Vacanza Empordà-nte 3a puntata

Uscimmo dal ristorante riconciliati con la realtà dei sensi. Ci fermammo a contemplare il mare, che nemmeno sotto la luce fredda dell'inverno riusciva a trasformarsi nella distesa minacciosa e cupa dei mari nordici. Era sempre il placido e familiare Mediterraneo, origine della nostra visione del mondo, del nostro gusto di vivere, del senso che davamo alle cose e dell'umorismo con cui le affrontavamo, ma anche dei chiostri dove il nostro mestiere ci aveva inaspettatamente condotti.
-Alicia Giménez-Bartlett Il Silenzio dei chiostri Pg 103-

Mare o montagna? Domanda di ogni giorno dopo colazione. Scelta la direzione, si aprivano i dizionari viatori di Nela San, partendo per zingarate di monicelliana memoria, magari con inaspettate varianti: scorgendo una piccola chiesa, attirati dal campanile di un paese o da una sola casa di pietra vissuta, eretta in un angolo di pura pace.
Quando tutto si raggiunge nell'arco di un massimo 70 km, deviazioni, suscitate da pura curiosità, senza assilli di grandi distanze da coprire o di ingorghi di traffico da evitare, fanno apprezzare il puro piacere del viaggio.
BEGUR
- Le cale e le spiagge più belle di tutta la Costa Brava...
- Già, adesso che non c'è nessuno. Immagina in estate! Con tutta la gente ammassata. Per forza non c'è posto per i cani!
- Qui però dice: luogo ideale per tranquillità, la sabbia nera conferisce un aspetto particolare e rende l'acqua di un blu molto intenso, soprattutto al tramonto.
- Proprio nera non sembra. Guarda quella roccia in mezzo al mare, non sembra uscita da un quadro di Dalì?
- Il colore è il suo.
- Di Dalì?!
- No, della roccia dei quadri di Dalì!
- Appunto...
(Begur, Playa Sa Tuna)
Non era la stagione della Fira d'indians.com,  il Festival che ogni primo fine settimana di settembre celebra con varie manifestazioni (fra cui le Habaneras, canti popolari cubani) gli indians begurencs, cittadini emigrati e arricchiti in America, soprattutto a Cuba. 
Ma proprio perché era solo marzo inoltrato, le nostre due si gustarono appieno il paese.

Un luogo che si contraddistingue per Les cases d'indians,  (video di una visita guidata qui) e per le torri del XVI sec disseminate nei suoi dintorni e nel paese costruite a difesa delle scorrerie dei pirati, come la Torre Pella i Forgas (a lato) e quella del Mas Pinc, di cui fu proprietaria una celebrata artista spagnola.
Il Pinc è una tipica masía, casa rurale isolata nella campagna catalana, i cui canoni costruttivi si differenziano da luogo a luogo. Quando si trova vicino alla costa, ha più vani aperti, portici e logge. Il corpo dell'edificio principale di solito a due piani, ha la parte anteriore rivolta verso Sud e questa in particolare ha ancora la torre difensiva, indispensabile nel XVII secolo per la vigilanza costante e la difesa dalle incursioni dei pirati.
Carmen Amaya (2-11-1913/19-11-1963)
La casa fu acquistata nel 1961 da Carmen Amaya. Può sembrare strano che una donna, nata in un barrio di Barcellona nel 1913 e che esordì presso il famoso ristorante barcellonese Les Set Portes in pubblico a soli sei anni ballando, sia diventata una delle migliori ballerine di flamenco. 
Eppure, in quel suo sguardo, nero e profondo, si scorge qualcosa di fiero, tipico dei gitani e degli andalusi, di cui il ballo è il mito danzante. 
In questa dimora visse e morì due anni dopo. 
Attualmente il Pinc appartiene alla municipalità di Begur, da qui uno splendido sentiero arriva ad una delle calette più belle della zona.

Prendendo a prestito le parole d'apertura, noi vogliamo sperare che lei abbia chiuso i suoi occhi con la visione di questo placido e familiare Mediterraneo, origine della nostra visione del mondo, del nostro gusto di vivere.
   
segue...

6 geo-commenti:

  1. La solitudine di questi luoghi fuori stagione li rende più belli ed è più facile capire l'ispirazione che può averne tratto Dalì. Certo che ovunque si sia, tra la Spagna, l'Italia, la Grecia basta la visione dello stesso mare per sentirsi a casa.

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    1. Completamente d'accordo: non sarei mai riuscita a visitarli nel carnaio estivo!
      Bye&besos empordà-nti.

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  2. Concordo con Grazia: poche cose mi fanno sentire più a casa che il profumo inebriante della macchia mediterranea e della salsedine.
    Saluti affettuosi!

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    1. Macchia mediterranea e salsedine, senza strani odori di abbronzanti all'olio di cocco o qualsivoglia altro...
      Bye&besos profumati.

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  3. Boas reportagens! Adorei!
    Beijo,
    Manuela

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    1. Olà, bem que seria algo a fazer novamente. PS A minha amiga foi no restaurante D. Tonho, jantou bacalhau com grão de bico e acha foi um dos pratos melhores que comeu :-)) Obrigada obrigada obrigada - A prox vez tenho que ir eu tbm

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