Un Ferragosto italiano, un delitto argentino e uno spritz.


Frenesia di Ferragosto lontana
Qui sto
preferendo il fremere del mio verde albero 
fra frequente frinire di cicale.

Viaggiatrice - stanziale -oggi ispirata. Certo non un haiku, ma questo ha pensato, mentre leggeva il libro, iniziato al mattino, terminato adesso.

(Foto da: Tiempo Argentino)


Un giallo a rovescio, quello di Reynaldo Sietecase, (Rosario 12-10-1961). Subito è svelato assassino, movente e vittima.

Opera prima, 
Un crimen argentino(2002)
Un delitto argentino (2011)
Dalai editore Pagg. 199
Traduzione: E. Aspesi

eppure si è subito presi dalla scrittura fluente, che, più che avvincere, affascina. 
Si degustano pagine dall'elegante caratterizzazione dei personaggi.

Con tocco pittorico sicuro, lieve ma incisivo, la vittima è personaggio da telenovela colombiana (pg 59).

Sullo sfondo della dittatura argentina, il padre del protagonista, militare è descritto:  vestire puntualmente in alta uniforme, quando lo visita in carcere e parlare  senza usare aggettivi e con frasi brevi, tipiche di chi è abituato a dare ordini. (Pg 21)



La ruota intorno all'avvocato Mariano Marquez, alias il Tordo, alias Mario Marzano, detenuto per cinque anni e sei mesi nel vecchio carcere di Ricchieri y Zeballos per frode, che, tenta di spiegare ai suoi genitori in una lettera:
"...Mi sento vittima di un sistema giudiziario iniquo.".
E si sente "... condannato ancor prima di iniziare" (Pg 12 -13) .

In carcere, Marquez esercita un potere che lo rendeva intoccabile nonostante la sua bassa statura. (pg 23) e con la sua personalità poteva interpretare un doppio ruolo [...]: confidente delle autorità e difensore dei detenuti.

In una società divisa fra felici e umiliati, quest'uomo abilissimo a inventare di sana pianta storie che sapeva adattare a seconda del suo interlocutore e che aveva un gran successo con le donne, diceva di se': "Quando parlo divento più alto". (Pg 38) 

Durante la permanenza carceraria elabora la sua fredda teoria forense di futuro omicida non perseguibile, adottando quella del regime militare per ripulire la nazione in dittatura(Pg 88): 

se il cadavere non c'è, la certezza dell'omicidio non esiste.

Giallo elegante, dunque, che nella seconda parte vira in legal thriller, malgrado l'accezione legal risulti impropria.

I binari delle indagini qui non sono paralleli: si scontrano, si infrangono fra la legalità degli interrogatori condotti da un magistrato, Suarez, a cui , ogni caso andava bene pur di mettersi in mostra (Pg 82)  e quelli molto meno ortodossi del capo della polizia, Rios, che tenta di intimidire l'avvocato della difesa e interroga l'omicida in una cella nei sotterranei attigua alla stanza dove solitamente si tenevano gli interrogatori,  sotto tortura, come quella del "sottomarino" (la testa del torturato immersa a forza in un catino pieno d'acqua).

Giallo che può essere dizionario dei sinonimi e dei contrari.
Contrari ben pochi, ahimè. 

Sinonimi molti, di alcuni tristi protagonisti della nostra Repubblica delle banane.

Termine coniato in origine dallo scrittore statunitense O. Henry per riferirsi all'Honduras, poi allargatosi in senso dispregiativo ai paesi latino-americani politicamente instabili, governati da oligarchi ricchi e corrotti.
Oggi esteso ai tutti quei governi dove un leader forte concede vantaggi ad amici e sostenitori. 
Così cita Wikipedia.

A più di vent'anni da quella dittatura, molti gli assetti cambiati in Sudamerica, pur con sospetti che alcuni paesi siano dittature truccate da democrazie. 
Ma qui diventa sempre più forte una convinzione:

 che la vera Repubblica delle banane sia quella in cui la viaggiatrice risiede.

PS. Non sveleremo l'epilogo.
Diremo solo che il romanzo si chiude a quindici anni di distanza dall'inizio della storia e, come  dall'inizio delle indagini, anche alla fine, i magistrati chiamano il protagonista con la sola iniziale: M.

Sì, so che pensate anche voi ...
No, la storia si svolge in Argentina... 
La Repubblica delle Banane...

Buon Ferragosto, vado a farmi uno spritz per dimenticare i troppi sinonimi.



4 geo-commenti:

  1. Malgrado- o,forse, per- somiglianze e sinonimi mi è venuta una gran voglia di leggere il giallo!

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    1. Perché no?! Visto che tu l'Argentina la conosci già come le tue tasche...certo qui non siamo a livelli di Borges!

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  2. e di farsi due o tre spritz per sorvolare sui troppi sinonimi

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    1. In effetti hai ragione: un solo spritz non basta e per fortuna che sopra il mio albero non sono passati "sinistri" aeroplanini inneggianti a una certa forza, altrimenti ieri mi sarei dovuta fare tutta la Cantina Sociale!

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