La Festa del 17 Febbraio e la Biblioteca Classense


Oggi, 17 Febbraio, ricorre la Festa del Gatto, le cui motivazioni sono ben spiegate da Wikipedia.
La viaggiatrice ha pensato all'imperdonabile finora mancata celebrazione di tale festa, vista l'indole "gattara". 
Da cui la foto in apertura del suo gatto, in una pausa di estivo relax impiegando come quasi cuscino un giallo - ovvio - di Izzo.

Come seconda imperdonabile dimenticanza, quella di non aver mai taggato come "GGG Gatti Gialli e Geografie" tutti quei post che, in un modo o nell'altro, avevano richiami a questo animale.

Ma la terza e più imperdonabile mancanza è non aver segnalato le biblioteche/librerie con questi animali. In particolare una,  dove addirittura de ne sono quattro
La storia dei felini della Biblioteca Classense di Ravenna, le fu raccontata da Clara, carissima amica blogger e scrittrice, mentre stavano entrando in questo storico luogo, in cui, fra un giardino ex-chiostro di un convento e un reperto storico, regnano indisturbati.



LA STORIA
La cucciolata era rimasta rinchiusa nel cantiere della Classense e la madre, randagia, non riusciva a raggiungerli. Sentendo ripetuti miagolii, il lunedì mattina (era il 1° giugno 2009), i  lettori della Biblioteca iniziarono la ricerca. Fu così che, una volta trovati, vennero accuditi e svezzati, grazie alla vice direttrice Claudia Giuliani e a due sue colleghe, Claudia Foschini e Sandra Dirani. 
Caso riportato anche che da un quotidiano locale.

Fu il personale della Biblioteca a decidere quali nomi dare ai tre mici e all'unica femmina della covata: Obama, Dewey, Byron e Teresa (foto sopra, photo by Mantellini).

Dewey, come l'inventore della classificazione decimale usata in tutte le biblioteche del mondo e dal romanzo "Io e Dewey" che racconta di un altro gatto, ospite nella biblioteca dello Iowa, a Spencer, per 19 anni.

Purtroppo nell'ottobre del 2011, Dewey scomparve, non sappiamo se ritrovato successivamente.



Questo a fianco è invece Obama, in onore del Presidente degli Stati Uniti.

Sarà forse per essere coerente con tanto nome, che spesso dorme nella poltrona del Direttore dell'istituto.


Teresa (Foto Piazzi), deve invece il suo nome alla contessa Teresa Gamba Guiccioli, amata da Byron, durante il suo soggiorno a Ravenna.

Ed infine Byron, come lo stesso poeta inglese.

















Di seguito, alcune foto riprese da studenti che con loro giocano e studiano e, per favore, ora non parliamo più di topi di biblioteca.
Obama (foto by M. Frassineti)












Teresa (by M. Frassineti)












Dewey e Teresa (by Pulcina 1993)



































12 geo-commenti:

  1. Se quei simpatici gatti possono servire a pubblicizzare la biblioteca di Ravenna
    voglio proporre alla signora Mochi Onori
    di mettere quelche gallina nel museo, chissà che non funzioni anche qui.
    Ciao.

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    1. Massimo, mi hai fatto ridere di cuore! non conosco il museo a cui ti riferisci ne' tantomeno la gentil signora, ma se la tua proposta va in porto devi promettere di inviarmi le foto del suddetto museo con la citata signora e con i pennuti zampettanti nel locale, of course!

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  2. Stupendo! Viene voglia di andare alla Classense anche per coccolare i gatti!

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    1. Magari la prossima volta che vieni organizziamo per andarci insieme: tu li coccoli e io li fotografo e viceversa. Che ne dici?

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  3. L'amica Clara ti manda un abbraccio affettuoso da un'altra biblioteca spesso abitata da animali... ma qui ci entrano liberamente dalle finestre rotte! Baci dall'India

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    1. Che piacere sentirti e trovarsi a passare di qui! Sarei felice di vedere qualche foto di questa biblioteca indiana. Un abbraccio affettuoso e, se hai cambiato mail, avvertimi per mail all'indirizzo solito. Ciao, un abbraccio.

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  4. a giudicare dalla stazza di Byron i lettori forti devono aver avuto vita grama nel suo territorio di pertinenza...

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  5. Forse si o forse no, nel senso che anche i lottatori di sumo, dove non ci sono suddivisioni di categorie per peso, si trovano spesso a soccombere di fronte a un contendente che può avere stazza e peso inferiore. Un po' come succede ai 9 kg del mio gatto, che le prende sempre.
    Ps non è che seguo il sumo, ma il libro autostop con Buddha ne parla e quando lo avrò finito credo che sul Giappone saprò di tutto di più.

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  6. Gatti e libri, ho sempre pensato che stessero benissimo insieme e i tanti esempi, di librerie, di biblioteche (compresa questa) e di letteratura, lo dimostrano.
    Da lettrice e blogger gattara quale sono anch'io, per il momento (temporaneo) però sprovvista di gatto, questo tuo post non potevo proprio perdermelo (e ho fatto bene)!

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    1. Sì, che tu fossi gattara l'avevo già un po' capito e magari hai anche avuto un gatto di colore nero o sbaglio?
      Se verrai nella Bassa, andremo a vedere Obama, non quello degli States, quello della Bassa, il gatto della Classense appunto.

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    2. I gatti neri mi sono sempre piaciuti ma la mia gattina era una semplice soriana tigrata, con un musetto delizioso. Verrei anche subito nella Bassa, per dare una carezza a quei gatti ma soprattutto per conoscerti di persona! :)

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  7. che bel esempio di convivenza! e poi sarà anche piacevole avere un micio che si struscia mentre leggi...
    il mio preferito è Obama, tutto allungato sulla tastiera!
    un abbraccio cara Nela!

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