Anne Zouroudi: Il Tweet a zampe all'aria

Gatwick aeroporto. Attesa (lunga) del volo; entrai da WHSmith per un'occhiata ai libri. Non cercando nulla in particolare, la curiosità si focalizzò sulle copertine dei romanzi. Autori, per la maggioranza, anglosassoni, italiani tradotti, pochi. Non c'era da stupirsi. Fu più il disgusto sulla carrellata delle copertine: tutte cupe, immagini trash, titoli in caratteri bold o pseudo-gotici che ben rivaleggiavano con quelli del quotidiano nazional-popolare tedesco Bild.
A fine scaffale, un piccolo libro risaltava per il suo dorso azzurro col classico fregio greco, preso fra le mani, si rivelò la copertina.
Il vispo e paffuto simbolo di Tweeter non era ancora nato, ma quel volatile (si scoprirà, leggendo, essere un'allodola) era più inquietante di tutte le immagini nelle altre pulp-copertine.
Fu così che acquistai il libro.
Anne Zouroudi (1959) è un'inglese che, smessi i panni di donna manager, decise di fare una vacanza "sabbatica" con la sorella su un'isola greca.
Si innamorò del luogo. Non solo,
 sposò un greco. Non sappiamo se il cognome sia quello da sposata o un nom de plume in onore della Grecia. Poco importa. Oggi vive nel Derbyshire, rivede ogni anno il suo ex-marito quando torna sull'isola dove hanno vissuto, mentre il figlio avuto dalla relazione, ha deciso di arruolarsi nell'esercito greco.
La serie de The mysteries of the greek detective si comporrà di sette libri, di cui già si conoscono i titoli di sei. Sette, come i peccati capitali e questo, il primo, tratta della lussuria, perché: "E' un concetto eterno - spiega AZ - e sono ancora oggi un codice morale molto buono da seguire. Io non sono a favore della religione, ma di continuare a vivere sotto una morale". (Foto by El Punt.cat)


Qualche blogger posseduto da nevrosi di leggere freneticamente un romanzo o più a settimana, per poi fregiarsi di "World Challenge Award", (premio virtuale, occorre leggere entro un lasso di tempo centinaia di gialli di tutto il mondo), lo ha stroncato. Per loro, inciampare in un libro senza ritmi serrati o non abbastanza avvincente, (page-turner, Ndr) è maledettamente grave, si perde tempo per il personale palmares. Da qui il loro infierire. Spietatamente.
Ognuno legga ai ritmi che gli sono più consoni. 
Forse qui siamo di fronte ad uno slow thriller, ma non poteva essere altrimenti. E se il Guardian o The Independent si sono presi la responsabilità di avvicinare AZ ad Agatha Christie, non credo sia di scarso interesse.
Dicevo, non poteva essere altrimenti. Come può procedere un'indagine di un detective, che arriva su un'isola per investigare sulla morte di una giovane donna e si trova ad affrontare una comunità chiusa, omertosa, piena di maldicenze, cattiverie e superstizioni, dove le donne non hanno granché valore agli occhi dei loro uomini, in cui l'onore non è personale ma coinvolge l'intera famiglia e, infine, la cui polizia locale risulta essere connivente e corrotta?
Thiminos è un'isola fittizia, dove la pesca e il commercio delle spugne, dava da vivere a migliaia di isolani, che le esportavano. Ora invece importa Tedeschi, Inglesi e Olandesi, lavoro duro per soli sei mesi, commerciando in birre, gelati e sedie a sdraio. Ma non è questa la Thiminos in cui avvengono i fatti, bensì quella invernale, spazzata dal vento forte e dalla pioggia. 
La trama, in breve, potrebbe prendere a prestito la canzone di Pierangelo Bertoli, Il Pescatore. Ma qui, Irini, la vittima e giovane moglie (non nata nell'isola) di un vecchio pescatore del luogo, ha pagato la storia di una relazione extra-coniugale facendo una fine orribile.


Il detective creato da AZ è Hermes Diaktoros. Arriva da Atene. E' grasso, (nella versione originale spesso citato come the fat man), inaspettatamente agile malgrado la mole, veste elegantemente, fuma, ha modi cortesi e un'ossessione maniacale per mantenere immacolate le sue scarpe da tennis. Versione moderna dei sandali alati calzati da Hermes, il messaggero degli Dei? Forse. In tutti i casi, la sua è una provenienza misteriosa.
"Non posso credere che mi abbia scambiato per un poliziotto. Le sembro un poliziotto? E mi vergognerei di me stesso se Lei pensasse che io "agisco" come un poliziotto.  [omissis] Scelga Lei. Forse io sono un mero filantropo. O forse sono un uomo ricco a cui piace semplicemente di immischiarsi nelle vite dei meno fortunati. Forse le autorità di polizia mi hanno assunto per combattere la corruzione nelle nostre forze di polizia più lontane. Forse sono tutte queste cose. O nessuna di loro. Forse sono stato inviato qui da un'autorità ancor più alta. Un'autorità "suprema". E' duro da sapere, non è vero Ispettore Capo?..." (Pg 220)
"Nella legge di questa terra, no (non ho autorità Ndr), non ce l'ho. Ma quando la legge di questa terra manca di fare giustizia - a causa di corruzione, ignoranza, o burocrazia, o paura, qualsiasi sia il motivo per il suo fallimento, è "mio" compito assicurarsi che sia fatta giustizia. E' il mio lavoro vedere che il colpevole sia punito".


Anche il suo modo di pronunciare sentenze ha qualcosa di..arcaico.
"La propensione ai frutti proibiti è di malaugurio"
Diaktoros scoprirà i buoni e i cattivi del microcosmo isolano. Così come sarà implacabile con quest'ultimi, sarà benevolo e magnanimo con i primi.
La sensazione che avremo è che sia stato mandato da quegli Dei dell'antica Grecia, della cui esistenza ancora crede qualcuno nell'isola. Isola che, dopo la sua partenza, sarà più onesta, più giusta, più pulita di quando vi arrivò.


Il (o forse è meglio dire i) responsabili dell'omicidio sono svelati. Resta la misteriosa provenienza del detective, più intrigante delle indagini che lo circondano. L'editore Sonzogno non ha creduto in AZ, dopo questo romanzo, disponibile quindi in italiano (Il Messaggero di Atene), non ha pubblicato i successivi. Per chi legge in inglese o spagnolo suggerisco di leggerli.


D'altronde, chi non vorrebbe, ai nostri giorni, incontrare una persona educata, gentile, corretta che si adopera per riportare giustizia dove non c'è? 








8 geo-commenti:

  1. tu sei una miniera inesauribile e io giallisticamente semianalfabeta, per osmosi colmo qualche lacuna

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    1. Ahahah, nessuno mi aveva mai paragonato ad una miniera inesauribile. Ok! Apprezzo, anche se ultimamente di inesauribile ho anche l'influenza grgrgr. Bye&besos

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  2. Un libro da leggere : la lentezza, la Grecia, la giustizia...Anche se influenzata non ne sbagli una..

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    1. Grazie. E' passato molto tempo da quando lo lessi. Mi ripromettevo di scriverne. In questi giorni di neve ed influenza ho avuto modo di rileggere i punti salienti per recensirlo. Ho anche pensato che comprerò di 3 della serie non ancora letti su internet. Fra un antibiotico e l'altro, il tempo per farlo c'è. Bye&besos

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  3. I ritmi lenti ben si adattano all'atmosfera spesso sonnolenta e sorniona delle isole greche, fittizie o meno che siano.
    Riprenditi, Nela San! Ti speriamo presto tornare la nostra bella e pimpante signora del giallo!
    Saluti affettuosi

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    1. Grazie cara, anch'io di questa influenza e della sua ricaduta non ne posso più! Bye&besos dalla Jessica Fletcher della Romagna-Scherzo, bye&besos innevati!
      PS oggi ho acquistato su abebooks.com gli altri 3 della serie, così il postino potrà finalmente ridire: "C'è un pacco, scende?" Ho quasi voglia di rispondergli che si può anche dire plico...

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  4. Mi è piaciuto molto l’appunto sulla lentezza (o, quanto meno, sul seguire il proprio ritmo di lettura). Ma davvero esiste un World Challenge Award? Paura!
    Rimettiti presto, mia cara. E vedi il lato positivo dell’influenza: libri, libri, libri, calduccio, libri…

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    1. Ebbene sì cara! C'è gente che probabilmente non ha nevrosi e se le crea apposta. Così esiste il World Challenge Award, il Nordic Challenge Award, il British Challenge e poi, onestamente, mi sono così smagata di leggere di quei blogger saccenti che facevano a gara a chi era più avanti nelle letture che li ho eliminati dal mio blogroll. Confermo: c'è gente che le nevrosi se le crea...

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