Calle de los libreros - Madrid


Nei centri storici di molte città non è raro trovare strade i cui nomi riportano a mestieri e botteghe che vi erano situati.

Così a Madrid, a fianco della Gran Via, se ne trova una più piccola. Fra i suoi nomi precedenti, quello di Calle de Ceres. Allora più famosa per i suoi bordelli che per negozi. Anzi: nessun commerciante voleva aprirvi un'attività.
Questo fino all'arrivo di un'imprenditrice valenciana,  che alla fine del XIX sec., vi prese in affitto uno spazio per la compra-vendita di libri usati. Josefa Borrás, detta Doña Pepita, aveva un buon rapporto con gli studenti della vicina Universidad Central de San Bernardo, facendo loro credito se non avevano denaro sufficiente per pagare i testi.

(Source: abc.es)

Il successo della libreria fece sì che coloro che vi avevano lavorato, ne aprissero altre nelle vicinanze e ben presto diventarono undici lungo la stessa piccola strada: La Casa de la Troya, La Fortuna, Felipa, Madrid, Salamanca, Alcalá, La Merced, Guzmán, Barbazán...

La Felipa ad esempio era una di queste. 

La proprietaria, Doña Felipa Polo Asenjo, aveva iniziato a lavorare da Pepita a 14 anni, poi nel 1944 aprì la sua libreria che qui rimase fino al 2000, quando si trasferì in Calle Pilar de Zaragoza, N° 37.

Nel 1949 la calle prese il nome attuale, su richiesta dello scrittore basco  Pío Baroja, frequentatore di queste librerie, che fece notare al Comune come per tutti quella era la Calle dei librai.

Le poche che oggi vi si trovano ancora sono specializzate in testi umanistici e scientifici e molte di loro offrono solo libri di seconda mano per studenti di scuole e università. 
(Source: www.librerialacasadelatroya.com)

Fra quelle rimaste è La Casa de la Troya, riaperta nel 2010, dopo la chiusura  per il restauro dell'edificio. 



Con la crisi economica, il nuovo ruolo assunto dalla strada, ogni settembre, è duplice.
File di studenti attendono il loro turno per entrare nelle librerie e comprare i libri usati, mentre altri vendono i loro per strada: un mercatino del libro, inizialmente perseguito penalmente, visto che gli studenti venivano considerati topi manta, come gli ambulanti o i venditori irregolari. 

(Photo: A: Pérez)

Oggi la Calle è pedonale e queste sono le librerie sopravvissute, delle undici una volta esistenti.

Librería Alcalà - Libreros, 4 
Librería Madrid - Libreros, 6 
La Casa de Troya - Libreros, 6 
Librería La Merced - Libreros, 5 
Librería Salamanca - Libreros, 14
Librería Fortuna - Libreros, 4

 




8 geo-commenti:

  1. Ecco, questi post sulle librerie sono splendidi. Devo farmi un promemoria per Happy Book Stall, sooner or later ti manderò la foto!

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    1. Quando farai la foto la posterò e scriverò anche dei libri che mi hai portato da lì! Baci

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  2. Ci sono passato per andare a plaza maior (alloggiavo in un albergo quasi in cima alla gran via)mi son fermato a vedere tutte quelle librerie concentrate lì, ovviamente mi ha incuriosito quella intitolata "la casa della troja" ma non conoscevo la storia, grazie.

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    1. Che invidia! Io invece, malgrado aver scarpinato per la Gran Via in lungo e in largo me la sono persa!

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  3. Ah, adoro le librerie di seconda mano! Dalle mie parti ce ne sono poche, ma negli Usa per fortuna ne sopravvivono ancora tante.

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    1. Forse ieri ti sono...fischiate le orecchie. Ho pensato a te dopo aver visto un paio di foto di librerie di San Francisco di cui vorrei parlare e siccome mi piacerebbe postarle con qualche foto originale...

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    2. Eh, se vuoi che collabori dovrai aspettare quest'estate :-)

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  4. Volentieri, Silvia! ce n'è una, in particolare, che mi incuriosisce e ti darò volentieri l'indirizzo, così se ti capita potrai fare qualche foto che poi posterò volentieri qui, citando la fonte, ovviamente! :-)

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