Liyuan Library ovvero: del Sapere nella Valle della Conoscenza



Se un uomo conserva diecimila volumi di libri vari, li fa rilegare in broccato prezioso e profumare di incenso raro, mentre egli abita in una casa misera, con un paravento di canne, finestre di carta e muri di fango, e si ricopre con un semplice vestito di cotone, quell'uomo può essere definito una persona straordinaria. (Proverbio cinese). 

Abituati come siamo ad ammirare altisonanti opere di archistar, questa foto parrebbe una misera parete innalzata e rappezzata alla meno peggio vicino ad uno di quei laghetti artificiali per pesca alla trota.



Avvicinandosi all'edificio tuttavia a qualcuno potrebbe iniziare a farsi strada il sospetto che dietro quella parete si celi qualcosa di interessante, magari richiamato vagamente alla memoria delle immagini del listelli di legno curvati a forma di guscio del Centre Cultural Jean Marie Tjibaou progettato da Renzo Piano a Nouméa.

Qui però siamo in Cina, nel piccolo villaggio di Jiaojiehe, nella Valle Zhihui (vuol dire conoscenza NdR) parte del municipio di Yanqi, nel distretto di Huairou alla periferia Nord-Est di Pechino e da qui raggiungibile in due ore in auto, per un'unica strada che si inanella sulle montagne.

E questa struttura, apparentemente insignificante, è una biblioteca di 175 m2.

Primo esemplare dei progetti di costruzioni di tipo rurale a destinazione sociale per cui è noto il professore dell'Università di Tsinghua, Li Xiaodong (sua la pluripremiata Bridge School a Fujian), ha pianamente centrato l'obiettivo di fondersi (è proprio il caso di dirlo) con l'ambiente. Il tutto per sette mesi di costruzione (Mar/Ott 2011) e un costo di un milione di yuan (=121.000 Euro circa), donati principalmente dal Luke Him-Sau Charitable Trust, mentre i libri sono donazioni di privati.


Motivo? La natura circostante in questo luogo è così suggestiva che non si poteva competere con essa; da qui la creazione di un ambiente di calma e contemplazione, lontano solo 5 minuti di cammino dal centro del paese proprio per dare un'esperienza di calma e ispirazione. 


Al tempo stesso la scelta del materiale è stata determinante, se ne cercava uno che rispecchiasse il luogo; lo si è trovato nei rametti di legno che gli abitanti del villaggio raccolgono e accatastano attorno ad ogni casa come legna da ardere nelle stufe da cucina tutto l'anno. Risultato: il rivestimento dell'edificio, 45.000 rametti di legno che ricoprono le pareti in vetro, è così ovvio che tuttavia suscita un forte effetto sorpresa.  Da questo elemento design deriva il nome della biblioteca: Liyuan infatti significa giardino recintato.



Recinto che tuttavia non è ostile alla natura stessa, permettendo la nidificazione degli uccelli e alle piante di arrampicarsi sul rivestimento dell'edificio, caratterizzandone un mutamento col passare delle stagioni, allo scopo di creare un senso di aspettativa e incertezza sull'evoluzione della forma.
  Altra curiosità: l'edificio non dispone di impianto elettrico, quindi l'orario di chiusura è alle 16,30, al tramonto.


Nel fondo valle, questa è l'unica struttura costruita dall'uomo, posizionata a guardare l'acqua e con le spalle alla montagna. Feng Shui? Prima dell'edificio un laghetto circondato da una spiaggia di ciottoli e attraversato dalla passerella per accedere alla biblioteca.

Il suo interno è semplice e rettilineo, impiega dappertutto pannelli di abete. 
I piani funzionali utilizzati come scaffali, gradinate e posti per sedersi rimane indistinto, mentre non è visibile nessun altro tipo di mobile.

La luce, filtrando attraverso le fessure dei rami contribuisce a rendere una luminosità calda, completata dai colori del legno di abete delle pannellature. 
  
Ogni dettaglio di questa biblioteca nascosta nella montagna richiama al Shangri-La immaginario descritto da James Hilton in Orizzonte perduto. Quanto a coloro che più potrebbero beneficiare di questo luogo - gli abitanti del villaggio - una rivista cinese di architettura ha commentato che, tuttavia, pare che l'elegante involucro della biblioteca abbia fallito lo scopo di infondere la passione alla lettura ai residenti.



Nella maggioranza dei giorni non è presente alcun addetto e l'entrata principale è chiusa, almeno in inverno - pare quindi che, nel complesso, il suo valore di  biblioteca pubblica debba ancora materializzarsi.

Noi invece, stanchi di non vedere materializzarsi progetti di casa nostra per lentezze burocratiche o soldi sfuggiti chissà dove, ne apprezziamo il valore; pensiamo che magari un'idea simile potrebbe essere utilizzata nell'Abruzzo del terremoto e per questo, oltre alle tante foto di repertorio, abbiamo postato anche quest'ultima, trovata su Flickr e scattata da Gu Xiaoguang: rende benissimo l'atmosfera di rilassatezza che si respira in questo eidficio.

Anche se non lo conosciamo, un grazie a Gu. 

4 geo-commenti:

  1. L'edificio è stupendo e suggestiva l'idea di progettarlo in ambienti di montagna, come nel nostro Abruzzo. Anche se purtroppo non basta un bell'edificio per ispirare la passione per la lettura.Comunque almeno occorrerebbe provarci...

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  2. beh, in effetti, anche là, come avrai letto, non ha sortito l'ispirazione alla lettura. Però, visto il costo e la mancanza di impatto ambientale, come edificio polifunzionale, credo, come te, che non sfigurerebbe nemmeno in certe nostre zone.
    Buon week end.

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  3. Bellissima, era stata presentata su una rivista di architettura qualche tempo fa.

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    1. Anche a me e' piaciuta molto, non so come spiegarti: forse a dimostrazione che anche umili progetti a bassi costi possono egregiamente servire ad un progetto?! Non che non sia affascinata anche dalle grandi opere degli Archistar, ma questa forse per il luogo in cui si trova, non poteva che esser fatta in questo modo.

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