Equatore di M.S. Tavares - Quando la linea del (miglior) cacao passa per un romanzo




ro·ça |ó| (derivação regressiva de roçar)
[São Tomé e Príncipe]  Grande propriedade rural (ex.: roça de cacau). = PLANTAÇÃO (Source: Dicionário Priberam da Língua Portuguesa - DPLP); unidade agrária típica da época colonial, composta por um núcleo central com um vasto terreiro em torno do qual se situam a casa do administrador da roça e as habitações dos diversos empregados, a senzala, o hospital, oficinas, diversos armazéns, lavandarias, etc.. Complexo circundado por campos de cultura de cacau ou café.

C'è stato un quinquennio, nella vita di Nela San, in cui le trasferte lavorative toccavano paesi più caldi, climaticamente e umanamente parlando e che ricorda come il Periodo d'oro.
L'oro era però di colore nero. Si trovava dentro un triangolo. Quello del cioccolato, che la portava in Grecia, Belgio e Portogallo, da cui la sua Lusitanitudine (sostantivo da lei stessa coniato).

Più di un decennio è trascorso, ma resta indelebile il ricordo: il cioccolato era la sua sfida (lavorativa), la sua droga (assaggiarlo presso i clienti) e appagamento. Anche i libri ruotavano sull'argomento.

Il più famoso romanzo che parla di cacao - e dei suoi risvolti amari - è Cacao di Jorge Amado. Ma ve n'è un altro, vincitore del Grinzane Cavour 2006 Narrativa straniera, che aldilà dell'avvincente storia romanzata, serve a capire come già agli inizi del '900 lobby potenti e oligopoli commerciali potessero decretare alterne fortune per gli imperi coloniali di allora.

Si tratta di Equatore di Miguel Sousa Tavares (traduz. Clelia Bettini pp. 492, Editore: Cavallo di ferro), la cui dedica sull'edizione in lingua originale, valse l'andata e ritorno Bologna Torino in un giorno. Caso letterario in Portogallo, ove vendette mezzo milione di copie. Consiglio letterario della viaggiatrice alle amiche, che spesso le rimproverano, una volta letto, di essere rimaste con un grande vuoto, rimpianti e, una in particolare, col senso di spossatezza come dopo un meraviglioso orgasmo...letterario.

Luís Bernardo Valença, 37 anni, scapolo, proprietario di una compagnia marittima, uomo di fascino, brillante intellettuale e incallito seduttore, conduce una piacevole vita di lusso  nell’alta società della Lisbona dei primi del ‘900. Convocato dall’ultimo Re del Portogallo, Don Carlos, gli viene chiesto di accettare il difficile incarico di governatore nelle isole di Sao Tomé e Principe (la più piccola colonia dell’impero portoghese ricca di piantagioni di cacao) in nome della patria e del suo Re. La missione sarà di confutare l’accusa degli inglesi, che mandano il loro console, David Jameson, per dimostrare al mondo lo sfruttamento portoghese di schiavi  angolani, permettendo così un boicottaggio del cacao portoghese a favore di quello importato dalla britannica Cadbury da piantagioni di  altri paesi.Luis Bernardo accetta, convinto di poter modificare sia l'opinione del britannico che di introdurre le sue idee progressiste  ai proprietari delle piantagioni.

Aldilà dei commenti, Sousa Tavares ha studiato a fondo la situazione di quell'epoca, quando si iniziavano ad affacciarsi grossi colossi dell'industria del cioccolato.
A noi italiani forse Cadbury non dice molto, ma chi ha frequentato supermercati britannici, brasiliani o indiani, si sarà trovato di fronte a barrette di cioccolato, col logo di questa multinazionale, passata prima alla Schweppes e ora alla Mondelez International (gruppo USA ex-Kraft Foods, di cui fanno parte anche Suchard, Côte d'Or e Milka).

In fatto di cacao, poi, forse non molti sanno che le due piccole colonie portoghesi con una produzione di circa 30.000 tonnellate erano nel 1909 fra le più grandi produttrici di cacao al mondo. Anzi, del migliore. 

Tutto partì dal Brasile e dalle navi che qui facevano tappa. Nel 1787 João Baptista da Silva riuscì a importare le prime piante di caffè, poi fu la volta del cacao, portato nell'isola di Principe da José Ferreira Gomes, brasiliano, armatore delle navi per traffico degli schiavi.  Era il 1822 e, inizialmente, la pianta fu considerata solo ornamentale. Sarà il suo figlioccio, João Maria de Sousa Almeida, Barone di Água Izé, a diventare il primo produttore di cacao a Sao Tomé.



Il tutto si svolgeva nella roças (o engenhos) veri e propri monumenti dell'epoca coloniale, cittadelle realizzate dai colonizzatori proprietari delle piantagioni. Esse marcarono la storia dell'arcipelago, per dimensione, imponenza e rilevanza urbanistica e architettonica.
Costituite dal terreiro, centro nevralgico, di forma rettangolare, in cui convergevano merci e venivano adunati i lavoratori. Sul suo perimetro, solitamente sopraelevato dagli altri edifici, a simbolizzare le gerarchia, stava la residenza del proprietario o l'ospedale, mentre a fianco si trovavano le senzalas baracche dormitorio degli schiavi, la chiesa, i giardini, gli appartamenti degli impiegati, i magazzini, le stufe e gli essicatoi. 


In quegli anni, la prima roça fu dunque Água Izé, che con le sue 9 dipendenze (piantagioni associate e più piccole)  produceva 1006 tons. 

[continua]

8 geo-commenti:

  1. Im- paziente di saperne ancora di più. Intanto, grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono contenta ti piaccia. In realtà ho riesumato un vecchio studio che avevo fatto su queste piantagioni dell'isola, lo sto riattualizzando e continuerò a postarlo.

      Elimina
  2. Che storia affascinante! E che posto, quello dell'ultima foto. E che voglia di leggere il romanzo :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per il romanzo, credo che presto ci sarà un'ottima recensione di una blogger amica a cui ho consigliato il romanzo. Qui mi interessa farvi partecipi di quello che erano queste rocas e di quel che ne rimane (ahimè).
      Così il prossimo post partirà proprio dall'ultima foto che ti ha incuriosito. A presto.

      Elimina
  3. Resta sempre nella lista dei libri da leggere, spero quest'estate. Foto stupende, grande fascino.
    @Silvia: ne approfitto di questo spazio x salutarti! Un abbraccio dall'India a tutte e due

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedro di postare anche le prossime puntate e spero di non deluderti.
      PS mandami una mail e dimmi quando torni, ho voglia di vederti. Baci!

      Elimina
  4. Perbacco che responsabilità! Ero passata di qui per prendere un link gattaro per il post in elaborazione e guarda cosa trovo? Ma quanto è figo l’attore scelto per interpretare il nostro Luís Bernardo Valença?? Sempre benedetto sia youTube!!
    Sono a metà cammino, con David e la bella Ann appena arrivati sull’isola…

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ti preoccupare per la responsabilità, te la caverai egregiamente, ne sono sicura! Hai ragione sull'attore, lui e quello che definirei un portoghese...atipico. In tutti i casi è nato in una colonia portoghese e ha vinto anche un premio al Torino film Festival. Preparati! Su Youtube presto ci saranno delle puntate dove invidierai molto Ann. per lo meno a me è capitato così ;-)

      Elimina

 

Geo-lettori im-pazienti

Geografando in fb

Geo-MEMO

I testi pubblicati in questo sito sono di proprietà esclusiva del mio blog" gialli-e-geografie " e tutelati dalla legge sul diritto d'autore n.633/41 e successive modifiche.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità, Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge nr. 62 del 7/03/2001. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti inseriti nei post, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Le immagini ed i video presenti nel blog provengono dal web e quindi valutate di dominio pubblico.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione o per qualsiasi violazione di copyright, non avranno che da segnalarlo e l'autore provvederà alla rimozione immediata.