Venezia, la Cina e tu - Cronaca semiseria di una giornata veneziana

(Venezia - Piazza S. Marco - 6Nov 2012 by Nela San)
R=Rubber Boots/Parte 1
Se il mercante Marco Polo partì da Venezia per la Cina è normale che, per la proprietà transitiva, tre uomini d'affari siano partiti dalla Cina anche per vedere Venezia. 
Quindi, la viaggiatrice, per una volta in veste di cicerone, dopo aver consultato per due giorni meteo.it, maree nel sito Comune Venezia, Webcam in quà e in là e foto su facebook di allegri veneziani seduti a un tavolo in una calle pranzando con l'acqua sotto il ginocchio, decise di affrontare la cosa così: "Se domani (martedì 6 novembre) vogliamo andare a Venezia, bisogna comprare i Rubber Boots". E così fu.

M=Marsilio
"Si dice ai clienti cinesi che questa palazzina rossa, visibile dal People Mover da Tronchetto a Piazzale Roma, è la sede dell'editore italiano di Stieg Larsson ma, soprattutto, del loro connazionale Qiu Xialong, creatore dell'ispettore Chen Chao?"
La viaggiatrice non lo disse. In fondo, in Cina, per ammissione dello stesso autore,  i suoi romanzi passano il filtro della censura dopo modifiche e tagli, la città in cui sono ambientati, Shanghai è divenuta un'improbabile città H.E e Qiu Xialong vive ormai dal 1989 nel Missouri.

P&G=Parada e Gondole

Parada è il servizio di traghetto su gondola tra le rive del Canal Grande, attivo in 6 punti di collegamento: da Punta della Dogana a Santa Sofia. Effettuato con gondole più larghe delle normali, vogate da uno o due gondolieri. Viaggio: Euro 0,50 per i residenti, Euro 2,00 per i turisti. 
Un cartello giallo col simbolo dell'imbarcazione segnala la direzione per arrivare agli approdi, cosiddetti stazi, riconoscibili da cartelli verdi, sponsorizzati. 
Quivi giunti, la viaggiatrice propose un gondola ride, ma i cinesi preferirono mettere a prova l'idrorepellenza degli stivali (foto sotto), in mancanza dell'alta marea(come si evince da quella sopra).





GT=Global Tourist

Mentre ambulanti indiani vendevano multicolori masse gelatinose non meglio identificate e i rappresentanti della Cina riempivano gli iPhone di scatti del Canal Grande, un plotoncino di inclochettati giapponesi ritraeva lo stesso panorama in modo più slow. Economie a diverse velocità? Sul Ponte dell'Accademia succedeva anche questo.
Altro l'approccio russo a Venezia: una maestosa nube bianca di insolente sposa russa, apostrofava il partner con piglio deciso. Vista l'esile struttura che indossava il tutto e la mancanza di un corposo seguito, la viaggiatrice sospettò trattarsi di un set fotografico.
Tuttavia non fu abbastanza veloce nello scatto: dovendo tener d'occhio i suoi cinesi che stava per perdere. Cosa avevano visto?

Capitol vs Refolo
Su Riva degli Schiavoni avevano visto l'insegna dell'unico - ripeto unico - ristorante cinese sito dietro Piazza S. Marco e i Piombi. 
Ora: importa che l'insegna fosse il rivestimento di un cestino della spazzatura? Il richiamo fu giustificabile quasi come quello di una pizzeria per alcuni Italiani a Hong Kong (la viaggiatrice ne sa qualcosa).

Altro ciò che aveva in mente la viaggiatrice: i meravigliosi panini con sublimi farciture di verdure, formaggi o salumi, accompagnati dallo spritz di turno del Refolo (Sestiere Castello - via Garibaldi)

R=Rubber Boots/Parte 2
Ma ciò che suonò più beffardo fu il commento del gestore del ristorante, signora cinese dallo sguardo imperturbabile e qui residente da 25 anni, riguardo all'inutilità degli stivali fatti calzare dalla viaggiatrice.
Lei sapeva che quel martedì non ci sarebbe stata acqua alta: sarebbe bastato aver consultato the Chinese Lunar Calender che, oltre a segnalare le maree, ogni giorno dice cosa fare e cosa non fare. 
Ad esempio, martedì 6 Novembre suggeriva di non ...costruire canali.

La viaggiatrice non saprà mai se la medesima intraprendente locandiera abbia anche commentato che, in caso di marea, i negozianti suoi connazionali avrebbero prontamente messo in vendita nella città lagunare i medesimi rubber boots a prezzi da Repubblica Popolare, come recitava il quotidiano La Nuova Venezia, il giorno prima, 5 Novembre: 


Ma il bene più prezioso di questo fine settimana bagnata fradicio sono stati gli stivali di gomma. Più veloci della luce, i cinesi li hanno subito messi nelle vetrine dei loro negozi a prezzi stracciati: 15 euro giovedì, che via via sono scesi esattamente come la marea, arrivando ieri a 12 euro.
Un po’ per il timore dell’acqua alta, un po’ per la realtà della pioggia, è andato a ruba ogni genere di copriscarpe, inclusi quelli di plastica gialla di dubbio gusto ma di comodità certa che sono spuntati ale edicole e nelle tabaccherie.
Bagnati e infreddoliti, i turisti li hanno comprati a vagonate...
Per approfondimenti sul giallista cinese Qiu Xialong clikkare alla voce Scrittori cinesi nei Labels, la colonna qui a destra.
La foto in apertura non vuole mostrare il gabbiano vanitoso, quanto il debole tremolio della timida marea fuoriuscire dalla fogna. 

Anche questa volta, la viaggiatrice, si è rammaricata di non avere una fotocamera più potente. Ma quanto a Rubber Boots, non la batteva nessuno! 


14 geo-commenti:

  1. Che giornata! Giapponesi, russi, cinesi.... ma veneziani ce n'erano a Venezia?
    E, poi, degli stivali cosa ne hai fatto?
    Aspetto la prossima puntata....

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    1. Ah, penso che al massimo posso venderei ad altri cinesi! motivo: numero troppo grande per donne e troppo piccolo per uomini italiani. Però, però a ben pensarci che piedi hanno i Russi?

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  2. Sai che non sapevo che fosse quella costruzione rossa la sede dela Marsilio? Pensavo a tutt'altro quando la vedevo!
    Gustosissimo reportage. Hai offerto materia sufficiente per immaginarti alle prese con i tre moschettieri cinesi:)

    p.s.
    fantastica la I foto!

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    1. Grazie per i complimenti per la foto, ma il merito va soprattutto al tombino che era molto...fotogenico. Marsilio?! Per un attimo ho pensato di andare lì a far domanda di lavoro, ma se poi mi perdevo i 3 moschettieri????? Un' altra volta, magari!

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  3. Cavolo, la prossima volta avvertimi quando vieni. Baci
    Sonia

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    1. Cara Sonia, lo farò , anche perché visitando la figlia studente a Ca' Foscari, vedrai che prima o poi succede. Bye&besos

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    2. ma dai..
      lo sai che da vecchietta quale sono son tornata anche io studentessa a Ca Foscari?
      E' dura. Gli anni di differenza si fanno sentire

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    3. Macché vecchietta. Sono io la vecchietta che si era iscritta a cinese e poi ha dovuto desistere. Da vecchietta non ancora pensionata, non si può seguire il cinese la sera quando sei stremata dopo la giornata di lavoro (infatti quelle che riuscivano meglio al mio corso erano tutte delle allegre signore già in pensione). Tu, di sicuro, andrai benissimo. Vedrai che prima o poi ci incontriamo a Venezia. Bye&besos

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  4. città unica, in alcuni angoli e momenti

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    1. Pienamente d'accordo! Lontana anni luce dai Non-luoghi battezzati da Auge'. Grazie di esser passato di qui.

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  5. Quando sono stata a Venezia, proprio un mesetto fa, l'ho trovata sotto l'acqua alta: era la prima volta (non l'avevo mai vista in questa sua "foggia") e l'ho trovata splendida. Ingestibile soltanto in piazza san Marco e zone limitrofissime; per il resto, una meraviglia.
    Ho visto anche turisti che si toglievano disinvoltamente scarpe e calzini e, rimboccatisi i pantaloni, attraversavano la piazza a piedi nudi... orrore :-)
    Ma alla fine, rubber boots o no, sono stati contenti gli ospiti cinesi?

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    1. Beh, se hai visto le foto di ieri c'è' pure chi ci ha fatto una nuotata e snorkeling. Quello con la tavola...no, per me quello era un Photoshop . Comunque i cinesi sono stati molto soddisfatti. Gli ho comunque detto che Venezia non si compra eh eh eh

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  6. Grande!
    Bel blog, scritto bene,
    infatti poca gente che segue
    e, immagino, di qualità.
    Ciao

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    1. Oddio, adesso io non so se il mio sia un blog-di-qualità. Di sicuro so che non è certificato "Sincert" oppure "TUV (con la dieresi sulla "U") etc etc. Buona domenica

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