Il caso (antipatico) de Il caso Collini



Per caso...
Questo post parla del caso, ma non è frutto del caso.
Quello fortuito portò la viaggiatrice ad acquistare il libro di Ferdinand von Schirach. Nativo di Monaco, classe 1964, e berlinese d'adozione, oltre a svolgere l'attività di avvocato, con studio nella zona di Charlottenburg, l'autore ha pubblicato il romanzo di cui vogliamo scrivere, dopo aver esordito con delle raccolte di racconti.

Febbraio 2013 Casi della vita...
Berlino. La viaggiatrice cena alla Buchkantine, bello e insolito ristorante,  un po' bistrò e un po' libreria. Qui, curiosando fra gli scaffali, trova il romanzo.

Il caso Collini - Titolo

Titolo originale: Der Fall Collini
Pagg: 195
Editore, anno di pubblicazione: Piper Verlag Gmbh, 2011

La quarta di copertina recitava: "Cosa spinge un uomo, che per una vita non è stato accusato di nulla, a commettere un omicidio?"
Omicidio di cui si legge subito. Fabrizio Collini, Gastarbeiter alla Mercedes ora in pensione, uccide a sangue freddo l'ottantenne imprenditore Hans Meyer, presentandosi come giornalista del Corriere della Sera all'Hotel Adlon di Berlino. Poi, reo confesso, chiama la polizia per essere arrestato.

Gli verrà affidato un giovane avvocato d'ufficio, Caspar Leinen, che non riuscendo ad ottenere dal suo assistito giustificazione del movente, deciderà di indagare, venendo emotivamente coinvolto in prima persona. 
Scoprirà che la vittima era il nonno del suo migliore amico e della sorella di quest'ultimo, per la quale ha sempre nutrito un amore non corrisposto. In seguito, la scoperta delle motivazioni nascoste di Collini lo porterà a fare i conti con lo scomodo passato nazista della vittima.

Il caso letterario

Pubblicato nel 2011, fu secondo nella classifica bestseller di Der Spiegel, Die Welt lo definì "storia cristallina di amoralità sorprendente" e Focus lo battezzò "un colpo di fortuna per la letteratura tedesca". 
Cicero, mensile tedesco di cultura politica,  parlando del suo linguaggio "indurito per calcolo e precisione" sottolineò: "Schirach si schiera con veemenza dalla parte delle vittime, a differenza di Bernhard Schlink", opponendolo al connazionale, non senza una certa sfumatura polemica nei confronti di quest'ultimo.
Tradotto in 32 lingue, il successo oltrepassò l'oceano: il Wall Street Journal lo annoverò fra i 10 migliori gialli del 2013 e il Los Angeles Times lo ha inserito fra i candidati del Book Prize 2014 (evento: 11 Aprile).

Von Schirach affaire: non vorrete farne un caso...

Solo dunque un legal thriller? No. In un saggio su Der Spiegel, l'autore dichiarò trattarsi "di un romanzo sulla criminalità del nostro Stato, sulla vendetta e i sensi di colpa".
Aggiunse che trattava della giustizia del Dopoguerra e dei tribunali della Repubblica Federale Tedesca, che consideravano crudele che i giudici imponessero solo 5 minuti di reclusione per ogni omicidio perpetrato da un nazista.  Non era affatto un'elaborazione della sua storia familiare. 

A chi si riferiva lo scrittore? A suo nonno, Baldur von Schirach, uno dei fondatori della gioventù hitleriana e Governatore di Vienna. (Source Wikipedia- Bundesarchiv Hitler Goering e von Schirach, Obersalzberg)


Accusato al Processo di Norimberga della deportazione di 185.000 ebrei austriaci, fu condannato a vent'anni di carcere, dopo i quali, tornato a Monaco negli anni '70, aveva l'abitudine di giocare a scacchi con il nipote, vincendo sempre. Nel romanzo leggeremo di Leinen, ancora ragazzo, giocare a scacchi con Meyer e perdere, immancabilmente. (Sotto: Baldur von Schirach, in piedi, e l'allora Ministro degli Esteri del Reich, Joachim von Ribbentrop, Nürnberg 1946 Source Wikipedia). 


E' sempre difficile non mettere rimandi autobiografici in un romanzo. Direttamente e indirettamente.
Il giornalista del quotidiano B.Z., Philipp v. Studniz termina la sua intervista del 2011 con l'autore descrivendolo come "uomo che non si preoccupa del suo aspetto ma che possiede una Mercedes classe S del 1990 perché è un'auto straordinaria che si vede raramente".
Schirach fa lavorare Collini alla Mercedes...


Davvero un caso pietoso? La stroncatura del FAZ 

Patrick Bahners, Direttore letterario della Frankfurter Allgemeine Zeitung  al tempo della pubblicazione del libro fu tutt'altro che benevolo. Già il titolo della recensione non lasciava presagire niente di buono: "Questa fatale debolezza per cioccolatini o sedano" Recensione qui..
  Citò l'ovvietà paurosa di alcune frasi, chiamò in causa gli attenti lettori sul cambio di nome di battesimo della vittima, (da Hans diviene Jean-Baptiste al momento del mandato d'arresto), accusandolo di non meglio spiegare l'origine per metà francese di Meyer. 
Sottolineò l'assurdità di un dibattimento in cui un giudice istruttore parla più dei fatti accaduti nella Seconda Guerra Mondiale che dell'omicidio stesso.

Lo accusò di sterili frasi di protocollo senza alcun addentellato al plot.
"Due agenti di polizia avevano preparato l'udienza, gli atti del Pubblico Ministero erano davanti a lui, post-it gialli evidenziavano le pagine su cui volevano fare domande" e "il più anziano dei due aveva tre figli adulti e un debole per i cioccolatini" .
Al riguardo, Bahners si chiese perché non aver invece menzionato che magari coltivava sedano in giardino... ed ecco spiegato il titolo della recensione.
Terminò riportando un dialogo patetico in chiusura del romanzo e l'accusò dell'impiego di congiuntivi inappropriati.

Se per caso vi capita... 
Per chi non si sente di controllare i congiuntivi inappropriati in tedesco, il libro è pubblicato anche in italiano.

 Titolo: Il caso Collini
Autore: Ferdinand von Schirach
Editore: Longanesi
Traduzione: Irene Abigail Piccinini
Pagine: 176
Anno: 03/2012



E' il caso di prendersela tanto?
Perché dunque il titolo del post?
Si può perdonare che il romanzo sia un po' lento, né biasimare che FvS sia nipote di un nazista (certe colpe non devono ricadere su figli né tantomeno su nipoti). 
Possiamo altrettanto sorvolare sull'accusa di mancato impiego dei congiuntivi, giacché, pur avendolo letto in tedesco, la viaggiatrice non è certo purista della lingua teutonica.

Dunque?

Mettiamo il caso che...

Ma se ipotizzassimo che senza rimandi storici anche questo libro potrebbe ridursi a un Perry Mason in salsa tedesca, come gli altri da lui scritti? 
I racconti legal-thriller dal suo "Verbrechen", ad esempio, sono stati adattati per una serie televisiva, sulla ZDF.


(Source: Die Welt)

Ma se per trarre l'ispirazione per terminare il secondo  romanzo leggete che von Schirach ha alloggiato in un appartamento a Venezia e in un'intervista ne parla come di una città orribile che ha per effetto collaterale il fatto che "si può scrivere bene a Venezia perché la città è così orribile" ?

Lo definireste dunque un po' antipatico per quel suo rincarare la dose col giornalista che l'intervista nella città lagunare, apostrofandolo: "Andiamo a far una passeggiate per vedere tutti gli orribili turisti in questa città senza senso!".
Se poi,  durante la passeggiata, anziché esser felice di vedere il suo romanzo Un Colpo di Vento, esposto nella vetrina di una libreria, esterna il suo malumore per la traduzione italiana del titolo, che non lo soddisfa, cosa direste?

L'articolo prosegue, ma meglio fermarsi qui.

Per la viaggiatrice, von Schirach nell'intervista fa un tremendo autogol, che ce lo rende antipatico. Proprio come ci è accaduto con Fred Vargas sul caso Battisti.
E questo - pur su piani diversi - non è un caso.





8 geo-commenti:

  1. I libri che vorrei leggere sono una montagna e anche se campassi cent'anni non ce la farò mai, perdermi il giallo di questo signore "un po' " antipatico non mi sembra un grande sacrificio

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    1. Infatti Dede, non ti perdi niente. Stavo pensando come ultimamente stia alternando "gialli-ciofeca" ad altri buoni. Tanto per proseguire con quel che ti avevo scritto in fb...

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  2. Lo sta leggendo Thomas proprio in questi giorni. Io dopo la tua recensione ne farò ameno. Abbiamo già tanti scrittori antipatici in Italia....

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    1. Beh, lui, senza dubbio, potrà giudicare se questa diatriba sui congiuntivi è stata fatta a ragion veduta!

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  3. Scrittore antipatico anzichenò, ma questo Buchkantine...? Non lo conosco, e a maggio sarò a Berlino per una ventina di giorni...

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    1. http://gialli-e-geografie.blogspot.it/2013/02/irrinunciabile-berlinere-unverzichtbare.html qui trovi qualche foto e l'indirizzo. Io ho anche mangiato bene, poi se il meteo lo permette, magari mettono anche i tavoli esterni. Mi saprai dire.

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  4. Certo che quando vuoi, sai essere spietata come poche!!

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  5. Oh, beh, questo è niente, Barbara. Leggiti come ho trattato un britannico, qui sotto
    http://gialli-e-geografie.blogspot.it/2014/02/la-fatica-di-raggiungere-la-fine-de-il.html

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