Post-on-demand - Autunno: Ogni passione spenta?


Si oscura la montagna,
e ruba il rosso
alle foglie dell'autunno
(Haiku di Yosa Buson - Photo by Nela San)






"Forse avrei dovuto intestardirmi a fare esattamente quello per cui ho studiato...far viaggiare gli altri e non come questo beffardo destino a rovescio, viaggiare io, mai slow e spesso male. 
Magari sì, viaggiare, però con loro. Sorprendermi ancora, come adesso, di quanto quell'ovvio e ormai innotabile per noi, sia invece per altri degno di nota e curiosità."

Così vagando per le colline del Chianti, in viaggio con Mr. Ding, Mr e Mrs Chen e Mr. Zhong, pensieri grigio-pietra si inanellavano come le curve della strada.

L'autunno incupisce sempre la viaggiatrice, seppure con sprazzi di colore come quelli delle foglie, metafore delle soddisfazioni nel suo viaggiare per l'Italia con gli stranieri e nel leggere la richiesta di valigiesogni, di avere un post-on-demand.

Per una strana ironia della sorte, l'ultimo post nel suo blog, Ogni passione spenta, calza a pennello con lo stato d'animo di Nela San, il fatto poi che valigiesogni scrivesse di un romanzo sulla vita di una donna importante, ha suggerito il resto.

Gialli con la parola "Autunno" nel titolo non sono tanti.

Blues di mezz'autunno (Editore Sellerio)
Se Mankell prende a pretesto la mezza-estate scandinava nell'ottimo  Delitto di mezza estate, Santo Piazzese (Palermo, 1948),  biologo prestato alla scrittura, impiega il mezz’autunno nell'ultimo romanzo con protagonista Lorenzo La Marca, undici anni dopo “Il soffio della valanga”. 



Nel Come le vespe d'autunno invece è il commissario a riposo Camillo Lastrade ad indagare in una casa di riposo per anziani. 
Titolo calzante per un giallo dell'etologo Giorgio Ruggero Celli  (Verona, 16/7/1935 – Bologna, 11/6/2011) in cui “un angelo della mezzanotte” uccide memore delle vespe d'autunno che, quando il loro nido va in briciole e la bella stagione muore, "diventano erratiche e aggressive".

Ma cè un altro romanzo che, fra giallo investigativo e noir storico,  può  interessare.

 Autunno a Berlino  del torinese Paolo Bertetto, docente e critico cinematografico.
Ambientato nel quartiere Mitte e in quello ebraico della Berlino anni Venti, parte dall'investigazione sulle morti sospette di Rosa Luxemburg e Lisa Rosenthal, moglie del regista Fritz Lang.

L'indagine, nella finzione letteraria, è condotta dal procuratore capo von Wick, solitario dalla forte morale, che nell'indagine si scontrerà anche con dirigenti della polizia e rappresentanti dello stato.
La battuta che possa ricollegarsi ai soliti e ricorrenti ai nostri autunni caldi, metaforici e non, è superflua. 

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8 geo-commenti:

  1. Un altro giallista torinese che non conoscevo. Ma quanti scrittori di gialli ci saranno al mondo?

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    1. Tanti, tanti, cara Dede. Il problema è quanti però sono veramente bravi. Pensa che questo scrittore torinese è stato anche Direttore scientifico del vostro Museo del Cinema.

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  2. Stavo per scrivere quello che ha scritto Dede: c'è un giallo per ogni situazione e uno per ogni stagione. E tu li conosci tutti, geniaccio d'una Nela che non sei altro!

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    1. Bello sentirsi chiamare "geniaccio"! Molto toscano alla Benigni, ma non merito tanto. Abbracci.

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  3. Sapevo che non sarei rimasta delusa! Autunno a Berlino mi intriga assai. La viaggiatrice è accomunata alla sognatrice dai medesimi pensieri grigio-pietra, che in autunno diventano ancora più grigi. La sognatrice si spegne lentamente in questa stagione e comincia a rifiorire in prossimità del giorno della marmotta. Nell’attesa, la sognatrice si darà a qualche giallo…
    Buona giornata, mia cara. Sei sempre un inesauribile dispenser di ottimi suggerimenti.

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    1. Ehm, credo di non avere ben presente quale sia il giorno della marmotta. In ogni caso è tempo che sognatrice e viaggiatrice si incontrino. Spero presto. Ci sentiamo per mail, che ne dici?

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  4. ciao cara Nela, come stai?
    mi sembra che in generale l'umore non sia al massimo: grigio, con lampi di rosso. Però questo post è proprio bello. Alla fine anche il grigio ha il suo fascino :-)

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    1. In effetti è così e i lampi di rosso indicanti "vivacità" sono pochi. Spero che per te vada meglio e chissà che presto non ci si veda. Buona domenica cara Elisa.

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