Kubrick Bookstore - Nela back home


Scenario mobile, alle cui sorprese nessun regista, anche geniale, può aspirare. 
(Jean Cocteau - Il mio primo viaggio)

Per onorare Hong Kong, che Jean Cocteau descriveva in questo modo, la viaggiatrice ha deciso di immortalarsi nella foto che ha voluto intitolare: grattacieli e grattacapi.

In realtà, questa città dai molti grattacieli, sembra avere pochi grattacapi. Di sicuro non come quelli riguardanti le nostre librerie.

Della Kubrick era già stato postato qui
Altro visitarla, fra uno scroscio e l'altro di un cielo plumbeo, che quest'anno non ha mai risparmiato pioggia.
Così, mentre i più trovano riparo nei Mall e l'alibi della pioggia serve per lo shopping, la viaggiatrice, invece, ha riparato qui.




Fortunatamente, al momento dello scatto, nella piazzetta antistante la libreria, non pioveva. 
Piazzetta grigiamente squallida, quella in cui è ubicata la Kubrick, con tanto di supermercato all'angolo, qualche sparuto albero e alti edifici a cingerla in parte.


Merita comunque la visita, per vedere l'abbinamento polifunzionale: libreria, galleria d'arte (sopra il poster della mostra in corso, affisso nel portico antistante l'entrata), caffetteria e sala cinema di nome Broadway.

Libri tanti, tanta gente. Qualche foto, tutte scattate dalla viaggiatrice.



Curiosando fra i libri, ha fatto piacere ritrovare Umberto Eco e Italo Calvino.



Quello che invece suonava un po' inquietante era il cartello su alcune scansie scorrevoli: suggerivano di non spostarle per evitarne la caduta...



A fianco della caffetteria, il corridoio che porta all'ingresso della biglietteria della sala cinema. 

Simbiosi mutualistica di due tipi di esercizi che dalle nostre parti faticano a restare aperti.
Ma qui, in Estremo Oriente, questo tipo di grattacapi, dicevamo, non esiste al momento.

4 geo-commenti:

  1. Chissà se, da questo punto di vista, a Hong Kong sono più avanti o più indietro rispetto a noi?

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    1. Sì, a volte me lo domando anch'io e certo, in fatto di sprechi, anche loro, con quel gioco di luci fatto ogni sera e i mega cartelloni pubblicitari luminosi, non sono forse secondi a nessuno.

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  2. Quel “what should I need” mi ha fatto sorridere. È la mia classica frase al supermercato, davanti allo scaffale delle offerte, quando cerco di fare la consumatrice critica. Invece, in libreria, non mi pongo mai il problema: spendo sconsideratamente!
    Quesito per la viaggiatrice librarica (ovvero che ne sa di librerie): ma ci sono in Italia librerie che convivono con il cinema? Ci ho riflettuto un po’ ma mi viene in mento solo la coppia di fatto libreria – mostra/museo. Cinelibrerie?

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    1. Bella la consumatrice critica. Mi domando quanti siano così oggigiorno, senza essere succubi dei 3x2!
      Quanto al quesito che mi poni, beh, me lo sono posta anch'io: "cine-libreria?!" e non me ne è venuta in mente nessuna.
      Coincidenze bloggeriane!

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