Dizionario Viatorio: Madrid 2a puntata

Che in ogni paese ci siano per lo meno due città che si contendono la supremazia è cosa nota. 
Basti pensare a Sydney e Melbourne, a New York e Los Angeles o a Lisbona e Porto. 
Barcellona e Madrid non sono da meno.


L'antagonismo si misura anche sul piano gastronomico e, più in dettaglio, in quello di nicchia del cacao, in tutte le sue declinazioni.


Così, se Barcellona ha il Museo della Xocolata e dei Maîtres chocolatiers di fama mondiale, Madrid non è da meno.



C= chocolates con churros 
Chocolatería San Ginés
 Pasadizo de San Ginés, 5 - 28013 Madrid
Aperta dal pomeriggio fino a notte, la Chocolatería non ha mutato molto il suo aspetto dalla sua fondazione, nel  1894. La cioccolata in tazza viene servita al banco di marmo del bar o nei tavolini della sala dalle pareti in legno e con specchi del 19° secolo.

 I churros arrivano direttamente dalla cucina laboratorio come lunghe spirali di  una pastella dolce estrusa sottilmente e fritta velocemente. Le cameriere le tagliano con le forbici prima di servirle. 
Tipici di Madrid anche la loro versione più grande, i Porras, più lunghi e più spessi. Si mangiano entrambi immergendoli nella cioccolata calda, che in Spagna può essere profumata alla cannella, a cui può venir aggiunta della vaniglia. 




V=Valor
Anche se Chocolate Valor è produttore originario di Alicante, dal 1881, vale la pena visitare le tre cioccolaterie che ha aperto nella capitale in:







Póstigo de SAN MARTIN, 7


C/IBIZA, 33









C/ CONDE PEÑALVER, 43
(le 3 foto source www.chocolateriasvalor.es)













Ben diversa la situazione per  
Chocolat - Santa María, 30
piccolo ma delizioso luogo con soli 6 tavoli, di solito frequentato da habitués.
 
Baluardo di quei luoghi che resistono aldilà dei franchising, McDonald's o Starbucks. 























Presente a Madrid anche 
Cacao Sampaka


C/Orellana, 4 - 28004 Madrid


Siamo di nuovo di fronte a qualcosa di molto ricercato, a cioccolate divine e lussuriose in un ambiente che non è da meno. 










A conferma di ciò, negozi del genere sono stati aperti a Tokyo, Osaka, Dubai e in Arabia Saudita.








Quando si scopre che il proprietario di questo Mercado del cacao y bar è Albert Adrià, si capisce che l'ex-capocuoco della pasticceria di El Bulli ha molto in comune col più blasonato fratello Ferran.
A voi di scegliere dove immergervi: la cioccolata in tazza, ad esempio, è con il 58% di cacao.















O= Oriol Balaguer
Se l'atmosfera lussuosa di Sampaka non vi dovesse bastare, ecco i punti vendita di questo Maître Chocolatier. Più che negozi di delizie, sembrano vere e proprie gioiellerie, combinando design, gusto del bello e creazioni sublimi. 

La vetrina a fianco è quella del punto vendita in C/Ortega y Gasset, 80 m2 in cui la vetrina tradizionale è scomparsa per dare spazio in contenitori in vetro trasparente ad oggetti esclusivi.
Fra le collezione Mi Obsesión. Esercizio di libertà in cui non c'è spazio per la fretta. Il cliente sceglie fra i 18 cioccolatini da cui è più attirato, che più lo ossessionano, che sono la sua perdizione...Ognuno è un pezzo unico, un gioiello.


 Non per niente siamo di fronte a colui che si ama definire teologo del tecnoemozionale.  
Quando il cuoco mira ad eccitare la persona che mangia il cibo finito.
Ed ancora qui mette in mostra la sua esclusiva concept cake, che, come afferma egli stesso è:  "un pastel que se renueva cada  mes planteando un nuevo concepto en imagen y armonía de sabores. Una idea  única en España y exclusiva de Oriol Balaguer".


Qui, però, sconfiniamo nel catalano, giacché il personaggio, classe 1971, è nato a Calafell. In Catalogna. 
Quindi ci fermiamo qui, diversamente i Madrileni, potrebbero rabbuiarsi. Proprio come hanno fatto quando abbiamo chiesto di acquistare alcuni romanzi gialli. Erano, a sentire il libraio, di scrittori catalani, non spagnoli.

6 geo-commenti:

  1. Bellissimo! Muito bom! Che voglia di una cioccolata calda! Baci
    (Un cioccolato? o una cioccolata? boh)

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  2. Quando seguii il mio breve corso di spagnolo (purtroppo interrotto nel momento in cui iniziavo ad imparare qualcosa), non mi narrarono delle deliziose doti madrilene. Per non parlare del fatto che a Barcellona non sono andata al Museo della Xocolata (lo dico sottovoce perché se se ne accorge il signor valigiesogni rischio il divorzio). Approfitto dello spazio per ringraziarti della “dritta di lettura” spagnola data altrove. Ormai sei la mia giallospacciatrice ufficiale.
    Un bacio

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  3. @MJ una cioccolata calda é correcto, se io poder falar (e escrever) Portugues como tu fazes com o Italiano...
    @valigiesogni beh, dopo aver fatto assaggiare la Sacher Torte al sig. valigiesogni mi sa che dovrò darti qualche dritta "cioccolatiera". Il Museo a Barcellona (nel Born) ha una mega scultura in cioccolato (a temperatura rigorosamente controllata) che rappresenta la Sagrada Familia. Inizi a sentirne l'odore già dalla sala precedente! Se però non vuoi arrivare fino in Spagna, saprai di certo che abbiamo una "Chocolate valley" anche in Italia. Se non lo sai, fammelo sapere e ti mando qualche dritta.
    Bye&besos

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  4. Chocolatería San Ginés : presente!
    Chocolat ( Santa María, 30 ) : presente!

    ho snobbato la gioielleria camuffata da cioccolateria ( o il contrario, in questo caso vale la proprietà commutativa ).

    :-)

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  5. @giacy.nta che invidia! (nel senso buono, intendo) a me ispirava soprattutto quella meno blasonata, cioè Chocolat, invece, come avrai potuto dedurre dal primo post, tutta questa bella seria di annotazioni è solo servita a fare il viaggio A/R senza essere usata. GRRRRRR
    Bye&besos

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  6. San Ginés è stata una tappa imperdibile. Era inverno e ricordo ancora il piacere di gustare quelle delizie calde immerse nel cioccolato...uno spettacolo, sia per gli occhi che per il palato!!! La carrellata successiva MI MANCA...dici che mi tocca tornare a Madrid??? Prenoto??? :D P.S. grazie per gli auguriiiiiiiiii

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