C. ha scoperto Arnaldur

Ebbene sì! C. ha ripreso a leggere gialli nordici e, dopo essere stazionata nella Svezia di Larsson e Mankell, ha optato per la lettura del più nordico dei nordici. O forse meglio dire del più lontano dei nordici, visto che parliamo dell'Islandese Arnaldur Indridason.


Di quell'isola lontana, si potrebbe definire la punta dell'iceberg, termine che per quelle latitudini calzerebbe - naturalmente - a pennello (o forse meglio dire a penna).
Fatto sta che l'Islanda, di autori di thriller ne vanta molti, anche se da noi non tutti tradotti. Per averne una panoramica clikkare qui sugli elfi....


The New York Times l'ha definito

"colui che ha posto l'Islanda nella mappa degli entusiasti del thriller nordico. Il suo stile austero applicato a un crimine di grande forza emozionale e complessità sociologica converte il romanzo in una storia realmente epica".


Mentre The Guardian, nella top ten dei 10 giallisti europei più moderni stilata quest'anno, metteva il suo nome al numero uno, tallonato da Mankell, dalla Vargas, dalla coppia Sjöwall and Wahlöö, da Markaris, Montalban, Izzo e, fortunatamente, anche da un italiano: il nostro Camilleri. L'unico.


C. nel suo linguaggio più efficace e diretto ha commentato: "Avrei potuto evitare di leggere questo filone nordico, così di moda. Ma questo qui, con quel nome impronunciabile, come anche tutti i suoi personaggi, dà dei punti a tutti gli altri che ho già letto. Se l'avessi scoperto prima, addirittura non avrei considerato Mankell e Larsson. E ora ti lascio, perché non vedo l'ora di riprenderne la lettura.  Ah, ovviamente ho iniziato dal primo romanzo...".

C. non l'ha mai visto in foto. Così ho pensato di pubblicarne alcune in questo post. A dimostrazione che di lui si dice che è uno scrittore che sorride poco e ride quasi mai, credo che l'ultima sia la più calzante.
 (Source: la vanguardia)
 (Source: el Periodico)
 (Photo Olivier Favre)
 (Foto Olivier Roller)
 (Source: TGS)
(Source: Le Figaro)

Nel discorso inaugurale che ha tenuto l'11 ottobre di quest'anno alla Frankfurter Buchmesse, dove il suo era il paese ospite, una delle frasi di maggior impatto è stata:


"la ricchezza di una nazione non sta nella Borsa, bensì nei suoi libri".


Già Arnaldur, spiegaglielo tu a quelli di S&P, Moody's e Fitch! 


Per il discorso completo alla Buchmesse, clikkare  discorso

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