Hong Kong: faccio un ...salgo in libreria 1puntata

"Se non può comprare un piano alto, allora le suggerisco il quinto piano. Ha un buon feng shui. Anche il quarto va bene."
"Il quarto? Credevo che il quarto portasse sempre sfortuna."
"No, solo nelle superstizioni di Hong Kong. Nel vero feng shui, quello storico, il quattro spesso è un buon numero."
"Sarà anche così, ma la mia famiglia è molto legata alle tradizioni di Hong Kong. Non credo mi lascerebbero comprare niente al quarto piano. E le strade?"
(Pg 114 Feng Shui Detective - Nury Vittachi)

Forse Nury Vittachi potrebbe spiegare il meccanismo degli affitti del Porto profumato (traduzione di Hong Kong). 
Scrittore cingalese, residente nella metropoli dove anche le librerie non sfuggono alla legge del costo al metro quadro.
Così, mentre catene come Dymocks, Eslite o Pageone hanno punti vendita nei mall più importanti o al piano terra, pagando affitti altissimi, le indie bookstores per una legge fisica tutta di questa città, stanno invece in alto per avere un affitto basso. 
Movimento ascensionale più dettato da regole mercato immobiliare che dal feng shui.

Quando tuttavia non si sanno ancora questi trucchi, il rischio è quello di vagare su e giù per un marciapiede, con quella-faccia-un po' così: mista fra turista-fai-da-te e riconglionita da jet lag, come Nela San, appunto.



Flow Books - 1A Wing On Bldg, 38 Hollywood Road, Central, Hong Kong. Risoluta nel visitare alcune delle librerie indipendenti della città, Nela San ha gironzolato parecchio prima di rendersi conto che l'indirizzo era giusto ma doveva varcare una porticina, dopo aver suonato un campanello, arrampicarsi su una scala e, guidata dai cartelli di carta appesi ai muri, arrivare al primo piano.

Solo libri di seconda mano, donati o scambiati. D'altra parte, lo dice il nome stesso. Per chi non conosce l'inglese: flow  significa fluire, circolare. Così qui fanno, da oltre quindici anni, libri, CD e DVD. 

Per essere precisi: circa 10.000 libri stipati, impilati, oscillanti, visibili o dilaganti  in 800 metri quadri.

Lo slogan? Questo.



Nella città dell'energia sprecata in enormi insegne pubblicitarie luminose, il nome di questo negozio è invece parcamente segnalato dalle lettere in carta rossa ritagliate e incollate dall'interno sul vetro del negozio.



Basterebbe avere il tempo e cercare, ma, arrivata quasi all'orario di chiusura, la viaggiatrice ha preferito chiedere  se avevano mystery di giallisti cinesi. 
Purtroppo, gli unici erano quelli che lei già conosceva:  Qiu Xiaolong (tradotto in Italia) e Nury Vittachi.

Flow Books ha un fascino tutto suo e non solo materialmente parlando. Nel retro della cartolina, la definizione del suo proprietario, Mr. Surdham, sullo scambio dei libri.



Forse perché l'occidentale (book)crossing, le ricorda un non so che di negativo, legato al traffico stradale, alla viaggiatrice pare più gradevole questa idea del flowagain book. Via orientale alla loro nuova vita, impalpabile, quasi un eterea...flyagain.

Ci tornerà. Anche perché, per le sperdute come lei, hanno provveduto a mettere questo.



6 geo-commenti:

  1. Stupenda scoperta di una Hong Kong diversa!

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  2. Che belli questi post sulle librerie del mondo, e anche quelli sulle biblioteche. Mi riprometto questa volta di scattare una foto al mio pusher di libri e al suo negozietto di Bandra. Intanto un abbraccio.

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  3. scoperta davvero interessante, concordo con Grazia. E' da un po' che penso che dovresti scrivere una guida delle librerie nel mondo mia cara Nela San!

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    1. Però, che idea! Non so se troverò chi mi pubblica... ma mi piacerebbe molto.
      Magari, per il momento potrei iniziare modificando il titolo del blog in gialli-e-librerie. Buona domenica!

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