Geoffrey Holiday Hall: Quando è incerta "La fine è nota" (ed anche il resto)


Titolo: La fine è nota (orig:The end is known)
Autore: Geoffrey Holiday Hall
Editore: Sellerio
Pgg 311,  
Immagine di copertina:  David Hockney

Sellerio pubblicò il romanzo in occasione dei 40 anni dalla sua fondazione, e, a suo insindacabile giudizio, rappresentava uno dei punti cruciali della sua storia editoriale, suffragato dalla prestigiosa annotazione di Sciascia.

«Più di trent’anni fa, precisamente nell’autunno del 1952, alla stazione ferroviaria di Caltanissetta acquistai l’ultimo dei “gialli” settimanali Mondadori: La morte alla finestra di G. Holiday Hall. [...]

fin dalle prime pagine La morte alla finestra mi parve di qualità diversa, di livello più alto. [...]  mi parve che in quella pleiade si accendesse il lumicino del giovane Holiday Hall, intruppato tra i “giallisti” ma di miglior vocazione e di diverso avvenire. [...] Mi avvenne di leggere il libro qualche anno dopo, l’impressione di allora mi si confermò al punto che volli saperne di più. Scorsi l’elenco di tutti i “gialli” settimanali che erano nel frattempo usciti: ma non ne trovai altri di G. Holiday Hall. Andai a trovare Alberto Tedeschi, che della collana era direttore, per chiedergli di quell’autore, di quel libro. Tedeschi molto gentilmente cercò di soddisfare la mia curiosità, ma senza alcun risultato. G. Holiday Hall era scomparso dal mondo della detective story, né si era ripresentato al mondo letterario americano. Non ne seppi più nulla. Riletto dopo trentasette anni ancora mi pare valga la pena cercare di saperne di più sul suo autore. Un piccolo mistero che sarebbe divertente risolvere».

Quel giallo sull'autore non fece che risvegliare in chi scrive, la stessa curiosità che già provò nel cercare dove fosse scomparso Paul Mann.

Non era attratta dalla trama, New York e il Montana, ne' dall'ambientazione, gli anni '40: non sono questi i suoi canoni nella scelta di letture gialle. 

Eppure quell'inchiesta di Sciascia, quella sì, l'attirava,  
benché sapesse non aver sortito alcun esito positivo. L'editore americano di GHH ne aveva perso i contatti, così come quello francese, malgrado il libro (L’homme de nulle part, con conclusione diversa dall’originale), avesse vinto nel 1954 il Grand Prix de la Littérature Policière.
Qualcuno poi asseriva che quell'Holiday nel cognome faceva supporre un’identità fasulla, pseudonimo di un autore più noto che, con la parola inglese vacanza, presupponeva una pausa sabbatica e la sua sparizione. 
 E' grazie a un articolo di Giuseppe Fabbri, trovato sul web, se abbiamo un'unica sua foto, pubblicata nella prima edizione del '49 di Simon and Schuster Inc. (foto sopra) e una biografia brevissima: Geoffrey Hall was born – of that we are reasonably sure
In effetti lo era: nato a Santa Cruz, New Mexico nel 1913,  morto nel 1981.
Nella sua edizione, Sellerio ha tradotto alla lettera il titolo originale, ricollegandosi ad una frase nel testo, tratta dalla tragedia shakespeariana, Giulio Cesare, in cui Bruto dice:  "Oh, that a man might know. The end of this day's business ere it come! But it sufficeth that the day will end,. And then the end is known."


Poi, intelligentemente, ha minimalizzato l'immagine di copertina, del tutto diversa da quella disegnata a suo tempo da Jacono e, soprattutto, pubblicandone solo una parte. 
L'opera, dell'inglese David Hockney, intera, sarebbe così.

Come ogni giallo che si rispetti, il crimine si legge già dalla prime pagine. Bayard Paulton, vicepresidente di un grande magazzino, abita con la moglie in un lussuoso appartamento di New York. Qui, in sua assenza,  arriva un uomo che gli vuole parlare, ma che, come racconta la moglie di Paulton agli inquirenti, si getta inaspettatamente nel vuoto dalla finestra. 
Il magnate non conosce la vittima, Roy Kearney, non sa nulla di lui, ne' l'ha mai visto, tuttavia inizia una sua personale indagine a ritroso che lo porterà dal suo attico di Park Lane ad uno sperduto paesino del Montana, per ricostruirne la vita. Dunque, proprio quell'ambiente americano che non attrae la viaggiatrice. eppure...


 ...eppure leggendolo, affiorano alla memoria le solitudini umane di Edward Hopper, calate in certi paesaggi del nulla americano, come il paese da cui proviene Roy Kearney. 
Uno in particolare: "Gas",  popolato da un'unica figura umana, l'individuo dietro una delle pompe di benzina,  calzante con quella delle pagine del romanzo.

 Ma assonanze ed echi non finiscono qui: viene in mente la stazione di servizio gestita da George Wilson ne Il Grande Gatsby del 1974.

E intanto il romanzo si sviluppa elegantemente.  Appassiona, voracemente.

Si legge di Roy e si pensa a Wilson e a sua moglie Myrtle; alle loro assonanze con i personaggi di GHH. 

 Assonanze e differenze..

Questo libro sarebbe rimasto in libreria, se non fosse stato per Sciascia, senza arrivare nello scaffale della viaggiatrice e qui rimasto a lungo,  senza esser aperto. 

Se non fosse stato per la scelta di portarsi un libro, piccolo, maneggevole (meglio dire che dovrebbe esserlo, ma non lo è) in un viaggio di un giorno, non l'avrebbe iniziato; un po’  controvoglia, oltretutto.
Ma, lette le prime pagine non l'ha più lasciato. 

Gli anglosassoni li chiamano i page-turner books, libri così avvincenti da non riuscire ad abbandonarli fino alla fine. Cosa abbastanza ironica, visto il titolo: La fine è nota.

In realtà, la fine (del libro) non è nota per niente, quello che può sembrare un noir non è un noir, molto altro è diverso da quel sembra e via di questo passo, percorrendo luoghi squallidi di un’America remota, ma in cui i drammi personali sono meravigliosamente descritti.
   
Da consigliare vivamente.
 PS: La regista Cristina Comencini (A fianco con uno dei protagonisti del film, F. Bentivoglio) ne farà un film. Libero adattamento scritto insieme alla sceneggiatrice Suso Cecchi d'Amico, con un trasferimento temporale: dall'America del secondo dopo guerra ad una storia sul terrorismo nell'Italia degli anni Novanta. Film giallo coinvolgente, fu giudicato molto positivamente per le inquietudini e le ambientazioni noir rappresentate.


  

6 geo-commenti:

  1. La fine è nota: domani mattina vado a cercarlo in libreria!

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    1. Beh, credo non te ne pentirai. Buon fine settimana!

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  2. e come si fa, ora, a non leggerlo???

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    1. In effetti...io mi sono detta che avrei mancato la lettura di un bel romanzo ed era da tempo, credimi, che un libro non mi teneva così "incollata alla sedia".
      Buon week end anche a te, Monica.

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  3. CELO CELO! comprato fresco di stampa su consiglio del mio libraio di fiducia (allora esistevano ancora) e divorato in poche ore

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    1. Vedi, bisogna ripristinare i librai di una volta! Buona domenica, cara amica!

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