La valigiatrice 2a puntata

Era una notte buia e tempestosa?
Per dirla con quel personaggio dei fumetti, come si chiama pure quel cane? Bene, mi avete capito, no? Quel cane lì, bianco e dalle lunghe orecchie, si sarebbe potuto dire così.
E invece no! 
Arrivati a destinazione in quell'uggiosa mattina ottobrina, la nostra porteuse è goffamente scesa dal treno, sbattendo me e la mia amica sulla pensilina della stazione. 
Non era un gesto di stizza, era piuttosto il far cadere di peso due pesi che non si reggono più. Un po' di palestra, che diamine!
Poi, il suo sguardo non si è rivolto romanticamente al cielo, come l'altro personaggio di fumetti, quello lì, che è nato qui. Avete capito no? Quello sempre con quel ciuffo ribelle in testa e l'arietta da secchioncino...
(Tintin, particolare del Museo Hergé, Louvain-la-Neuve)
La porteuse prima ha osservato con una certa angoscia


le 3 rampe di scale, che invitavano cupamente al Centre Ville,


(Source:Flickr)
poi con disperato sguardo dal moto ondivago si è girata inutilmente, alla vana ricerca di qualcuno che la potesse aiutare.


Orbene: era lapalissiano che toccava solo a lei trasportarci alla fine di quel ripido tunnel. 
Non vi dico la Via Crucis! Alla fine di ogni rampa ci appoggiava su quei luridi scalini, fetidi di olezzi di presunte urine e vomiti post-sbornie trappiste.
Cosa intendo per trappiste? 
Lo scoprirete presto.


E tutto sommato, io, la valigiatrice, mi posso anche considerare fortunata! Giunta a destinazione mi sono fermata lì. Ormai svuotata dei contenuti, ho potuto finalmente riposare.


La mia amica Silvertrolley è stata sballottata per 1,5 km sotto l'acqua nella notte buia e tempestosa (già, perché, intanto si era fatta notte) per andare in hotel, raggiungibile attraversando il Bois de Lauzelle




per sentieri dai nomi sinistri, tipo: Promenade de la Nuit de Mai, Pendée aux becasses (che più che un'erta verso le beccacce, faceva venire in mente un'impiccata con annessi avvoltoi) e, molto allegro, il segnale indicante Fontaine de l'arbre qui pleure.
No, tutto bene, non pensate a mostri, borseggia...pardon, valiagiatori o maniaci. 
Il vero pericolo lo ha corso il mattino successivo, quando dovevamo ricongiungerci.


Nel tragitto a ritroso, sempre nel bosco, (e sempre sotto sottile pioggerellina), Silver ha rischiato di farsi travolgere da un età-eterogeneo plotone di bufaletti belgi in mountain bike, pardon in VTT. 
E tutti a dirle bonjour, hallo, morgen, morning e auch!...
Per la cronaca: auch! non è un saluto da MTBiker, ma l'imprecazione dell'ultimo nel momento in cui la fida bici dalle ruote grasse gli è scivolata via e lui cadeva goffamente nel piccolo stagnetto ai lati del boschetto che Silvertrolley invece doveva varcare su un ponticello diremo...scivolosetto.


(Monumento al biker Louvain-la-Neuve by Nela San)


Insomma: non è stata una passeggiata. E non è ancora finita. 


Continua.... Fuori dal bosco.

4 geo-commenti:

  1. Chissà se Snoopy, cane pantofolaio, avrebbe seguito la porteuse per erte, rampe e strade sterrate...
    A me invece piace molto farlo.
    Grande Nela, questo grafhic novel è una gustosa e bellissima avventura!

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  2. Buone le Trappiste! Sono curiosa di leggere il seguito!

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  3. I posti che tu racconti, cara la mia valigia, li conosco benissimo. Ma tu me li fai apprezzare (come dire?) da un'altra ottica. Ora vorrei solo sapere dove è andata a finire Silvertrolley e se, alla fine, è riemersa intatta dal bosco. A la prochaine...

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  4. @giacy.ta Beh, cara gemellina, diciamo che anch'io l'avrei fatto volentieri, con la giusta attrezzatura, fatta di scarponi, zaino, poncho impermeabile. Invece avevo scarpe normali, la Silvertrolley e un ombrellino da viaggio dispettoso che ogni 5 min mi si chiudeva in testa. Risultato: Bronchite GRRRRRRR
    @Clara trappiste in arrivo sul... vassoio della 3a portata. No, volevo dire: puntata.
    @Grazia già scusa l'incursione...un po' di pazienza perché anche qui non poteva che esserci il mistery da scoprire...
    Bye&besos

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