FLORENTIA VILLAGE E FERRARI = MERCATO FLORENTE, MERCHANDISING DEPRIMENTE

Il florente del titolo non è un errore.

La foto a fianco, malgrado il troppo nuovo, che trae in inganno, nemmeno.

Questa volta, la viaggiatrice fa un po' di sana dietrologia.

Tutto nasce da un articolo apparso oggi sul quotidiano La Stampa, dal titolo: "Un'Italia quasi vera alla frontiera del lusso".

Articolo in cui si legge che a Wuging, cittadina non distante da Tianjin, una delle città cinesi del domani-già-oggi, è stato costruito il Florentia Village, primo outlet cinese costruito, cito testualmente, "seguendo lo stile italiano e la pianta delle nostre città d'arte".





Da qui la prima giustificazione della foto sopra, con questo scorcio avatar di Venezia, (non manca nemmeno il Ponte del Rialto), che tanto successo sta riscuotendo in Cina. 
Qui si riversano a comprare cinesi, ricito, "vestiti all'occidentale, con potere di acquisto medio-alto" come pure "le signore bene in Suv, firmate dalla testa ai piedi".

Per chi volesse leggere l'intero articolo  clikkare qui.

Terminata la sua lettura, la viaggiatrice ha ripensato alla visita dei suoi clienti cinesi in Italia. 
Non fu possibile portarli a Venezia (acqua alta), cosa che a loro dispiacque molto, visto che per loro è un mito, tanto da riprodurla anche a Macao. Tuttavia, lei ripiegò su Ravenna e il Museo Ferrari di Maranello. (Source: Nela San)

Durante quei giorni, la viaggiatrice sperimentò esattamente quello che avrebbe letto oggi nel quotidiano torinese: per loro, fare shopping in Italia e tornare trionfanti con abiti made in Italy è quasi un obbligo.

Figurarsi dunque come rimasero imbarazzati e combattuti prima e delusi poi, quando nello store del Museo del cavallino rampante non acquistarono alcun capo di abbigliamento con logo Ferrari. 

Motivo? Dal cappellino, alla maglietta, dalla cravatta al giubbotto, tutto era Made in China.

A parte la sana (e teutonica) curiosità della viaggiatrice di sapere dove siano prodotti gli articoli di merchandising del negozio annesso al Museo della BMW a Monaco, verrebbe da chiedersi se la Direzione Marketing di un'azienda così blasonata, non abbia toppato.

Per questi manager che parlano di feedback, know-how, account, ADV, etc etc, magari una sosta ai box, come pausa di riflessione su cosa significhi il made-in-Italy non solo per le auto ma anche per quello che ruota attorno al loro marchio, non guasterebbe. 

Così, per dirla alla loro maniera, del made-in-Italy appeal degli stranieri non hanno capito una mazza. 

Capire una mazza: esisterà anche quest'ultima frase nella terminologia inglese di marketing?!


9 geo-commenti:

  1. Brava Nela, hai proprio ragione.Non hanno capito una mazza (diciamolo in italiano) di cosa voglia dire il made in Italy.Lo prova anche la mancanza di investimenti nel mio settore(quello dei beni culturali) che i cinesi,malgrado i loro sforzi non riusciranno mai a imitare.Cambieranno le cose? Ho paura di no.
    Comunque continuiamo a dirlo e a lavorare con serietà e chissà.....

    RispondiElimina
  2. Gli inglesi direbbero qualcosa tipo "they don't understand a shit" - gli inglesi scafati e volgarotti, intendo, ché quelli invece delle barzellette, compìti e formali (che esistono, eccome! ne ho incontrati un paio proprio in Maremma, che al baracchino sulla spiaggia, con 50° all'ombra, sorbivano imperturbabili una tazza di tè, ovviamente), ricorrerebbero certamente ad una lunga e politically correct perifrasi.
    Chiusa la parentesi da traduttrice compulsiva.
    Quanto al discorso che fai, come non essere d'accordo con te? Mantenere alta la fama del made in Italy contenendo i costi pare la quadratura del cerchio. Finora, a quanto ne sappia, nessuno ci è riuscito (poi certo bisogna mettersi d'accordo su che cosa significa "contenere i costi", ma insomma, famo a capisse - come si dice a Roma).
    Ma come dice Grazia, continuiamo a dirlo e a lavorare con serietà.
    Saluti!

    RispondiElimina
  3. @Grazia Purtroppo anche tu hai pienamente ragione ad essere pessimista. Chiudo quindi chiosando con un aforisma di Flaiano riportato nel mio altro blog (quello della Nela San indignata): "Ha una tale sfiducia nel futuro che fa i suoi progetti per il passato". Bye&besos amari...
    @Duck Mi approprio della frase scafata e volgarotta, giacché potrebbe tornarmi utile proprio con alcuni britannici (volgarotti) che ultimamente ho a mano. Tanto ho l'alibi della menopausa.... Per il Made-in-Italy: amaramente contenta che anche tu condivida..Bye&besos

    RispondiElimina
  4. Dio come avrei voluto essere lì a vedere la faccia dei cinesi che scoprono il merchinadising Ferrari made in China (risata diabolica, dissolvenza in nero)

    RispondiElimina
  5. cara mia, quanto hai ragione!!! Nella mia vita (diversi anni fa) ho lavorato per un breve periodo- per un grande marchio della moda italiana. Non lavoravo in negozio, ma in ufficio, a diretto contatto con le boutiques. Ebbene, i proprietari mi ripostavano che moltissimi clienti stranieri si lamentavano perché nell'etichetta ci fosse la scritta made in romania (sigh!). Ma si può essere meno lungimiranti di così??? P.S. da me, c'è posta per te :D

    RispondiElimina
  6. Eh... "ce n'è così" di gente che non campana 'na mazza!.
    Ma "...dopo superata la crisi,dobbiamo pensare alla crescita"......c
    Crescere...crescere...crescere.....
    A quando l'esplosione...o dovrei dire implosione?

    RispondiElimina
  7. @Lovi ci sono state al mom solo 2 volte in cui ho letto sul loro volto un discreto imbarazzo: questa appunto e la volta (più recente) in cui ci hanno messo allo stesso tavolo dei loro diretti concorrenti (e sapevano che lo erano). Ma, come si dice: "la classe non è acqua" anche quando si organizzano party (aggiungo io!)
    @Turista di Mestiere: consolati! Quando scopriranno che il lavoro in Cina costerà troppo (come iniziano a scoprire coi call centers in India) sposteranno le produzioni altrove. Zambia? Borneo? E' solo questione di attendere...
    @Sandra che dire? Leggendo i giornali mi sembra che noi cresciamo solo in corruzione e cafoneria. E' ben altra la crescita a cui dovremmo anelare!
    Bye&besos a tutte!

    RispondiElimina
  8. Contenere i costi… La settimana scorsa in un negozio vicino al mio ufficio promuovevano a tutta voce il made in Italy. Gli striscioni recitavano una cosa tipo “Usciamo dalla crisi. Aiuta a rimettere in moto l’economia italiana. Acquista oggi solo prodotti italiani con lo sconto del 70%”. Verrebbe da chiedersi perché un negozio di articoli per la casa mette in vendita prodotti con il 70% dello sconto per 15 giorni, presumibilmente guadagnandoci, mentre nella restante parte dell’anno si chiede al consumatore di svenarsi per acquistare due pentole. Poi, a guardare certe puntate di Report e di Presa diretta prende così male che viene da chiedersi se e dove si facciano ancora le cose per bene, rispettando i diritti di tutti. Mah…

    RispondiElimina
  9. @Barbara Mi immagino lo striscione che descrivi. Magari ha cavalcato anche i 150 anni dell'unità d'Italia e lo ha fatto mettendo qua e là i colori del tricolore. Come ti capisco! Pensa che da me ci sono due negozi che ogni mese informano di liquidare tutto per cessata attività. Sono ormai 10 anni che continuano così. Cesserò prima io.

    RispondiElimina

 

Geo-lettori im-pazienti

Geografando in fb

Geo-MEMO

I testi pubblicati in questo sito sono di proprietà esclusiva del mio blog" gialli-e-geografie " e tutelati dalla legge sul diritto d'autore n.633/41 e successive modifiche.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità, Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge nr. 62 del 7/03/2001. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti inseriti nei post, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Le immagini ed i video presenti nel blog provengono dal web e quindi valutate di dominio pubblico.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione o per qualsiasi violazione di copyright, non avranno che da segnalarlo e l'autore provvederà alla rimozione immediata.