel frattempo uno dei suoi più popolari, Durrell si trova alle prese con nuove e spesso comiche avventure, fra lui e gli animali, in luoghi remoti dell’America del Sud. Pipistrelli e pinguini, elefanti marini e armadilli, oltre a una notevole fauna umana, osservata con l’occhio ironico del viaggiatore, saranno qui i protagonisti. E fra questi non bisognerà dimenticare una famiglia di volpi che danza graziosamente con un rotolo di carta igienica, nonché il tapiro Claudius che succhia rumorosamente una possente catena e poi, trascinandosela dietro come fosse un fantasma, irrompe fra gli invitati a una cena della buona società di Buenos Aires, come un sereno devastatore.

12 geo-commenti:

  1. Ho nella mia libreria il libro di Durrel da diversi anni. Ho adesso un valido motivo per leggerlo. Grazie, cara!

    p.s.
    l'ultima foto è particolarmente bella e penso di sapere perchè hai scelto di pubblicarla. :-)

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  2. Molto interessante,mi procurerò il libro.
    Un saluto,Costantino.

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  3. Bella statua e post.Ho letto il libro di Durrell tanto( troppo) tempo fa.Sai che ti dico? Lo rileggo subito con nella testa le immagini che hai messo qui nel post.Il monumento è bellissimo: dove lo avete scovato ?

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  4. Durrell è stato un uomo straordinario, con quella vena di eccentricità che contraddistingue, quasi sempre, le menti davvero libere (soprattutto se inglesi!), così diverso dal barbosissimo fratello - di cui ho ovviamente letto Bitter Lemons, quando vivevo a Cipro, impiegandoci circa 3 mesi - un tempo spropositato per me, dovuto all'assoluta noia che mi prendeva spesso durante la sua lettura.
    Mi hai fatto venire voglia di rileggerlo! Saluti!

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  5. interessante questa biografia su Durrell: quando si dice che la strada per alcune persone è segnata fin da bambini...

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  6. ma che curioso! deve essere stato un personaggio affascinante, da conoscere! e come è bello leggere di una persona che aveva una passione forte, una specie di vocazione. Oggi è sempre più raro...
    abbracci!

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  7. Ritrovare un post come questo rende più sopportabile il rientro.
    Un giallo abbraccio mia cara!

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  8. Gerald Durrel e/o James Herriot, non ho mai saputo decidere quale dei due preferire

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  9. @Giacynta L'ultima foto ha delle affinità con me: l'animale assomiglia alla mia micro-gatta, lui invece a me quando la parrucchiera va in ferie così i capelli bianchi prendono il sopravvento! ;-)
    @Sandra Grazie di essere passata di qua. Anch'io verrò a leggere il tuo blog. Abbiamo affinità. Sai che anch'io ho una foto più o meno come la tua sulla Grande Muraglia?
    @Costantino l'ironia di Durrell è sottile, quanto alle descrizioni dei paesaggi, ti fanno venir voglia di visitare quelli descritti!
    @Grazia L'ultimo libro accennato nel post è quello che ti dicevo sull'Argentina. La statua invece è presso lo zoo da lui fondato, il Wildlife Conservation Trust in Jersey
    @Duck sì in effetti credo che il fratello fosse noiosissimo. Ero tentata di leggere il Quartetto di Alessandria, poi ho considerato che magari era pallosissimo come lui e ho continuato a leggere quelli scritti dal fratello Gerry
    @MJ Obrigada Jà fostes pra Corfù?
    @Turista di Mestiere d'accordo con te, ecco perché mi è piaciuta la foto in B/N di lui bambino col barbagianni
    @Elisa Bentornata! Credo che chi possa seguire le sue vocazioni sia non solo sempre più raro ma anche immensamente privilegiato
    @Barbara bentornata anche a te, contraccambio il "giallo" abbraccio e spero di leggerti presto.
    @Dede Herriot non lo conosco. Provvedo.
    @Tutte/-i: al libro di GD sono molto affezionata. Le sue ultime pagine hanno accompagnato gli ultimi giorni pre-parto. Ridevo fino alle lacrime e la capo sala pensava che avessi le doglie...piangevo dal ridere. Dopo, con le doglie urlavo e gracchiavo come il gabbiano del libro...

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