BILbidi BAObidi bu 2a parte. G=Guggenheim



PROLOGO
Casa della viaggiatrice. Interno. Figlia:
"Anziché in Maremma, andate più lontano, che poi la Toscana la vedrete quando siete più vecchi e non potete più guidare!"
Figlio:
"Noi per Capodanno ci arrangiamo, abbiamo il brodo di cappone e i tortellini, partite tranquilli."
Figlia: "Perché non andate a vedere il Guggenheim di Bilbao? Avete visto quello di Venezia...Sì Bilbao, bella idea!"

Così,  constatato il rientro dei figli la mattina di Capodanno, Nela San e consorte partirono.
On the road,  su autostrade vuote ma pieni di monetine per les autoroutes.

Si può quindi dire a ragion veduta che il loro approccio al Guggenheim somigliò a quello di Augusta e Remo Proietti (Anna Longhi e Alberto Sordi) nell'episodio Le vacanze intelligenti, dal film Dove vai in vacanza? (1978).

Esattamente dieci anni dopo la prima visita di Nela San, come la sua foto del profilo blogger, scattata nel 2003, all'interno di una delle otto sculture La Materia del Tempo di Richard Serra, anche lei è lì, 


ma, al contrario dell'artista, Nela San ha quella faccia un po' così e pare farsi domande. Anzi, se le fa ancora a dieci anni di distanza.

"Perché se oltre alle mostre temporanee, ha anche una collezione permanente bisogna vederla a rate?!"
"Perché la permanente al Peggy Guggenheim permane sempre a Venezia, mentre qui per vedere un Basquiat o uno Schnabel occorre prima verificare sul calendario del sito museale quando sono visibili al pubblico?"
"Qual è, qui, il concetto di permanente?"

Passi per Puppy di Koons. Non poteva non piacere l'istallazione di cucciolo di West Highland Terrier per chi a casa ha un Kangoo-cane.
Passi per Spider Maman, il bronzo un po' inquietante di Louise Bourgeois ma i due esodati della Beat Generation faticarono a seguire l'arte concettuale.



Ancora si identificò in Augusta Proietti, scoprendo che la nebbia che fuoriusciva dai mille ugelli posti a pelo d'acqua nel bacino che affianca il museo è un'opera di Fujiko Nakaya, fra arte concettuale e Land art.

Escultura de niebla n° 08025 (F.O.G), acronimo per Frank O. Gehry, installata qui, temporaneamente nel 1999, su invito di Rauschenberg, in occasione di una retrospettiva a lui dedicata (sempre qui) fu poi acquistata dall'artista statunitense per farne dono al Museo.

Passi che il padre dell'artista giapponese fosse l'ideatore dei fiocchi di neve finti, ma scusate Augusta/Nela San, che, non sufficientemente documentata, rispose al consorte: "Sembra che tutte le mattine scarichino acqua caldissima, che crea vapori, ma non so il perché."
Ammettete che vendere fumo, ops, nebbia come fa Fujiko possa destabilizzare chi in mezzo alla nebbia della Bassa ci convive.

All'interno Augusta/Nela San raggiunse l'apoteosi ciccando sottovoce il consorte per essersi seduto su un divanetto davanti a un'opera di Tapies.
Il divanetto era in tutto e per tutto (forma, colore, seduta, materiale) simile all'opera: una specie di Billi-Ikea tutta nera, con inseriti dei quotidiani.
Lei invece pensò che il divanetto facesse parte dell'opera e si rassicurò solo quando vide, di fianco a loro, una coppia francese, molto bobo, seduti su un  altro simile, ad ammirare e commentare un pannello, in dimensione simile a quelli delle affissioni dei manifesti elettorali, ma completamente bianco.

 EPILOGO
Le perplessità restano. Per lei, come dire?, l'arte concettuale è un po' come la Nouvelle Cuisine: la prima sta a distanza siderale dall'arte moderna come la seconda da Pellegrino Artusi. (Tu mi capisci, vero Massimo?)

Comunque: dopo il concettual-cibo per la mente (un po' minimalista, proprio come la Nouvelle Cuisine) verrà il post per il cibo per il palato, innaffiato con un buon bicchiere di Txakoli. 

   

9 geo-commenti:

  1. ma in realtà al guggenheim di bilbao si va per vedere le opere in mostra o il lavoro di gehry?

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  2. Anch'io, come te, ho un' Augusta dentro di me di fronte all'arte concettuale. Forse sul divanetto stile Ikea non mi sarei mai seduta....!
    L'esperto-compratore può essere sempre in agguato.

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  3. @Dede: eh, cara amica! È proprio questo il "nocciolo" della questione! Il contenitore, soprattutto il suo esterno, vale più dell'interno e del suo contenuto.
    @Grazia noooo, non posso credere che anche una così preparata come sei tu abbia il sua lato Augusta. ;-)

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  4. Ecco, mi pareva di essere cretino davanti a quelle opere
    adesso non so più se "mal comune mezzo gaudio"
    oppure siamo "normali" .
    Voglio dire che l'avere il dubbio in due conforta ma non risolve.

    Il vantaggio di avere tanti musei è quello di far girare le opere
    in modo che ciascuno di noi possa andare più volte a pagare il biglietto
    e darsi dell'idiota ogni volta ma uscire da signore perchè di fronte alla gente
    puoi dire io vado per musei.

    Io di Pellegrino ho una edizione del 1975 conforme a quella del 1910
    l'ultima curata da lui.
    Ho lasciato detto che lo voglio nella cassa
    che non si sa mai che possa servire ai miei vermi.

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  5. L'Artusi nella bara è battuta degna di un grande cuoco. Se la legge (ma non certo su questo piccolo blog) potrebbe usartela Vissani. Stai attento...

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  6. Ma quello nella foto chi è Nelo Sano?
    Se è lui pare incazzato nero,
    mi sa che al Gug ce l'hai trascinato.

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  7. No, Massimo, quello nella foto è Richard Serra, l'artista delle grandi sculture rosse La Materia del tempo. (Dovrebbe essere felice , se non gliele prendeva il Gug, non le avrebbe mai vendute, ma tu hai mai visto un'artista felice?)

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  8. Una volta, quando studiavo, andavamo nello studio di un artista che aveva avuto la commessa di scoplpire uan coppia di statue da un grande artista,
    erano due statue che avevano tra loro un tempietto greco (mi sa che t'ho detto anche troppo). Sia ndava tutti i giorni a tamponare la creta delle statue con una spugna umida per non farla seccare.
    Quando arrivò il grande artista, senza salutare nessuno si avvicina alle staue, fa un ritocco con un dito alla tunica di una firma e se ne va.
    Era incazzato nero e non so perchè, il mio professore era incazzato più di lui perchè non era stato neanche guardato in facci.
    Di quelle statue se ne fecero 5 copie e ne seguì un bello scandalo perchè il mio prof. dopo qualche anno non era ancora stato pagato.
    Ne deduco che gli artisti non sono mai conenti, ma non di se, non son contenti di chi gli sta intorno.

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  9. Mi sopravvaluti...non conosco l'opera con le 2 statue e il tempietto greco in mezzo. È grave?

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