Pista nera sta a Manzini come Ingroia sta ad Aosta



L'ultima volta che la viaggiatrice si è rammaricata per non aver colto lo scatto fuggente, l'attimo per scattare la foto curiosa, è stato gennaio.
La neve notturna iniziava a sciogliersi già al pomeriggio, complice un sole invernale. 
Con lei si scioglieva la colla dei manifesti elettorali. 
Era in auto quando vide la scena anomala: un uomo con apparecchio sul cavalletto poggiato su un cumulo di neve, fotografava il manifesto elettorale di Ingroia. 



Ora, direte: dove sta l'anomalia?
Presto detto: il già un po' inquietante manifesto stava collassando. La parte centrale ormai scollata aveva provocato uno scivolamento degli occhi ad altezza bocca. Risultato: un volto davanti agli specchi deformanti. 

Da qui il suo rammarico di non aver immortalato il fotografo alle prese con la smorfia dolente del cartaceo Ingroia nel suo irrefrenabile slittare dallo spazio affissioni al suolo del disgelo. 

Il tutto prima delle elezioni. Fu premonizione?

L'avvicinamento di Ingroia alle nevi è stato puntualmente colto da Gramellini su la Stampa, nella sua rubrica buongiorno/ingroia-d-aosta.

In mancanza della mancata foto, la viaggiatrice segnala due destini incrociati:
questo del magistrato palermitano e quello del vicequestore romano Rocco Schiavone. 
Uscito dalla penna di Antonio Manzini, Schiavone viene punito con un trasferimento ad Aosta, dove indaga sulla morte di un siciliano trapiantato in Val d'Aosta.

Antonio Manzini (classe 1964) nasce come attore di fiction televisive. Come sceneggiatore ha curato quella del film Come Dio comanda (2008, di Salvatores) e del Delitto di Via Poma, sull'omicidio di Simonetta Cesaroni. (Nella foto, ultimo da sinistra, dopo Ammaniti e Giancarlo de Cataldo).

Nella narrativa esordisce con un racconto scritto in collaborazione con Niccolò Ammaniti per l'antologia Crimini (Einaudi Stile Libero).

Questa di Pista Nera è la lettura gialla su cui ha puntato Sellerio, con un'introduzione-presentazione di tutto rispetto.



Chissà cosa ne pensa Ingroia e, ora, chissà cosa ne pensa Manzini...


3 geo-commenti:

  1. Non so cosa ne pensi Manzini, io spero che ad Aosta Ingroia si rifaccia una vita con qualche mestiere alpino, possibilmente lontano il più possibile dalla politica e magari anche dalla magistratura.

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    1. Vero! Si dice che a cambiar aria aiuti per schiarirsi le idee e magari succede anche a lui, visto che . In campagna elettorale non mi è mai stato molto chiaro il messaggio che voleva trasmettere e siccome anche Lilli Gruber mostrava la stessa perplessità forse significa qualcosa...

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  2. a me mi vien da dire che il vino a Giancarlo de Cataldo
    non va giù
    difatti è l'unico bicchiere pieno
    O forse è il secondo bicchiere che si fà?
    Boh valli a capire sti giudici...
    lo dice anche quell'ibecille che è gentaglia.

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