Der -die -das: der Bär, die Berlinale, das Dunkel. Appunti sparsi su Berlino 1a parte


Berlino: luci ed ombre.


Die Berlinale
Festival del cinema in corso. A colpi di abiti scollati, attrici sfidano temperature polari sul red carpet. I colleghi maschi sfilano in più consoni cappotti e cappelli. Guardando le foto della cerimonia di apertura di giovedì sui quotidiani tedeschi e il contrasto dei piumoni, parka o giacche a vento a prova di venti artici indossati dai pazienti giornalisti, la viaggiatrice non ha avuto bisogno di chiedersi chi fosse vestito più adeguatamente. Berlino giovedì era sotto neve e sotto zero. Non i -21°C di domenica, ma pur sempre intorno ad un più caldo -10°C.




Der Berliner Bär 
Mentre in Postdamer Platz la speranza di attenuare il freddo passa attraverso un Bär stile tizzone-ardente-nel-caminetto, la viaggiatrice vede un altro orso (in tedesco Bär). 




Knut e Thomas Dörflein
(Source: La Repubblica)
Simbolo cittadino dal 1280, l'animale vide la sua umweltfreundlichere versione (traduzione letterale più amica dell'ambiente) nel 2006. Nello zoo nacque in cattività Knut, orso polare che attirerà moltissimi visitatori.Purtroppo anche lui è storia passata. Nel 2008, muore per infarto Thomas Dörflein, il guardiano che lo aveva allevato e, nel 2011, anche l'orso viene trovato morto, nel laghetto dello zoo.


Più immortale, quello di cioccolato che la viaggiatrice scorge guardare i passanti da dentro la vetrina di Fassbender & Rausch Schokolade. 
Meno attraente di Knut. Sguardo severo? Cosa aspettarsi da un orso prodotto da una pralineria che si trova nel mercato dei Gendarmi? 

E pensare che in passato la piazza aveva un più pacifico nome di Lindenmarkt, (Mercato dei tigli).
Con nomi del genere, come dar torto alle sensazioni della viaggiatrice quando dice che Berlino e in particolare la porta di Brandeburgo e la Straße des 17.Juni, che da qui parte verso quella che una volta era Berlino Ovest, le ricordano le parate di Hitler?  Quanti teutonici festeggiamenti di Capodanno le occorrerà vedere in televisione, per cambiare idea? Keine Hoffnung! (Nessuna speranza). Morirà prima. 
Eppure la sua è sensazione fondata. Pur con la scarsa luce che contraddistingue molte zone della città, ha intravisto a lato di questa larga strada un monumento che, seppure coperto da immacolata neve, le risulta arcigno:




trattasi di Sowjetischer Panzer. Russo, ma pur sempre un carro armato.


 (Source: BZ - Berliner Zeitung)
Das Dunkel
Di sera, avvicinandosi alla Spreeinsel, l'isola dei Musei sul fiume Spree, abbandonate le calde luci della zona ristoranti, calandosi nell'ennesima zona buia, può farsi strada l'idea che lì potrebbe benissimo essere ritrovato un cadavere riaffiorato dall'acqua gelida o lungo i percorsi pedonali. 
Deformazione da viaggiatrice giallamente ferrata? No. In mezzo a tutto questo Dunkel (in tedesco, buio) non siamo di fronte ad una pagina del giallo Gegen das Licht (Contro la luce) della berlinese Sabine Alt. Qui potrebbe anche solo esser morto per cause accidentali, giacché è consuetudine non spalare i marciapiedi.

Qualcosa di latino per fortuna c'è, ed è l'orario di chiusura del Pergamon Museum, che di giovedì prolunga l'apertura ad orari quasi spagnoli: fino alle 21.00. 
Quindi avremo tempo di parlarne nel prossimo post.
Bis bald (a presto).

7 geo-commenti:

  1. Che peccato che tu associ( come moltissimi, del resto Berlino con Hitler) e che tu ci veda soprattutto carrarmati. Che peccato che tu non ti possa lasciare andare al fascino di questa città dove ha battuto nel bene e nel male( sì, anche nel male) il cuore d'Europa. A Berlino ho visto i musei più belli , le opere d'arte più emozionanti. l'archiettura contemporanea più stupefacente e insieme ho rivissuto le memorie più dolorose ( e mai censurate o rimosse come in Italia) .Amo questa città di un amore smisurato e chissà che, andandoci insieme, non si possa fare un misto tra la tua diffidenza e il mio innamoramento. Perchè anche tu possa dire come me e, soprattutto, come Kennedy in un mitico discorso: " Ich bin berliner"

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    1. Cara Grazia grazie per questo tuo invito. A volte, i luoghi assumono deformazioni (sbagliate) dovute al nostro sentire del momento, all'essere in quel luogo in periodo negativi o al ritrovarvisi "forzatamente" senza poterli fruire in libertà. Questo lo so. Pertanto spero che questa tua esortazione e proposta possa tramutarsi in realtà. Nel frattempo, qualcosa è cambiato e ne parlerò nel prossimo post. Bianchi Bye&besos

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  2. La penso come Grazia che ha detto ( benissimo ) tutto ciò che ti avrei scritto a proposito di Berlino. :)

    p.s.
    l'ultima foto è fantastica

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    1. Immaginavo che questo post sarebbe stato "impopolare" verso una città che, al contrario, è molto popolare. Come ho scritto a Grazia, la prossima puntata avrà atmosfere e sensazioni diverse.
      Anche a me l'ultima foto è piaciuta: molto simile ad un'immagine veramente colta passando in auto vicino alla porta di Brandeburgo. Come si dice in questi casi? Questa l'avrei voluta fare io! Ma la macchina fotografica era "morta", a casa. Grrrrr. Qualcosa, comunque, con il mio umile telefonino, ho potuto scattare. Coming soon nel prossimo post. Brrrrrrr bye&besos (i "brrrr" sono i BR-ividi da freddo)

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  3. Concordo col giudizio di Grazia, è una città bellissima affascinante e piena di vita. Certo che è cambiata parecchio nel corso degli anni ma l'immagine di Berlino che mi si è stampata in mente resta quella del '90, il muro era caduto ma era ancora ben presente. E l'emozione per quanto stava succedendo era palpabile

    http://www.youtube.com/watch?v=eIwxVvWjlzY&list=UUjfkqgj4Dd2wAaZ_HwtKF2A&index=8&feature=plcp

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  4. Il tuo video è una delizia, anche se a guardarlo sembra di tempi lontani anni luce.
    Non ho ben capito cosa vendeva la gente per terra, a fianco del muro, ma sto diventando sempre più "cecata" quindi spero di essere scusata. Tschuss&Kuesse (versione tedesca di Bye&besos)

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  5. vendeva souvenir di pezzi di muro, ma andava forte solo quello decorato. I pezzi di cemento grezzo non li voleva nessuno

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