Ravenna - Quattro Zampe e due blogger: da Biblioteca Classense per la città in giallo

(Teresa - Chiostro Biblioteca Classense - Photo by Babalatalpa)

Chissà se Teresa, come dicono di tutti i gatti, ha veramente sette vite e, se sì, quante ne ha già vissute.
 
Questa foto che la ritrae nel suo ambiente, nel chiostro della Biblioteca Classense, è di Babalatalpa, durante il suo soggiorno ravennate, in visita a Nela San.
Un'incontro molto piacevole e divertente.

A Teresa, loro avrebbero voluto chiedere se in una delle vite precedenti ha assistito a qualcuno dei sinistri episodi per cui la città bizantina non viene ricordata, ma che Nela San ha accennato alla blogger amica. 

Alcuni sarebbero degni di giallisti come Lucarelli o Baldini, (residenti non lontano da qui), per non parlare della corregionale Comastri Montanari, una che di gialli storici se ne intende.

Nell'ambito dell'edizione 2005 del Festival GialloLuna NeroNotte, che ogni autunno si tiene nella città, fu organizzata una passeggiata serale nel centro storico.
Furono visitati alcuni dei luoghi testimoni di quattordici delitti, che in varie epoche si consumarono per le strade, in giardini o dentro palazzi della città. 
Le guide, due, dovettero dividere i gruppi, vista la partecipazione di oltre un'ottantina di persone.

Come si vede dalla mappa, Ravenna ha un centro storico ricchissimo ma abbastanza piccolo: il suo fascino e la luna piena fecero il resto.

(Particolare del mosaico interno Mausoleo Galla Placidia - Zona monumentale di San Vitale)

La zona 1 della mappa è quella dell'arcinota Basilica di San Vitale. Gioiello paleocristiano e bizantino, patrimonio dell'Unesco, deve il suo nome al soldato romano di fede cristiana che qui subisce il martirio il 28 aprile 1959. 
Tradizione o leggenda? Si narra comunque che trascinato davanti al simulacro di Marte, rifiutandosi di prestargli omaggio, fosse gettato in un pozzo e ricoperto di pietre.

Come non ricordare al proposito il meraviglioso incipit del giallo del Premio Nobel turco Orhan Pamuk, titolato Il mio nome è rosso e ambientato nel 1591.

Adesso io sono un morto, un cadavere in fondo a un pozzo. Ho esalato l'ultimo respiro ormai da tempo, il mio cuore si è fermato, ma, a parte quel vigliacco del mio assassino, nessuno sa cosa mi sia successo. Lui, il disgraziato schifoso, per essere sicuro di avermi ucciso ha ascoltato il mio respiro, ha tastato il mio polso, mi ha dato un calcio nel fianco, mi ha portato al pozzo e mi ha preso in braccio per poi buttarmici dentro. La testa me l'aveva già spaccata a colpi di pietra, e cadendo nel pozzo è andata in pezzi, la mia faccia, la fronte e le guance, è rimasta schiacciata, è scomparsa, le ossa si sono spezzate, la bocca si è riempita di sangue.

(Palazzo di Teodorico - Mosaico Basilica S. Apollinare nuovo)
Qualcuno invece si ricorderà di essere stato interrogato in Storia su Odoacre.
Il barbaro alla corte di Attila, che nel 476 usurpò il trono dell'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo  "Augustolo" (con un soprannome così non poteva certo avere autorità) divenendo così il primo rex Italiae. 
Il primo parvenu della Storia italica?
Chissà! 
In ogni caso si sa che dall'altare alla polvere il passo è breve e la causa fu un inganno. 
Invitato a un banchetto da Teodorico per sancire la pace, dopo l'assedio alla città durato tre anni da parte di quest'ultimo, venne assassinato dallo stesso re dei Goti. I ruderi del cosiddetto Palazzo di Teodorico, al punto 16 della mappa.  

Isp. Milo Perrier: Questo maggiordomo ha qualcosa che non mi convince. Fa attention! Non ti guarda mai in faccia quando ti parla. (dal film Invito a cena con delitto)

Se ricordate Dieci piccoli Indiani di Agata Christie e il film tratto da quel romanzo, si capirete che già nella Storia, tali tipi di inviti a cena erano ricorrenti.

(Particolare raffigurante Teodorico e la sua corte - Mosaico interno Basilica San Vitale)
...il cadavere di Asmodeo Baldini, archeologo dilettante, precipitato da un’impalcatura eretta nella chiesa di Sant’Apollinare mentre furtivamente era intento a picconare il mosaico che raffigurava il palazzo del re goto Teodorico. L’autopsia rivelerà che a uccidere Baldini è stato un misterioso veleno ottenuto dal seme delle prugne. (dal romanzo: Il bambino che fumava le prugne - autore: L. Ciarabelli)
Che Teodorico vedesse cospirazioni dappertutto o fosse solo l'ennesimo ad avere problemi con famigliari non è dato di saperlo. 
In tutti i casi, vista l'infinita contesa fra cattolici e ariani (durava da ben due secoli!), ordinò che suo suocero Simmaco venisse giustiziato a Ravenna, mentre l'intellettuale di corte, Severino Boezio, subì stessa fine a Pavia.

(Chiesa dello Spirito Santo, VI Sec - Battistero degli Ariani - UNESCO - fine V sec.)
Il Battistero degli Ariani è un memorabile richiamo di tale contesa (Mappa punto 12), il bambino che fumava le prugne, invece, è un giallo dei nostri giorni, ambientato proprio a Ravenna e dintorni. Recensione qui

Questi ed altri delitti sono contenuti nel piccolo ma interessantissimo libro: Guida di Ravenna in quattordici delitti. Racconti raccolti da Mauro Mazzotti, con fotografie di Maurizio Montanari.

E Teresa?

Teresa, come tutti i gatti, non ha disatteso la sua aria di imperturbabilità. Dopo un breve momento in cui ha controllato che tutto fosse tranquillo nel chiostro della biblioteca, se ne è andata sornionamente, lasciandoci  con gli interrogativi insoluti. Misteri non chiariti, certo ma le soddisfazioni sono state altre.
 

Per leggere lo splendido post su Ravenna di Babalatalpa sulle giornate ravennati, clikkare qui
Altri post sulla Biblioteca Classense, qui.

8 geo-commenti:

  1. Che gran voglia di fare un giro a Ravenna, magari con la tua guida!

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    1. Volentieri! Anche se ritengo che tu ne sappia più di me, :-)

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  2. Che post delizioso! Davvero, la prossima volta che verremo ti richiederemo come guida :-)

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    1. Ti aspetto, Silvia e magari si combina che ci sia anche Grazia! Fammi sapere quando torni dalle mie parti!

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  3. L'unico posto che amo di quella città... Belli i gattoni, facevano compagnia nelle lunghe ore di lavoro... A presto!
    Saluti a Silvia Pareschi!

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  4. Che gioia! Con questo post mi hai fatto tornare a Ravenna. In stile gialliegeografie naturalmente!
    Ragazze, se potete, non lasciatevi sfuggire la gialloguida per una visita della città!
    Un abbraccio cara NelitaSan.

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    1. ehi, ma quanta pubblicità! Mi fai quasi arrossire|

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