Mezzanotte a Pechino - Paul French. Due di notte a Berlino - Nela San

Ci sono thriller che si terminano dopo due mesi ed altri che si aspirano in due giorni e per i quali si fanno volentieri le due di notte.

Perché?

Perché anche questa copertina ha un drago rosso, ma più inquietante di quello de Il Picco dell'avvoltoio scritto da Burdett. recensione qui
Perché anche questo è consigliato da The Guardian, ma è stato il suggerimento di una blogger amica ad indurre all'acquisto. 
(qui ringrazio MAV, il suo blog mi manca molto...)

Perché anche Paul French è inglese, ma anziché guardare panorami del Sudovest francese (come il connazionale), si è tuffato anima-e-corpo a studiarsi manoscritti, giornali d'epoca e dattiloscritti nelle emeroteche di Londra.

Perché se anche in questo romanzo gli organi degli esseri umani (di uno in particolare) sono un punto cardine della trama, non ci sono effetti mirabolanti, ammiccamenti dell'autore per accattivarsi le simpatie del lettore, spostamenti alla James Bond.

Questo è (purtroppo) un fatto realmente accaduto.

Qui si racconta della Cina nel 1937 e anni a seguire:  dilaniata e martoriata come la vittima del romanzo.
Sullo sfondo due realtà di stranieri residenti ma con destini drammaticamente diversi: quelli gli ambienti sordidi dei Bassifondi 

L'edilizia dei Bassifondi comunicava un senso di precarietà estrema, come se tutto fosse stato costruito in fretta...[omissis]
...e nelle pensioni malfamate si accumulavano tutti i derelitti stranieri di Pechino, uomini e donne fuggiti quanto più lontano possibile da casa per lasciarsi dietro storie che non raccontavano a nessuno. (Pg 60)

e gli altri, nell'enclave delle Legazioni straniere, che non brillavano per trasparenza e moralità.

"Quel che ci occorre adesso è non perdere la possibilità di godere di ciò che già abbiamo" del duca di Wellington. In altre parole, quel che abbiamo ce lo teniamo stretto, e che sarà mai in confronto la morte di una ragazza? Cascasse il mondo, si fosse trattato anche del feroce massacro di una cittadina inglese a un chilometro dalla legazione britannica, quel che occorreva adesso era salvare la faccia e reputazione.

Si capisce molto del paese di quel periodo e della sua storia, solo vagamente accennata dai testi scolastici occidentali.



(By Nela San)

Quel freddo mattino di venerdì 8 gennaio stava passeggiando intorno alle mura tartare con il suo amato uccello canoro.
Gli uccelli canori erano un'antica tradizione locale e ogni giorno si vedevano anziani come Zhang uscire con gabbiette di legno laccato protette da drappi di lino blu. Tutti gli abitanti delle città, cinesi e non, riconoscevano l'inconfondibile melodia di quelle rondini, liberati con dei flauti attaccati alla coda che risuonavano nell'aria aldisopra degli hutong, della Città Proibita e della Torre delle Volpi, e pronte a tornare fedelmente dai loro padroni. (Pg. 15)

Quanto a Pamela, la vittima, ventenne figlia di un diplomatico britannico, rinvenuta uccisa e mutilata ai piedi della Torre delle Volpi, sarebbe forse rimasto un drammatico fatto di cronaca accaduto a un'occidentale nella Pechino degli anni Trenta e ora caduto nell'oblio, se non fosse stato per French.

Dopo la faticosa e pesante lettura di quello di Burdett, fare le due di notte per terminare questo è stato come volare.


   

8 geo-commenti:

  1. Da leggere e da consigliare a mio nipote che completa ora il suo anno di master a Shanghai!

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    1. Anche se di solito non sono per i gialli cosiddetti storici, devo dire che questo è un gran bel giallo.

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  2. Non c'entra niente con il tuo post ma pensavo a che brutta bestia sia l'abitudine... Son giunta qui è ho trovato la nuova impostazione del blog: un attimo di smarrimento. Poi mi sono ripresa e ho iniziato ad apprezzare.
    Un abbraccio (e a presto, prestissimo).

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  3. Bellissima copertina, storia avvincente... posso chiedere chi lo ha tradotto? ;-)

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  4. Certo che puoi! Anzi, di solito pubblico didascalia completa del romanzo, nr pagine, editore, traduttore. Qui invece, mi è rimasto nella penna. In tutti i casi, la traduzione è di Anna Rusconi.

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  5. Aspettando Mezzanotte a Pechino, mi sono persa a S. Tomè e Principe. Confesso che quando l’ho preso in mano, non ero così sicura mi piacesse. Invece lo tiro fuori in pausa pranzo, in treno, col caffè che precede l’arrivo in ufficio. Sì, mi sa che hai capito perfettamente quali libri possano piacermi. Un abbraccio forte forte.
    P.S. Settimana con tante noiose robe lavorative da sbrigare. Ma nel weekend prevedo di scaricare qualche foto…

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    1. Anche se non c'entra nulla coi romanzi gialli, vedrò allora di postare qualcosa che avevo preparato su quel romanzo per un'altro progetto che avevo in mente, così potrai vedere le cose di cui ti ho parlato sul romanzo. Sono contenta che ti piaccia! Baci.
      PS ti scrivo a parte.

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