Vicenza d'ombra, d'oro e di bianco

Decimo mese dell'anno: quando la viaggiatrice sente di solito un avvertimento fisico simile alla spia della riserva carburante dell'auto; cosa che la induce ad evitare escursioni in luoghi affollati e rumorosi, o kilometricamente estesi, labirintosicamente complicati e economicamente onerosi.

Vicenza non è forse una delle mete più conosciute del Veneto, stretta com'è fra l'universale Venezia, la religiosa Padova e la gastronomica Treviso. 

O=Ombra
Eppure, aldilà della mostra allestita da Linea d'Ombra, Raffaello verso Picasso, la città vale una visita. 
(Particolare di pannello riproducente manifesto della mostra, lato posteriore entrata mostra by Nela San)

Questa provincia veneta non solo racchiude un po' di tutte le altre sue corregionali, ha di più. 
Città natale di Fogazzaro, Pigafetta e, per i cultori del ciclismo, di Campagnolo vanta 

ponti e canali come Treviso.

A=Acqua Città d'acqua, martoriata dai suoi due fiumi da una pesante alluvione nel novembre del 2010. 
Come Firenze. 
E come il capoluogo toscano anche qui molto fu salvato grazie agli angeli del fango. (Loggia Valmarana)
Come Venezia vanta invece un Leone che, ali sul dorso, guarda dall'alto i passanti nella centrale Piazza dei Signori. 













B=Basilica

Piazza che rammenta quella delle Erbe a Padova. 

Là il Palazzo della Ragione, qui la Basilica Palladiana, patrimonio Unesco, (come tutto il centro storico di Vicenza), abbacina nel suo bianco splendente.





Sarà forse per quel tetto a carena di nave rovesciata che alla viaggiatrice venne la similitudine del transatlantico.

Questo l'effetto, percorrendo Corso Palladio, quando uno scorcio del palazzo, sembrava ammiccare dalla trasversale Contrà del Monte.

Ed è proprio sbirciandola da queste strette prospettive che si inizia ad intuirne la grandezza.









Camminare per il piccolo centro storico, significa permettersi di vagare col naso all'insù.

Oscillerete fra sguardi severi di statue o delle loro ombre (come nella foto a fianco) - impenetrabili osservatori dall'alto dei tanti palazzi palladiani.















 Oppure tenterete di scorgere qualche fortunato residente dietro le finestre a bifora di quelli risalenti all'epoca in cui la città era alleata con Venezia.

Come il Palazzo rosa salmone in Corso Palladio, altezza Galleria del Pozzo Rosso o questo a fianco, all'altezza del civico 65 dello stesso corso.






C=Cortili
Non accontentatevi di ammirare il colorato contrasto delle case che si affacciano su Piazza dei Signori con l'immacolato bianco della Basilica Palladiana, né, tantomeno, limitatevi al cortile del Teatro Olimpico. 
Osate entrare negli androni dei palazzi di Corso Palladio e dintorni: vi troverete in splendidi e decadenti cortili, pavimentati a ciottoli, con immensi portoni di legno, forse un tempo riparo di carrozze. 

E mentre la vostra testa si alzerà fino al quadretto di cielo, scorgerete muri immancabilmente scrostati interrotti, al primo piano, da lunghi ballatoi, simili alle case di ringhiera, dai balconi impreziositi da cascate di gerani parigini rosa, magiche grandi campanule color panna e plumbago di delicato azzurro violaceo.


Continua   



6 geo-commenti:

  1. Che bella che deve essere Vicenza, o sei tu a renderla così con le tue descrizioni? Mi dispiace non essere venuta con te per poter vedere la città attraverso i tuoi occhi.Sono sicura che mi sarebbe piaciuto molto.

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    1. È reciproco, giacché io avrei potuto sentir la attraverso la tua voce. Un abbraccio...palladiano

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  2. ci sono stata, solo che faceva un caldo atroce, però mi è piaciuta. In effetti non se la filano in molti...

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    1. Mi fa piacere leggere che anche tu hai avuto la stessa piacevole sorpresa che abbiamo avuto anche noi. Probabilmente, anzi, sicuramente, senza lo spunto della mostra, non avrei mai avuto occasione di visitarla

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  3. Una passeggiata per Vicenza insieme a te e a Grazia la farei volentieri, molto volentieri

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    1. Beh, e che aspettiamo! Organizziamola! Dico sul serio!

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