Venditore di fumo?!



In questi giorni (e notti) di fitte nebbie, voglio scrivere di qualcosa sulla Bassa.

Molti, a Ravenna, abbreviavano con "Bassa" quella che in realtà si chiamava la strada della Bassa del Pignataro, un avvallamento che era forse l'antico corso del fiume Lamone, poi deviato dai romani di Ottaviano. Lì la terra sprofondava sotto il livello del mare, e con essa sembravano sprofondare la vicina chiesa di Sant'Agata martire e l'ancor più vicina Porta Sisi. ...

Chi la descrive così è Luca Ciarabelli, autore di origine umbra, che ha eletto da alcuni anni una delle province della Bassa, Ravenna,  come sua residenza di adozione temporanea; quando non abita, beato lui, in Messico.

Quella che però appare nel suo romanzo Il bambino che fumava le prugne (Il Maestrale, 2008 - Pagg 231) è una Ravenna estiva, canicolare, afosa, piena di zanzare, umida, calata nella sua parte artistica e paludosa, senza addentrarsi nel divertimentificio balneare.

Primo giallo ambientato nel centro storico della città, forse a voler segnare un confine di non belligeranza con i luoghi delle opere di un grande maestro locale, Eraldo Baldini.
Forse, ho detto. Giacché qui iniziano però i dubbi. 


Catalogarlo giallo?

I pareri sono discordi tanto quanto l’opinione – positiva o negativa- sull'imperatrice bizantina Teodora (vedi wiki), la cui immagine (sotto) si trova nella Basilica San Vitale a Ravenna. 
Meravigliosa riproduzione di uno dei tanti mosaici per cui la città supera, per la loro bellezza, quelli di Venezia.

Nei giorni in cui il libro uscì, mi ritrovai ad entrare in una libreria di Ravenna,  tappezzata all’inverosimile dalle copie del romanzo.
Un titolo misteriosamente intrigante e la copertina affascinante potevano rendere l’acquisto improrogabile. 
Tuttavia, memore di altri, fatti avventatamente sull’onda delle casse di risonanza dei media, mi decisi a comprarlo solo dopo mesi.

Il giallo partiva bene, il tenente Santo Ateo Miserino Buonaroti era un'interessante e ben miscelata combinazione fra il poliziotto di Hans Tuzzi, che si aggira nei meandri del mercato dell’arte, e il totemico di Camilleri, dall'idioma siculo afferrabile a livello nazionale. Altro punto positivo il linguaggio dialettale, romagnolo, che veniva qui ingegnosamente italianizzato. (Ciarabelli lo ha attinto dal patrimonio dei suoi pazienti più anziani di una casa di riposo in cui ha lavorato).

Qualche esempio? 
Gli si deve essere invornito il cervello... dal romagnolo "invurni" ad indicare persona inadatta a ragionamenti logici;
il tabacchino che fumava... dal ravennate "tabàc" che solo in questa zona significa ragazzino;
lo smataflone... che sta per ceffone, significato risalente, pare, ai ceffoni che un re longobardo di nome Smataflone II dava ai bambini della città, per far ricordare loro chi era il re.

Avanzando nella lettura sorgevano tuttavia perplessità o, per dirla come una professoressa di italiano: "...spunto iniziale buono, poi lo svolgimento si perde e non si chiude in modo coerente".

Ad un certo punto, più che il lato artistico alla Tuzzi o quello lessicale alla Camilleri, pareva trovarsi nelle atmosfere décalées della Vargas. Con un distinguo. Mentre la francese, scienziata di formazione, si preoccupa di spiegare razionalmente i fatti misteriosi a conclusione della trama, qui la storia si attorcigliava, si avviluppava attorno allo scrittore, come la nebbia di questi giorni.
Più la lettura procedeva, più si incartava lo scrittore, più si spazientiva la lettrice. Pazienza perduta a tal punto da aver voglia di dare all'autore due smatafloni romagnoli.

L'occasione ci sarebbe anche stata...


Nell'autunno dell'anno successivo alla pubblicazione, lo scrittore lo presentò in uno dei paesi della Bassa e...colpo di scena, esordì:
"...non era mia intenzione scrivere un giallo. Giallo è il genere che gli hanno attribuito...". 


Gli smatafloni? Non furono dati, ovviamente. Per due motivi.
Per la brutta fine che fece lo stesso Re longobardo, impalato nella piazza del paese dai ragazzini vittime dei suoi ceffoni e, per un secondo motivo che si spiega da solo: guardando il braccio, nella foto.


Ok, abbiamo preso un abbaglio. 
Il romanzo inizia con un cadavere, ci sono interrogatori, sospetti e indizi.  Il libro era collocato in libreria nella sezione gialli, ma NON ERA UN GIALLO.

Un po' come Magritte, che dipingeva ceci n'est pas une pipe o Teodora, che Francesco Guccini non canta proprio come imperatrice.

Scusate! Abbiamo sbagliato acquisto, forse abbagliati, o per meglio dire annebbiati, dalla grigia coltre che gravava quel giorno sulla Bassa.

Proprio come in questi giorni.


6 geo-commenti:

  1. Succede! A volte si tratta di antipatiche deviazioni; a volte di innocue perdite di tempo. Ma nella vita di un macinatore di libri, succede.
    E tu l'hai presa da gran signora, con molta filosofia!
    Saluti affettuosi

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  2. Mi hai fatto ridere! Peccato che non sia stato possibile quello smataflono (?)...Se lo meritava perchè str...o!
    Bacioni
    Quanto è bella Ravenna!La Theodora, la luce (color ambar?)dentro San Vitale, os vitrais...
    Stammi bene, Nela cara, e un Buon Natale per tutti!

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  3. Mi ha fatto molto ridere, e sorridere, questo tuo post sulla Bassa. Quanto mi piacerebbe imparare il romagnolo! Baci da una stranamente assolata Ravenna (al confine con Classe)

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  4. Sai che cosa penso? Che mi è venuta comunque voglia di leggerlo.Sarà per Magritte, sarà per gli smatafloni, ma mi sa che non appena torno in Italia, quasi quasi...

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  5. ciao Nela, buffa questa storia di annebbiamenti... comunque, come forse ci siamo dette già una volta, è diritto del lettore smettere di leggere un libro che non ti convince! però carina la faccenda del Re Smataflone, è da approfondire ;)

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  6. @Duck Mi piace la definizione di "perdite di tempo". Quella dell'incontro in questione fu "innocua" solo 8 km di auto per sentire banalità. Meno "innocua" quella fino a Pisa per non sentire un bel niente, visto che FJ Viegas non venne. Si vede che il 201o era un anno così...ma a Pisa non fui molto signora, non la presi con filosofia e mi avventai a mordere un...panino con la finocchiona. ;-)
    @MJ già i mosaici di Ravenna, quando vieni qua dalle mie parti?
    @Clara Se ti pio consolare anch'io non sono capace di parlare dialetto. Baci anche a te.
    @Grazia ecco, ora sono pure diventata promoter...
    @Elisa anch'io sono rimasta assolutamente sopresa da questo Re Longobardo. Quando si dice la legge del taglione!
    Bye&Besos a tutte!

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