ASPEramente B(r)ugge-rati?





Quella notte Van In aveva dormito particolarmente male. Il caso Degroof lo teneva più impegnato di quanto non volesse. Dal punto di vista della criminalità, Bruges era rimasta un mortale nido di provincia. Il che poteva magari rassicurare gli abitanti, ma era senza dubbio frustrante per la polizia. Crimini spettacolari o che tenessero col fiato sospeso se ne vedevano molto di rado.
Van In era diventato commissario aggiunto e capo dell'investigativa; e in tutti quegli anni aveva sperato ardentemente in un caso fuori dal comune. Visto che non arrivava mai, il suo entusiasmo era andato via via affievolendosi. (Il quadrato della vendetta, Pg 74) 


Se in una città con tasso di criminalità pressoché inesistente si riesce a far tornare l'entusiasmo ad un commissario aggiunto, almeno nella finzione romanzata e nel suo sequel televisivo, lo si deve a chi è raffigurato nella foto d'apertura. 
Ovvio che non si parla del pennuto in secondo piano, forse a riposo dopo una cabrata sul ventoso (molto ventoso) Mare del Nord, bensì dell'umano in primo

piano, Pieter Aspe, definito il Simenon fiammingo da Le Figaro.
Con tale affermazione, non sappiamo se il quotidiano intendesse lavare la sciovinista coscienza del suo paese, per non aver mai dedicato in Francia una statua al vero Simenon, o volesse invece compensare i fiamminghi, facendo al contempo dispetto ai bistrattati cugini del Belgio francofono, visto che il creatore di Maigret è della parte vallona...
Velenosi dubbi a parte, ringraziamo l'editore italiano per la pubblicazione dei polizieschi di Aspe, altrimenti di impossibile lettura.
Motivo? 
Al solo tentare di pronunciare in fiammingo il titolo del primo, somigliereste a Paperino quando si arrabbia:  Het vierkant van de wraak.
Tradotto nel più semplice (per noi): Il quadrato della vendetta, primo dei quattro  tradotti, su trenta già scritti. (foto sotto relativa a pubblicità sul libro).


Ormai le trame sono rintracciabili dappertutto sul web, quindi preferisco solleticare la vostra eventuale curiosità con alcuni passi tratti dal romanzo.


Van In era noto tra i colleghi per essere un uomo sicuro di se', che non aveva paura di remare controcorrente (pg 130)
Versavel sembrava uno dei Village People in uniforme e sapeva di sapone di Marsiglia. "So, we meet again", esclamò querulo mentre Hannelore gli stringeva la mano. (Pg 196)
"Prooonto? Sono il comandante Evrard, passo".
L'ufficiale della gendarmeria era un vallone che palava un olandese tutto suo, anche se cento volte migliore degli strafalcioni che tiravano fuori certi francofoni. (Pg 311).  
Se mai la Brugge fiamminga, (in vallone Bruges) non avesse abbastanza turisti per essere stata proclamata dall'Unesco, nel 2000, patrimonio dell'umanità, ecco venire in soccorso Pieter Aspeslag, alias Pieter Aspe, che, onorando la cittadina in cui è nato, ha deciso di ambientarvi i suoi romanzi con il commissario Van In.


In un ventoso giorno di gennaio, la viaggiatrice ha visitato Brugge/Bruges, in compagnia di un famigliare goloso e di una cartina bizzosa.
Tempo poco, vento forte, freddo intenso e compromessi tanti.
Il famigliare goloso (per la quinta volta a Bruges) aveva richiesto di non ri-entrare in chiese o altri monumenti.
La cartina bizzosa, che si piegava nei punti sbagliati ad ogni bora-ta di vento, avrebbe dovuto segnalare l'Aspe tour.
La viaggiatrice si è arresa dopo non esser riuscita a trovare la residenza di Van In, in questa strada, per cui la foto è fonte Google maps....




Aspe-ramente B(r)ugge-rata?
La risposta al prossimo post.
Adesso però non bevetevi una birra come quando siete in attesa di quelli su Simenon, altrimenti diventate alcolizzati!
Beve e assaggiate invece, una di queste prelibatezze dalla Tea-Room De Proeverie, Katelijnestraat, 6 - 8000 Brugge


(Source: Nela San family)




   

4 geo-commenti:

  1. Mi sa che a qualcuna il Belgio ( vallone o fiammingo che sia) cominci a piacere. Merito anche di Pieter Aspe? Chissà. Comunque, benvenuta nel club !

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    1. Hai indovinato! Bye&besos o, bisous!

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  2. Post appetitoso. Solo che adesso, per placare l’acquolina, mi tocca fare un salto al bar qui accanto. E non credo che troverò niente che somigli lontanamente a quel vassoio lì…

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    1. In effetti era un gran vassoio e il posto molto carino. Se ti può consolare, la foto di quel tavolo vedeva la partecipazione della figlia golosa (come la chiama Duck) con le sue amiche. Quando invece lei ha accompagnato la madre "giallamente ferrata" (come mi chiami tu) ci siamo limitate a due cappuccini neanche tanto male e alla sola torta di mele. Bye&besos dessert-tiani.

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