Treno di notte per Lisbona o aereo di mattina per Londra?



Oggi esce in Italia il film da cui è tratto il fotogramma dell'assorto Jeremy Irons. Nella finzione cinematografica impersona un professore svizzero cinquantesettenne, Mundus (soprannome datogli dai suoi studenti), che un giorno, dopo un evento che gli cambia la vita, decide di lasciare il Liceo in cui insegna a Berna e salire su un treno per Lisbona.

Coincidenza vuole che, invece, la viaggiatrice prenda oggi un'aereo di mattina, prima mattina per Londra.

Gli scopi del viaggio di Irons/Mundus li potete scoprire al cinema, oppure leggendo il romanzo di Pascal Mercier (nella foto con l'attore), nome de plume per Peter Bieri, bernese - guarda caso - come il protagonista del suo romanzo, dallo stesso titolo: Treno di notte per Lisbona (431 pag. - Mondadori, 2008 Traduzione: Elena Broseghini, Titolo originale: Nachtzug nach Lissabon - Premio Grinzane Cavour 2007 per la narrativa straniera).

Gli scopi del viaggio di Nela San sono invece molto meno avventurosi, romantici o nobili. Veramente, riflettendoci sopra,
un po' avventurosi (o meglio dire da incubo?!) forse lo sarebbero anche, vista la destinazione da consumarsi in un'andata e ritorno in meno di 24 ore. Ma qui non si vuole tediarvi.


Inutile dire che Nela San avrebbe preferito accompagnare Irons a Lisbona, per tanti motivi, ma, come si dice, si deve pur lavorare per vivere.... 
Oppure era vivere per lavorare? No! Decisamente, passata la boa del mezzo secolo, si arriva per ragione o costrizione di esperienze lavorative a convincersi che è: lavorare per vivere. 
C'est la vie.

Ci sono romanzi che rimangono dentro, che si sentono propri, o per dirla come Alberto Ongaro:
"Tutto quello che si scrive esiste da qualche parte...O contemporaneamente alla scrittura o prima o dopo...Per questo a volte si trovano dei libri nei quali ci si identifica così profondamente..."  (da La Locanda del Doge Loredan).


La viaggiatrice acquistò il romanzo appena uscì, in lingua tedesca. 

Lette le prime venti pagine fu colta da ira ascensionale contro se stessa: troppe cose assomigliavano al SUO romanzo, quello che aveva nel cassetto.
Non terminò il libro, lo abbandonò, così come aveva inflitto quello stesso destino al suo manoscritto.

Ora ha ripreso la lettura di Mercier.
Riprendere la sua scrittura è cosa più ardua del leggere in lingua tedesca, poi la scrittura è un fatto magico o così dovrebbe essere...(sempre per citare Ongaro) e, in questo periodo, la viaggiatrice non è colta da magia.

Trailer del film:


Dettagli (molto ben redatti) sul film, nel comunicato stampa della casa cinematografica qui 


8 geo-commenti:

  1. Non vedo l'ora di vedere il film, di leggere il libro o di ascoltare dalle tue parole come sarebbe stato il "tuo" libro!

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    1. Rispondo, presto, con un post ad hoc.
      Buona domenica

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  2. per il film devo aspettare ancora un po', e le librerie adesso sono in pausa pranzo accidenti. Ma anche io, come Grazia, mi prenoto per sentirti raccontare il libro che sarebbe stato e non è. (Non è ... ancora)

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    1. Se riesci a leggere almeno la prima parte del libro prima del film, forse condividerai la mia opinione che presto posterò.
      Buona domenica

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  3. Sì, aspettiamo curiosi (sono contenta di chiudere il computer con il tuo post, questa sera, dopo una giornata a leggere delle miserie dell'Italia).

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    1. Grazie Silvia di leggere che il mio post ti ha un po' risollevata.
      Buona domenica

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  4. Mi piace questo tuo lasciarci sfiorare il manoscritto attraverso Jeremy Irons : mi sembra un padrino di tutto rispetto ( e vorrei tanto vedere il battesimo ):)

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    1. Cara gemellina sei sempre molto gentile e ti ringrazio per queste belle parole.
      Buona domenica anche a te.

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