VADEMECUM AUTORE-VOLE: ESSE come SIMENON - 2

(Simenon a Parigi - Source: Archives Presses)
La prima parte del Vademecum Autore-vole si chiudeva con Simenon nella Parigi degli anni venti e trenta. 
Parlando del suo rapporto con editoria e stampa in generale, come per molti personaggi di spessore, troviamo luci ed ombre.
GS=Sim
uno fra i nom de plume più ricorrenti con cui aveva firmato gli articoli alla Gazzetta di Liegi e pubblicato i romanzi, prima di creare e scrivere sul personaggio di Maigret.


 F=Fayard Arthème
Non c'è storia d'amore [...]. Nessun personaggio simpatico e poi qui finisce sempre male [...] Non sono romanzi polizieschi, manca del tutto il lato scientifico. [...] Il protagonista poi è un semplice funzionario, né bello, né forte, né eccezionale... [...] non ci sono enigmi, quindi non c'è nessun romanzo poliziesco. Dove vorreste che andassimo con questo? Credetemi, non sarebbe possibile alcun successo.
Queste le argomentazioni tranchant di Fayard, suo primo


editore, che ne ostacolò la pubblicazione con parecchi stratagemmi, fra cui la pretesa di ricevere dall'autore tutti i primi sei titoli per pubblicarlo, pur convinto di andare incontro alla catastrofe. 
   


C=Critica
Malgrado per i polar potesse in parte contare sull'esperienza alla Gazzette come reporter sul campo e frequentatore degli uffici di polizia, la critica non fu generosa. Le stroncature giunsero fino a rimproverarlo di essere un industriale della letteratura, per la sua velocità di scrittura e l'ingente produzione. 
Beffardamente, proprio il settimanale del suo editore Fayard, Le Candide, si pose la domanda: "Quanto durerà?".
"... il vero mestiere di Simenon è quello di uccidere una persona al mese e poi scorpire l'assassino..." (Le Canard enchainé)
"...uno scrittore perfetto per trascorrere un'ora in treno, ma non si deve chiedergli nulla di più..." (Instransigeant)
"...non è altro che un onesto commerciante, in declino, perché si era messo in testa di scrivere un romanzo a settimana e ora ne scrive solo uno al mese..." (Le Cris de Paris)



 X=Xavier Guichard e il distintivo 0000
Iniziando a scrivere di Maigret, S. decise di documentarsi sulle procedure seguite nella brigata omicidi. Conobbe alcuni celebri commissari e Xavier Guichard, direttore della Polizia Giudiziaria di Parigi, che nel 1932 lo invitò al 36 di Quai des Orfèvres per chiarirgli i metodi.  La polizia apprezzò che finalmente nei gialli non venisse ridicolizzato uno di loro, come invece avevano fatto Conan Doyle e Agata Christie coi loro detective privati.


S. tornò alla Grande Maison (come era chiamata la sede centrale della Polizia Giudiziaria) nel 1952 quando con cerimonia solenne sancita con tutti gli onori da prefetto, commissari e ispettori, grati di aver fatto conoscere la Polizia Giudiziaria di Parigi. C, ricevette il distintivo da commissario a nome Maigret, col numero 0000.


 E=état de Roman
Simenon affermò sempre di sapere perfettamente se la stesura del romanzo sarebbe durata dieci, nove, otto o sette giorni. 
Mediamente sette erano i giorni per scriverlo, segnati con croci in rosso, e quattro per la rilettura, con croci blu sul calendario della TWA. (Foto: Domenica di Repubblica)


 H= Hitchcock
Alfred Hitchcock lo chiamò una volta al telefono e quando la segretaria gli rispose che stava scrivendo un romanzo, lui non si scompose e con la sua solita flemma rispose:
"Ok, allora aspetto in linea".

















G= Gaston Gallimard
Abbandonato Fayard, S. inizia il rapporto editoriale nel 1933 con la casa editrice francese più ambita (annoverava Conrad, Kafka, Camus e Sartre). S. cercava un nuovo editore con cui pubblicare un libro al mese, l'allora patron, Gaston Gallimard, un autore di punta per qualità ma anche per quantità. Le cose non andarono esattamente così. Il rapporto si deteriorò anche a causa delle pretese sempre più esose di S. che incolpò all'organizzazione editoriale il calo delle vendite.

 N= Nielsen Sven 
Nel 1945 S conosce a Sven Nielsen, figlio di librai danesi, arrivato a Parigi per acquistare sette case editrici che andavano sotto il nome di Les Presses de la Cité. 
Sarà l'inizio di un sodalizio letterario, pubblicherà 140 opere di S., economico, ognuno deteneva il 45% di proprietà, ma anche di profonda amicizia, fino alla morte dello scrittore. 


Fine seconda parte
come in precedenza , suggeriamo bere una birra belga, in attesa della terza

14 geo-commenti:

  1. Straordinaria la risposta di Hitchcoch e grande l'abbaglio della critica a non capire la grandezza di Simenon scrittore.Come poi facesse a scrivere tanto e sempre con una qualità tanto alta rimane un mistero .Chissà se lo chiarirai nella prossima puntata.Un abbraccio

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    1. Ci saranno altre puntate, come puoi ben immaginare, il materiale abbonda.

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  2. Mi fermo a Simenon,grande autore,non solo di Maigret,ma anche della umana condizione.

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    1. Non ho letto molto delle sue opere, aldifuori dei gialli, ma più mi sto documentando e più scopro lati inconsueti ed interessanti.
      Grazie del tuo contributo

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  3. la critica mostra sovente una ammirevole lungimiranza, a quanto leggo.

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    1. Esatto, la critica non fu tenera e un'altra delle cose su cui lo criticò fu l'impiego del linguaggio ed anche in questo caso ci sono elementi molto contrastanti di cui parlerò nei prossimi post.
      Bye&besos
      PS certo che io sono l'asso di briscola (come si dice qua da noi) per andarmi a complicare la vita: inizio un Vademecum Autore-vole proprio con uno scrittore prolificissimo! Avessi scelto Anthony Bourdain era più semplice: molti libri di ricette, ma un solo libro giallo (almeno per il momento)

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  4. Bello post! Si, Simenon è senzaltro, como dice Constantino, uno dei grandi scrittore della condizione umana! "45º à l'ombre" o "Quartier Nègre" sono storie straordinarie.
    Le storie "dure", come diceva lui.
    André Gide lo ammirava molto.

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  5. Grazie MJ, è sempre bello vederti passare sul mio blog! Bye&besos cara amica portoghese!

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  6. Ti avevo lasciato un commento ma non lo vedo. Forse il malefico chapka ( si scrive così ? ) ha colpito ancora.
    Ti avevo scritto che ero stata anni fa al Quai des Orfèvres ed avevo esposto ad un commissario senza baffi e pipa il mio caso: mi avevano appena borseggiato.
    Molto bella questa tua rubrica:)

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    1. In effetti sono accadute due cose: il commento non era arrivato, e, la seconda, non so del "malefico Chapka". Sapevo del "soffio malefico" , ma non del Chapka. Mi erudisci?
      Quanto al soffio malefico quest'anno sta colpendo un po' troppo. L'ultima ieri mattina, ma la posto in "Alegra-mente vostra", anche se c'era poco da stare allegri.
      Quanto al commissario senza baffi e pipa, non mi stupirebbe se non fosse venuto in capo a niente! Avrà pensato "Ah, les italiens!".
      Grazie per i complimenti.

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  7. Mi riferivo alla verifica delle parole, forca caudina di chi vuol commentare. Ho controllato ( ! ) si scrive CAPTCHA.

    Il commissario non ha risolto il caso, indovinato! :)

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    1. Odio quel sistema di verifica! Primo perché mi fa sentire ancor più "cecata" di quel che già sono, secondo la pronuncia di questa parola ha un orribile suono onomatopeico.
      Quanto al commissario: non è un caso se la maggior parte di loro, solo nei romanzi, risolve i casi: non per niente gli inglesi chiamano questo tipo di letteratura "fiction"
      Bye&besos (né Captachiani né francofili)

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  8. Ti lascio questo link. Penso ti farà piacere.:)
    Ho fatto la stessa cosa ( ho lasciato il link dei tuoi post ) dall'altra parte:)
    Tra bibliofili...

    http://dispersioni.wordpress.com/2012/03/01/le-venti-librerie-piu-belle-del-mondo/#comment-283

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    1. Grazie giacy.nta, lo vado subito a visitare!
      Bye&besos bibliofili!

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