La valigiatrice 3a puntata

Quando vi parlavo di ricongiungimento fra me, la valigiatrice, e Silvertrolley non usavo il vocabolo giusto.
Ma io non sono la porteuse, che dosa e sceglie oculatamente ogni sua parola! 
Già, la porteuse....Vorrete sapere cosa ha fatto nei suoi momenti di libertà.

Andiamo con ordine.
Con sommo disgusto, devo ammettere che si è data al bere. Le avevano detto delle birre prodotte dai monaci trappisti, (sei le originali in Belgio).
Con la scusa di confrontarle con quelle  di Monaco di Baviera e di degustarle, ne ha provate alcune. 
Sembra abbia detto:

"Se cambia anche il rispettivo bicchiere, magari hanno sapori diversi!"

Achel, dal monastero di Notre-Dame di Sant-Benoît, prodotta dal 1850, nelle versioni Bionda e Scura.
Sfoggia il logo esagonale del Authentic Trappist Product, che, come tutte le omologhe, sono vendute per sostenere il monastero e la carità.
Dal nome della città natale del Principe di Chimay, l'abbazia di Notre-Dame de Scourmont è in una grande radura nelle foreste delle Ardenne.
Prodotta con un'acqua particolarmente morbida, un terzo della produzione è esportata e l'imbottigliamento è eseguito in un impianto industriale da laici, per non perturbare la vita monastica.
Le varie colorazioni delle etichette (Dorée, Rouge, Blanche, Bleue e Grand Réserve) contraddistinguono i diversi gradi alcolici.
L'abbazia di Notre-Dame d'Orval è famosa, oltre che per la birra, per la produzione di un formaggio tipico.
L'etichetta raffigurante un  pesce con un anello, riporta alla leggenda della sua fondazione, che narra di come Matilde di Canossa, in visita al luogo, smarrì l'anello nuziale nel fiume. Le sue preghiere per ritornarne in possesso furono ascoltate: una trota affiorò dall'acqua con l'anello in bocca. Sembra che Matilde esclamasse: "Questa è davvero una Valle d'Oro", da cui il nome Orval.
Lo stesso fiume fornisce ancora l'acqua al monastero e al birrificio per la Orval Trappist Ale (La Regina delle Trappiste) e la Petite Orval (esclusivo consumo dei monaci).
L'Abbazia di Notre-Dame de Saint-Rémy produce la Rochefort dal 1595, conservandone gelosamente il segreto. Non è aperta al pubblico.
Colore del tappo e bollino con numero sull'etichetta contraddistinguono la gradazione alcolica: 7,5% vol. per la 6 dal tappo rosso, 9,2% vol. per la 8 col verde e la 10 col blu con 11,3% vol.. Quest'ultima ha sapore dai sentori di frutta candita, fico, miele, spezie piccanti, liquirizia e cannella.

L'Abbazia di Westmalle si trova nella provincia di Anversa ed è la più grande industria fra le trappiste in Belgio.
Singolare il fatto che nel 1921 fu deciso aumentarne la produzione per risolvere i problemi finanziari della Comunità.
Tre le versioni: Dubbel e Tripel, commercializzare e una terza, Extra, prodotta solo due volte l'anno e non in vendita.

Le trappiste dell'Abbazia di Notre-Dame de St. Sixtus di Westvleteren, è quella dalla diffusione più modesta.
Singolare caratteristica, le bottiglie non hanno etichetta, gradazione alcolica dei tre diversi tipi (contraddistinte da tappi di colori diversi) e le informazioni richieste per legge, sono quindi stampate sul tappo e, per mancanza di spazio, è l'unica a non avere sulle bottiglie il logo ufficiale di prodotto autentico trappista.

Dopo le birre non poteva mancare la bevanda da cui ha una vera e propria dipendenza: il caffè.

Attratta dal logo di uno dei produttori italiani più conosciuti della suddetta bevanda, si è fiondata dentro il Natural Caffè (196, Avenue Louise - Bruxelles), a bere un'espresso. (Foto by Nela San)

Le opere pittoriche esposte nel locale, rivedute e corrette sul tema, l'hanno ispirata a tal punto che, dopo aver visitato il Musée Magritte, cosa credete abbia acquistato nello shop del Museo?

Continua...
e mentre voi sciogliete l'enigma, vado a sciogliermi del miele nel latte.

6 geo-commenti:

  1. Lo so ,lo si cosa hai comprato al Musèe Magritte .Ce l'ho anch'io ( da sei con relativo ....). Ho detto troppo?
    Quanto alle birre io bevo Tongerloo.L'hai provata?

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  2. Io sono una fanatica della Westmalle, quante ne ho bevute!

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  3. Bello seguirti per le vie di una città tanto affascinante quanto Bruxelles! Di birre ne so quanto di astrofisica, cioè nulla. Ma so che mi piacciono quelle di grano, ecco, questo lo so.
    Saluti!

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  4. @Grazia Lo so che sai del mio acquisto ;-), ma tu le hai tutte col cappello? Quanto alla Tongerloo, suggerisco a chi le può provare e tu sai anche qui a chi mi riferisco.
    @Clara Beh, la Westmalle non sono riuscita a gustarmela, ma c'è chi lo ha fatto (chi le ha ricevute come cadeau)
    @Duck Di vie di questa città non ne ho purtroppo viste molte e tu sai che una persona che ci legge ne sa molto di più. Quando l'andiamo a trovare?
    Bye&besos

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  5. Va beh, s’è capito! Mi tocca girare il link del post al signor valigiesogni. Nella nostra cucina, troneggia ancora una bottiglia vuota di Chimay e forse anche di qualche altra birra belga di cui non ricordo il nome. In un breve weekend a Bruges (unico luogo del Belgio che ho visitato, eccezion fatta per l’aeroporto di Bruxelles, ma non credo faccia testo) ricordo che bevemmo birra persino cenando a base di pesce. Però che buona!!

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  6. Credo che il signor valigiesogni sarebbe contento di fare un tour enogastronomico in Belgio: Abbazie con degustazioni di birre e formaggi e, come dolce finale, visite ai maîtres chocolatiers.
    Volete che vi accompagni???
    Bye&besos

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