DOZZA: Muri dipinti e murales, aspettando Godot-Bansky

          


Dunque non diciamo male della nostra epoca, non è più disgraziata delle altre. (Silenzio.) Non ne diciamo neanche bene. (Silenzio.) Non ne parliamo. (Silenzio.) (Da "aspettando Godot" S. Beckett)

E' volto imperscrutabile quello del lettore accanto all'affresco di Bruno Benuzzi. Sarà un fortunato abitante del piccolo comune, da cui lo sguardo spazia su colline verdeggianti di cipressi, vigne e ville di esodati bolognesi?

Già, perché qui, appena sopra la via Emilia, pare si viva bene. Città slow?
A dispetto della lumaca del muro, simbolo delle città slow, Dozza non ne fa parte, ma è fra i Borghi più belli d'Italia, la sua popolazione cresce (a dispetto degli uffici pubblici trasferiti a valle nell'appendice dall'improbabile nome di Toscanella) e Wikipedia cita che nel 2011 contava i redditi più alti della Romagna. Anche se definirla Romagna....



Borgo medioevale che deve le sue mura a Caterina Sforza, così come la Rocca, che si narra collegata da un tunnel a quella di Imola, disegnata da Leonardo da Vinci, distante 6km.


Leggende a parte, anziché fare Indiana Jones, recatevi nei sotterranei del castello per degustare a acquistare i vini autoctoni, qui risiede l'Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna. 
Se tuttavia al vino preferite l'acqua, potrà venire in soccorso l'araldico Grifone, simbolo comunale, che si abbevera ad una doccia.
Doccia - Dòza in romagnolo, probabilmente l'antico acquedotto che proveniva dal vicino Monte del Re.
Non trovate lo stemma? Poco importa.

Uscendo dal castello, vi imbatterete in quello dipinto pochi giorni fa da Simone Berti, durante la XXIV Edizione della Biennale del Muro Dipinto.



Dozza è anche questo: Galleria d'arte all'aria, dove però gli abitanti non possono scegliere le opere che si ritroveranno sui muri. Così capita 
di avere L'eterna cosmologia dei contadini (Manuel Ruiz Pipo - 1987) che ricorda I mangiatori di patate di Van Gogh, oppure

un omaggio a Corto Maltese, (titolo: Ho regalato una bandana rossa a Hugo Pratt - Riccardo Ghiribelli - 1997),



o un bellissimo e minaccioso aquilone giapponese di Misao Ono (1995).

Per non parlare delle meravigliose donne in stile africano che bisbigliano da due finestre, incuranti dei tubi che le incorniciano.




Tano Pisano ha invece preso spunto dalle signorine Campeggi (famiglia del feudo nel XVI sec.), allora ritratte dal Pasinelli (a fianco).  

Il pittore siciliano (ora residente in Catalogna) le ritrae ne "Le Signorine Malvezzi Campeggi di ritorno al castello" (2003) e ironicamente sottotitola "se non le acchiappa Fis-cin" (enoteca di fronte all'entrata della Rocca, oggi Locanda del castello)

Ma c'è chi ha anche scomodato l'attuale reggente, chi ha protestato e chi...

aspettate, aspettate (non solo Godot).
Continua...

6 geo-commenti:

  1. Che nostalgia, di Dozza e di Imola!

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    1. beh, quando sei da questi parti, possiamo sempre andarci a fare un giro. Ti aspetto!

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  2. Che meraviglia, io vorrei il murale di Corto Maltese!

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    1. ci avevo fatto un pensierino anch'io!

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  3. Bellissima idea quella di dipingere sui muri. A tambre, una ridente cittadina poco prima della Piana del Cansiglio, in montana, sopra Treviso, c'è una situazione simile
    Look here :)
    http://www.bbdolomiti.com/blogaldo/index.php?showimage=1219

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    1. Adesso vado a guardare quello che mi hai segnalato, anch'io trovo che girare per questo piccolo paese mi ha sempre messo di buon umore.

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