Driving like an Egyptian

Forse erano le cinque, o poco più, quando la viaggiatrice si svegliò al richiamo all’esortazione Pregare è meglio di dormire, (recitata solo per la preghiera del mattino, Salat al-fajr).
Non capita tutti i giorni - pensò - di sentire l'adhān, (il richiamo) dell'incaricato a ricordare l'obbligo di effettuare validamente la preghiera islamica, cinque volte al giorno.

Si domandò anche se fosse meglio svegliarsi lì col salmodiare del muezzin, piuttosto che sulle onde della radiosveglia. Pessimo modo in Italia di iniziare la giornata con reazioni dissontanti:
-   velenosamente nervifiche causa annunci pubblicitari di auto di grossa cilindrata full optionals in cui dentro-manchi-solo-tu,  
-   deprimenti, per l'infinito baratro della disoccupazione giovanile,
-   imbufalite, a fronte della perseverante diabolica minaccia dell’AD della Fiat di chiudere stabilimenti in Italia.





Si affacciò alla finestra che le mostrò i prodromi di quella giornata.
Il terrazzino era lo stesso del 1920, ma la piramide velata dallo smog era quella del 2012. 
Iniziò così: pronta non tanto a cavalcare un cammello dei tempi di Lawrence d’Arabia, quanto a montare su una snake-mobile, di dimensioni simili più ad un verde aspide di Cleopatriana memoria, che a quelle della Batmobile.

Portrait of Space 1937 from Top Great Pyramid, by Lee Miller
Scordarsi il solitario Mena House degli anni '30 nella pressoché intonsa distesa di sabbia. Intorno ben poca cosa. Oggi Città e case di Giza, New Giza, Pyramids Heights e il Cairo si sono moltiplicate a dismisura. Disordinatamente in certe aree, ordinatamente uguali in stile inglese in altre più residenziali, su dominanti promontori delimitati da verde e sbarre come simboli di ricchezza.

Il viaggio in auto da Giza al ramo ovest del delta del Nilo, chiamato Rashid, Rosetta, (località in cui nel 1799 fu ritrovata la Stele di Rosetta, oggi al British Museum) è un rally? Un videogioco per joystick-addicted? Un test attitudinale?
La viaggiatrice ancora non sa rispondere.

Le corsie sono un’ipotesi.
Le deviazioni, spostamenti rocciosi, forse messi da Madre Natura, correlati non da segnaletica, bensì da micro-discariche polverose di plastiche e detriti vari, collocati dal vento.
I paracarri ai bordi, invece, sono spesso carcasse di animali di ogni taglia, orribilmente mutilati, lì giacenti per crudele destino automobilistico.

Quando quelli vivi però si prendono la rivincita, invadono la strada in gregge di indignados i cui muggiti e belati si fondono in concerti polifonici coi clacson degli automobilisti. 
Clacson: parte dell'auto più sfruttata in Egitto, dopo il sedile di guida.  


Con queste premesse, la viaggiatrice sperimentò per 2h e 45 la strambata, manovra tecnica che, in navigazione marittima, designa cambio di direzione della tavola a vela rispetto al vento, nella circolazione egiziana invece sta per:

“giro il muso dell’auto di circa 70° ovest rispetto alla cunetta, sennò ci lascio la coppa dell’olio, e poco male se rischio un frontale con chi proviene dal lato opposto di marcia; mi passeranno a fianco, a destra o a sinistra, dove c’è posto”.
La foto sopra ne è l'esempio. La snakemobil della viaggiatrice non era parcheggiata, ma in atto di strambata, quindi in movimento, serpeggiamente sgusciando fra il camion di fronte e il trattore di fianco. Anch'essi in clacsonante movimento, ovviamente.

Il cosiddetto “dissuasore di velocità” in realtà non è un semplice dosso. Affiorante quando meno uno se l’aspetti, è invisibile e infido come un troll islandese, ma orrorificamente gigantesco come un valico alpino.

- Perché sono così alti? - Chiese la viaggiatrice.
- Perché siccome da questa strada passano molti camion, più bassi non servirebbero a niente.

Già, peccato che mentre il suo compagno di viaggio, nonché autista, stava approcciando l’ennesima strombata, un camion si avvicinava da dietro minacciosamente, incurante del medesimo dosso e del rischio tamponamento, ma ben interessato a superare sul lato destro di snakemobil.

Perché poi Spielberg non avrà girato Duel in Egitto? Sarebbe stato molto più efficace qui.
Avrebbe potuto sostituire la Plymouth Valiant del 1970 con un più economico mini-micro-bus, come questo. 

E come attore, anziché David Mann, il guidatore del suddetto.
Come chi?!
Ma quello aerografato nel retro del tuk-tuk!

Non vi sembra abbastanza fotogenico per il ruolo da protagonista?

Tutte le foto sono prese dall'auto in movimento. 
Nela San si scusa per l'imperfetta qualità e se risultano sfuocate o mosse.
La viaggiatrice ha sobbalzato per i dossi, sussultato per gli animali decapitati, trasalito per i frontali sventati.
Il parabrezza non era pulito ovviamente, ma esente comunque da rotture di sassi o sfondamenti di testa della sottoscritta causa rischio tamponamenti nelle fasi delle molte strambate. 
Avremmo voluto dichiarare che gli animali della foto non hanno subito maltrattamenti, ma non ne siamo sicuri...

6 geo-commenti:

  1. Forse non ti piacerà sentirtelo dire ma, mentre tu ti destreggiavi tra animali disarticolati e tenebrosi autisti di tuk- tuk, io comodamente seduta sul divano, mi divertivo scompostamente alle tue avventure/ disavventure egiziane. Continua così...

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    1. Beh, almeno qualcuno si è...sciolto dalle risate, mentre la sottoscritta cercava di celare la sua paura in una "finta" reazione composta.
      Bye&besos sconquassanti.

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  2. Bello ritrovarti qui! Belle le tue avventure egizie :-)

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    1. Grazie Clara. Non sono Indiana Jones, ma comunque...
      Bye&besos geroglifici

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  3. Dai, ti sei divertita, ammittilo! Ti ho vista, sai? ( specchietto laterale della snakemobil ) :))

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    1. E pensare che credevo che l'apparecchio fotografico mi nascondesse! Troppo piccolo!
      Bye&besos fotografici.
      PS qualche volta, però, ti garantisco che il volto malcelava l'espressione di paura.

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