Il senso di Joana Vasconcelos per Venezia (anzi, Veneza)


Esse incrìvel século XVIII, que para sempre ficou colado à imagem mítica de Veneza, com as suas festas, o seu carnaval de máscaras, o seu luxo, o seu vício do jogo e a promiscuidade sexual dos nobres, sepultaria para sempre a antiga potência marítima e comercial que fora a República Sereníssima, dona de um monopólio, mais do que de um império, que se estendia por todo o Mediterrâneo Oriental e abarcava também todo o comércio das Índias e do Oriente - até que a viagem de Vasco da Gama roubou a favor de Portugal parte do comércio que Veneza detinha desde a extraordinária e longuíssima viagem de Marco Polo à China, duzentos e cinquenta anos antes.

Per svariate ragioni, Nela San raramente riesce a viaggiare col consorte. Ora immaginatevi la coppia, già dopo la boa del mezzo secolo, (verbo appropriato al post) in trasferta con zainoni in spalla, vesti comode e cappelli di paglia a tesa larga. Con tali premesse, venir apostrofati per lo più in inglese era naturale.

Non erano in crociera, anche se qui di croceristi numerati come carcerati ma con allegri adesivi se ne vedono tanti, né tantomeno nella loro cara Lisbona, bensì a Venezia.

La barca in foto è il Padiglione del Portogallo, ormeggiato di fronte ai Giardini della Biennale.

C'è un'attrazione speciale che lega i Portoghesi a Veneza, come la chiamano loro. Non si svela solo dalle parole in apertura del giornalista-scrittore Miguel Sousa Tavares, (dal romanzo Sul Viagens).

Parallelismi: due popoli di navigatori e scopritori: Marco Polo e Enrico il Navigatore, loro simbolo dell'indole di descubridores, ben distinta da quella di conquistadores dei loro vicini iberici, come spesso sottolineano.

Con questo Padiglione, l'artista portoghese Joana Vasconcelos (nata nel 1971),
rappresenta i connubi iconografici dei due paesi e dei loro miti: l'acqua, la navigazione e la nave.

La Trafaria Praia è il nome di uno dei cacilheiros, che collega giornalmente Lisbona e la sponda sud del Tejo in località Cacilhas, da cui il suo nome.
Dunque come un vaporetto che i pendolari portoghesi usavano molto, soprattutto prima della costruzione del Ponte 25 Aprile (1966). 

In particolare questo, dopo aver terminato servizio regolare nel 2001, è stato completamente  ristrutturato, rivestendone lo scafo con i classici azulejos, raffiguranti lo skyline dell'odierna città portoghese e prendendo spunto da un'altro grande pannello nello stesso stile "O Grande Panorama de Lisboa", prima del terremoto del 1755.

Sul ponte, invece è stato ricreato un mondo magico, in cui la viaggiatrice pur senza saper nuotare non poteva che immergersi.







Il blu dell'Oceano profondo con le sue presenze animali fatte in tessuti bianchi e blu, intrecciati a LED e a presine per il forno, le hanno ricordato quelle pazientemente fatte all'uncinetto dalla sua prozia. In fondo, anche lei, nella bella stagione, lavorava seduta fuori dall'uscio di casa. Un po' come le donne dell'Alfama.

Riemergendo sul cassero, la luce della giornata di sole, l'arredo in sughero e il fado in sottofondo, avrebbero potuto creare un abbaglio, simile a quello della luce di Lisbona, ma qui il Trafaria ha portato viaggiatrice, consorte e un gruppetto di cinesi a un tour di trenta minuti fino a Punta della Dogana. 

Chissà cosa avrà pensato il Sant'Antonio venuto dal Portogallo con il Trafaria passando davanti a San Marco.

Di sicuro sappiamo invece cosa hanno fatto viaggiatrice e consorte:
a) ringraziato Joana con calore portoghese nel libro degli ospiti, prima di uscire dal Padiglione
b) guardato con freddezza russa la barca che lì vicino rappresentava la Corazzata Potemkin (foto sotto)

Il Trafaria si trova in Riva dei Partigiani, fermata Giardini - Vaporetto. 
Orari di partenza tour:
Mar/Ven 12:00 e 17:00 - Sab/Dom 12:00, 15:00 e 17:00.

Per chi vuol saperne di più sul Trafaria, clikkare qui



9 geo-commenti:

  1. Che ti è parso? Ieri ho visto un padiglione cinese bellissimo alle zattere.

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  2. Io ieri ho scarpinato come una pazza per vederne alcuni di quelli gratuiti. Sono crollata dopo la delusione di quello Islandese.

    In compenso quello della Palestina se non l'hai visto è geniale nella sua semplicità (è dentro a un Liceo, credo quello artistico).

    Quello cinese alle zattere non l'ho visto. Quale era?

    PS la prox volta che vengo a VE te lo dico prima, così magari ci vediamo. Credevo che nel periodo extra scolastico tu non fossi a VE...ah, se lo sapevo!!!

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  3. Bellissimo anche visto in fotografia. La prossima Biennale organizziamo una gita di gruppo!

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    1. Aspettiamo fiduciose, allora! In fondo la Biennale dura fino a fine estate....chissà !

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  4. Eh si...e lavoro proprio in quel liceo adesso per gli esami di stato. Quindi lo vedo tutti i giorni il padiglione palestinese.
    Certo che ci vediamo!
    Non sono sicura sia cinese. Si tratta di un'istallazione in una chiesa alle zattere presso "l'officina zattere"
    http://www.officinadellezattere.it/

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    1. Probabile che torni verso fine estate, magari ti mando mail separata. Dopo aver incontrato Clara, per par condicio dobbiamo assolutamente vederci per cicchetti e cicalecci ;-)

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  5. Per appuntamento a Belleville basta andare su E-mule

    Cancello il messaggio così ti risparmiola fatica di farlo te.

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    1. Grazie, Massimo, vedo di trovarlo! Bye

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