Jacob-und-Wilhelm Grimm Zentrum, senza sassolini e lupo mannaro


Guardando la foto della Biblioteca intitolata ai Fratelli Grimm, presso la Humboldt Universität di Berlino, la viaggiatrice si è chiesta se anche i suoi meno assidui frequentatori non siano indotti ad usare i mitici sassolini di Hansel e Gretel, per non perdersi in quella vastità tutta uguale.

Certo non si può obbiettare che il progetto dell'architetto Max Dudler non sia ultrarazionale, con scansione ritmata (quasi da passo marziale) dei pieni e dei vuoti delle vetrate e dei muri di facciata in pietra calcarea dello Jura.

Razionalità del labirinto? 

Per rimaner sulla geometria, un parallelo ai piani del film Il Nome della Rosa potrebbe ravvisarsi.

E scusate se la viaggiatrice vi trova rimandi all'attualità:
all'ingarbugliata situazione politica attuale, allo sfacelo o 



al Conclave, con tanto di fumate di quell'altro Stato,  convivente (o connivente?) all'interno del nostro paese.

Ma torniamo alla Biblioteca. Scordiamoci fronzoli: qui siamo di fronte al minimalismo più puro, così come alla geometria più rigorosa. 

La sala centrale si impone con tutta la sua grandezza monumentale e ci si chiede quanto si sia portati allo studio o piuttosto a lasciar vagare lo sguardo dalle singole postazioni di lettura poste sulle grandi terrazze gradonate. 



Se è vero che i pannelli di rivestimento di ciliegio richiamano le sedute e gli scranni dei monaci aver citato Il Nome della Rosa è azzeccato e Guglielmo da Baskerville si sarebbe trovato a suo agio, lungi dal criticare il progetto, come invece avvenuto dall'anno della sua inaugurazione (2010).


Dudler stesso, nella motivazione della sua scelta, spiega:
una biblioteca dovrebbe essere il luogo della cura dell'anima (Heilungsort der Seele) e, in quanto tale, il lettore non deve sapere se la forma architettonica è calcolata secondo un criterio cartesiano, ove il primo sguardo produce una reazione sensoriale che permette di cogliere l'atmosfera generale che l'ambiente delimitato propone. Ma questa contrapposizioni tra "tesi e contro-tesi", permette la ricerca ed il progresso del sapere.


Altri l'hanno giudicata positivamente con motivazione radical-chic-professionale:
nell'ottica della dominanza culturale attuale, nel mondo del cosiddetto "wow", un edificio come quello in esame, non produce apprezzamento emotivo al primo sguardo. [...]non rappresenta un'estetica la cui bellezza apparente risulta caduca dopo l'espressione di entusiasmo del primo incontro.

Ok, ancora una volta la viaggiatrice trova qualcosa che può interessare in quella città con cui non ha feeling. 

Ora sa che non dovrà dire "WOW!" se la visiterà, 
a Berlino,
in futuro.

Invece nel presente, 
in Italia, 
lei ha tutto il diritto di dire "AAAAAAARGH!" e non perché si senta come Cappuccetto Rosso.


6 geo-commenti:

  1. Almeno a Berlino si costruiscono boblioteche sulla cui architettura si può anche dissentire ma che funzionano. In Italia le biblioteche le si abbandonano alla cura di una sola persona( vedi il caso della Biblioteca Ursino di Catania) o i libri si rubano( come ai Girolamini di Napoli). Allora, sempre più wow per Berlino e le città che costruiscono biblioteche e aaaaaaaaargh per l'Italia che le biblioteche le distrugge.

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    1. Hai ragione a 360 gradi, là i sassolini e il lupo mannaro li hanno solo nelle fiabe, qui abbiamo invece una realta' fatta di valanghe, (anzi, tsunami) e lupi, tanti lupi. E giaguari, caimani, sciacalli etc etc. Buon fine settimana.

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  2. "...e ci si chiede quanto si sia portati allo studio o piuttosto a lasciar vagare lo sguardo dalle singole postazioni di lettura poste sulle grandi terrazze gradonate."
    Io credo che quando a Firenze si diceva "del poeta è in fin la maraviglia" non s'intendesse questo.
    Questa architettura ha spazi gotici, io non riesco a viverla
    la grandezza mi toglie personalità e la toglie a tutti noi ed è per questo che è nato il Rinascimento, per dare a ciascuno di noi lo spazio che merita, quello vivibile.
    Per una roba di questo genere non c'era nemmeno bisogno di scomodare Cartesio.
    Ciao

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    1. Sì, gli spazi gotici. Per questo il collegamento con Il nome della rosa.
      Dudler richiama Cartesio forse per avvalorare le certezze della matematica da lui "materializzate" qui.
      Entrambi dite una cosa vera: spazio vivibile (tu) e biblioteca luogo dell'anima (lui).
      Ci arrivate ...per ambienti diversi.
      Da qui i miei post "Librerie-e-Biblioteche". Curiosa di leggere quello che per ognuno sarebbe il luogo in cui sentirsi a suo agio.
      La berlinese, per scansione dei volumi, è simile e diversa da altre postate in precedenza: la Liyuan Library, la Plural Bookshop di Bratislava, la giapponese Iwaki, Mi piacerebbe conoscere il tuo parere anche su queste. Buona domenica, Massimo.

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    2. Liyuan Library:
      Dell'atelier di Li Xiadong, bellissima, gli spazi giusti e anche i posti dedicati alla lettura sono originali, mi piace molto ma non vorrei essere nei panni del direttore quando dovrà far manutenzione,
      finchè dura è bella davvero.

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    3. Hai ragione, anche per me questa Biblioteca cinese è straordinaria, soprattutto per i giochi di luci che il sistema della facciata provoca al suo interno. La manutenzione, in effetti, potrà esser un problema. Però, magari, siccome l'han fatta in Cina...

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